Vivere a Roma Città Aperta a tutto: tra affitti alle stelle, Ville e Via dei Villini

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Chi vive a Roma da sempre o da poco, in case di proprietà acquistate nel corso di una vita, spesso anche due, o in affitto in ‘bugigattoli’ spacciati per monolocali e pagati come appartamenti, sa bene quanto siano allucinanti i prezzi di mercato degli immobili della capitale, e quanto questo non valga per tutti, dalle case popolari agli appartanti di lusso.

Ma siamo nella Città Aperta a tutto, e per saperlo probabilmente basta avere gli occhi, senza il bisogno di sperimentarlo come la sottoscritta, nata alla Garbatella in una casa in affitto che già allora costava l’ira di Dio, e cresciuta tra le cose popolari della città giardino arrivata a gemellarsi con la Belville parigina, occupate in tantissimi casi da gente che non ne aveva, e continua a non averne, alcun diritto.

Gli stessi che dopo anni di canoni irrisori (quando li pagano), stanno comprando dall’Ater, che ha ereditato gli anni si sprechi e le case da svendere dell’ex Iacp, un’abitazione di 45 mq a 30 mila euro, prezzo fissato in base alla legge 42 del ’91 e alla legge 560 del ’93, poi nonostante i prezzi alle stelle del centro storico e delle zone ‘in’, ci sono tutte le pratiche da ri-vedere, delle case di proprietà della Regione e quelle delle ex Ipab affittate ai prezzi-scandalosamente bassi, rivelati dall’ultimo scandalaccio del momento, uno dei tanti.

«Affittopoli», «Svendopoli» .. storie vecchie che riaccendono la polemica, che comunque viaggia più veloce della procura, la Polverini ribatte risoluta chiedendosi ‘cosa faceva l’opposizione’ mentre venivano perpetrate queste ingiustizie, ma per quanto non è così improbabile che qualcuno di questa famigerata opposizione possa anche essere 'coinvolto nella faccenda', resta il fatto che il Comune di Roma ha svenduto le case popolari con la stessa facilità con la quale si è ‘liberato’ di molti immobili in zone da sogno a prezzi da monolocale di periferia da ristrutturare, e dalle stelle alle stalle, a Roma si passa in un attimo dalle ville dei privilegiati alla Via dei Villini, dove tra stupri e sgomberi, un ex ambasciata può trasformarsi in un cento profughi, e una città ‘aperta a tutto’ in un crocevia di abissi che non si sfiorano nemmeno.

Foto | 06 zoom

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