Inchiesta di Repubblica: “Così ho violato i segreti del Tribunale di Roma”

E’ apparsa venerdì 26 su Repubblica l’inchiesta del giornalista Attilio Bolzoni, che per un’intera settimana, da lunedì 15 a lunedì 22 gennaio ha girovagato indisturbato per il Tribunale Civile di Roma, Viale Giulio Cesare 54b. Così, dopo lo scandalo sanitario dell’Umberto I, questa volta tocca al sistema giudiziario.

Il giornalista di Repubblica infatti, è riuscito ad accedere a documenti riservati e a dati sensibili di centinaia di cittadini, senza che mai qualcuno lo abbia fermato, o lo abbia invitato a mostrare un documento. Libero accesso ad archivi e faldoni, a fascicoli e incartamenti: cause di divorzio e affidamento, mancati pagamenti e concorrenza sleale. E dentro informazioni di ogni genere, compresi reddito e salute, dell’interessato e dei congiunti. Tutto potenzialmente pubblico.

“Avrei potuto portarmi via fascicoli avvolti nella carta da giornale” dice testualmente Bolzoni. “Avrei potuto trafugare processi interi”.

I documenti sono infatti in bella mostra, gli armadi quasi tutti aperti e nessuno a controllare le migliaia di informazioni segrete e personali che sono contenute all’interno. Chiunque può consultarle, fotografarle, persino portarle via senza alcuna difficoltà. Ed è ciò che succede più volte. Raccontano al Tribunale che “ogni giorno qualche fascicolo svanisce”.

Chi dovrebbe sorvegliare? I cancellieri, almeno secondo la legge. Ma solo a Roma pare ne manchino almeno 164. E poi servirebbero altre misure di sicurezza, come la videosorveglianza e la registrazione degli accessi.
E se si riuscissero ottimisticamente ad applicare tali misure? Cancellieri ed avvocati sono sconsolati, perché tali controlli provocherebbero la paralisi dell’intero sistema in meno di mezza giornata.

Le due puntate dell’inchiesta sono anche sul sito di Repubblica:

1 – Così ho violato i segreti del Tribunale di Roma

2 - Quei carrelli pieni di fascicoli abbandonati nei corridoi

Il video su Repubblica Radio Tv

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