Tre stupri in dieci giorni a Roma: la città è più o meno insicura con Alemanno?


Tre violenze sessuali in dieci giorni, l'ultima questa notte quando una ragazza italiana è stata stuprata da tre uomini, probabilmente stranieri, in via dei Villini sulla Nomentana. Sorge spontanea una domanda: la città con Alemanno è meno, ugualmente o più insicura rispetto ai tempi di Veltroni?

Di sicuro il tema della sicurezza è tornato molto "di moda" dopo 3 stupri in poco più di una settimana, ultimo dei quali questa notte quando una 18enne è stata stuprata da un branco di persone che dormiva nell'ex ambasciata somala di Roma. Oggi il sindaco ha cercato di arrampicarsi sugli specchi affermando che visto che quella di questa notte non è stata una violenza in strada ma in un palazzo abbandonato ed occupato (e chi dovrebbe controllare se non il Comune la situazione negli stabili fatiscenti ed abbandonati seppur di proprietà altrui o estera?!), allora "non è un problema di controllo del territorio e non si può ricavarne un teorema"...

Al di là della discutibilità di questa dichiarazione c'è da sottolineare che Alemanno promettendo più sicurezza ha vinto le elezioni. E' vero, i reati calano costantemente, ma da quasi 10 anni, con l'esclusione dell'anno 2007 quando la Romania ha aperto le sue frontiere. Ma gli stupri non sono mai scomparsi, ricordate la tragica violenza dei due fidanzatini sull'Appia due anni fa? Quindi si può dire che: o Roma è sempre più sicura indipendentemente dai sindaci, o la città è insicura come prima o invece è sicura come quando governava Veltroni e gli stupri di questi giorni, nella loro pazzesca drammaticità, sono episodi statistici che capitano in ogni grande metropoli. Qualsiasi delle tesi si prenda in considerazione si evince che Alemanno non ha cambiato le cose. Voi che ne pensate?

Foto: Flickr

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