Salva Roma 3: la paghetta

Il presidente Napolitano ha firmato il terzo decreto legge che mette in sicurezza i conti di Roma. Ora il Campidoglio ha 90 giorni di tempo per presentare il piano di riequilibrio del bilancio.

salvaroma3

Ancora il "Salva Roma". Tre mesi per ridisegnare il "piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale di bilancio" che diventerà la vera battaglia dell'amministrazione Marino. Il sindaco sarà davvero "contro tutti".

Per ottenere il necessario riequilibrio di bilancio dovrà attenersi alle prescrizioni elencate nell'articolo 16 del Salva Roma 3, e di conseguenza limitarsi ad eseguire quanto deciso dal governo, oltre a ottoporsi ad una molteplicità di controlli.

A giugno il piano dovrà ricevere il parere del tavolo interistituzionale ComuneRegioneGoverno, il quale si occuperà anche di vigilare sulla sua attuazione. Quindi prima del voto, toccherà al ministero dell'Economia e dell'Interno effettuare una verifica dello schema presentato dalla giunta Marino. Infine sarà trasmesso al presidente del consiglio, che lo adotterà entro 60 giorni con proprio decreto.

Intanto la pubblicazione in gazzetta ufficiale c'è: la garanzia che i 570 milioni anticipati nel 2009 dal Comune alla gestione commissariale e poi restituiti con il primo Salva Roma, possono restare nelle casse del Campidoglio. Chiudendo così il bilancio 2013 e quello previsionale 2014. La "mission" della terza volta è che il decreto diventi finalmente legge.

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