La settimana dei Municipi: tutti (o quasi) agli Stati Generali


La convocazione è per martedì 22 febbraio, puntuali, al campo di allenamento di Palazzo dei Congressi, zona Eur. Il match si preannuncia lungo: sono gli Stati Generali. Maglia e calzoncini stirati in maniera impeccabile, scarpini tirati a lucido e parastinchi indossati (non si sa mai), i 19 presidenti dei Municipi sono attesi di mattina presto dal Mister Alemanno.

Mi correggo: non tutti e 19, ma solo gli 8 di centrodestra (e non parliamo di ali, qui), quelli di centrosinistra, infatti, ben 11, un’intera formazione, si volevano far restare a casa o in tribuna, neppure in panchina. Ma la maggioranza degli esclusi non ci sta e lo denuncia con una lettera aperta alla cittadinanza, a firma Orlando Corsetti (Municipio I), Dario Marcucci (III), Ivano Caradonna (V), Gianmarco Palmieri (VI), Roberto Mastrantonio (VII), Susana Fantino (IX), Sandro Medici (X), Andrea Catarci (XI), Gianni Paris (XV), Fabio Bellini (XVI), Antonella De Giusti (XVII).

L’obiettivo della partita è chiaro: vincere, cioè fare di Roma una vera capitale europea, attraverso la messa a punto di un piano strategico che comprende 225 progetti per il futuro della città, la realizzazione dei quali sarà il risultato di un gioco a quattro punte tra governo, Comune, Provincia e Regione.

Torniamo ai non convocati: l’espressione di disappunto non si è limitata, com’è ovvio, alla lettera ai cittadini, in cui si sostiene che il “nostro punto di vista e la nostra esperienza potrebbe essere utile e preziosa alla definizione delle strategie politiche e amministrative”, ma si è concretizzata in una vera e propria manifestazione di protesta all’esterno dello stadio-Palazzo, con tanto di cartellini-volantini esplicativi del proprio programma. “È l’unico modo che abbiamo per far sentire la nostra voce”, hanno argomentato.

A chi si è fermato con loro, gli esclusi hanno raccontato come Roma stia “vivendo una crisi sempre piú acuta, nella sua tenuta sociale come nel suo sistema economico e produttivo. Invece di promuovere convegni che si riducono a sterili chiacchierate, sarebbe prioritario migliorare la vita dei cittadini attraverso l'incremento dei servizi sociali e la manutenzione dei quartieri, nelle periferie dimenticate come nelle aree semicentrali e centrali”.

“Ogni giorno nei nostri Municipi incontriamo persone che hanno bisogno di sostegno e assistenza e che non siamo in grado di aiutare, mentre cerchiamo di affrontare i tanti problemi che purtroppo non si risolvono mai”, proseguono gli 11, la cui protesta è stata anche disturbata dalla polizia-arbitro che ha tirato fuori il cartellino rosso, come se non fossero già abbastanza espulsi.

I toni, a questo punto, si sono alzati, con veri e propri insulti ai minisindaci di centrodestra che “si sono spinti oltre il limite della decenza politica” e la definizione degli Stati Generali come “uno spot in s di un coinvolgimento reale dei Municipi, territori e attori sociali della città”. L’accusa al Campidoglio-ct, poi, è quella di “rispolverare progettualità della precedente amministrazione inizialmente sconfessata”.

Dura, anche se prevedibile, la reazione dei titolari in campo e dell’allenatore: “Il centrosinistra, dopo aver affossato la città, abbandonato le periferie e ridotto il centro storico a un suq indiano, nei suoi oltre 20 anni di gestione dissennata della capitale dovrebbe solo tacere anziché criticare in modo sterile e ingiustificato qualsiasi iniziativa della giunta Alemanno”.

Il fischio finale non c’è ancora stato, di tempi supplementari noi cittadini ne abbiamo piú che abbastanza, speriamo solo di non perdere ai rigori o, peggio, al golden gol.

Foto | Flickr

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