Roma arDente: Le Civette a Monteverde


Ci sono quartieri, e parlo per lo più di quelli residenziali anche se appena fuori dal centro storico, in cui esercizi come ristoranti, pizzerie e bar, a meno che non abbiano quel quid in più, sono soggetti a un rapido turn over: fallimenti e cambi di gestione sono all’ordine del giorno e per locali grandi, d’altronde, a meno che non vi metta le grinfie sopra l’ennesima catena di supermarket, la destinazione è quasi obbligata.

È così, in una delle tante epoche di mutamenti, che è arrivato a Monteverde Le Civette, ristorante che considera l’ora del pasto quasi con sacralità, curandolo fin nei minimi dettagli, e al quale facciamo i piú sinceri auguri di longevità.

L’ambiente è di grandezza media, molto chiaro ma personalizzato con accessori e tovagliame dalle sfumature calde e arredi in legno stile arte povera. Ci siamo andati a pranzo, che per un ristorante che punta tutto sulla genuinità delle proprie proposte, è forse la prova piú difficile da superare.

Il menu del mezzogiorno qui è a 15 euro e, a giudicare dalla lettura della lavagna all’esterno del locale, anche molto nutrito. Uno specchio per le allodole, state pensando, anche se stiamo andando a mangiare dalle Civette. Mai pregiudizio fu piú smentito.

Una signora gentile ci ha accolto con un benvenuto di abbondanti e succulente bruschette di pane alle olive con patè di olive verdi o nere, tutto rigorosamente fatto in casa (ci ha giustamente tenuto a sottolinearlo) come pure il pane di accompagnamento al pranzo: una fantasia di pagnottine ai pistacchi e grissini al peperoncino tirati a mano.

E ora diamo il via alle danze: il primo punto segnato dalle Civette è la possibilità, pur ristretta, di scegliere cosa mangiare anche all’interno di un menu a prezzo fisso; il secondo punto segnato è che le tre proposte, che variano di giorno in giorno, fanno parte della carta ‘normale’ del ristorante, non sono, cioè, ricette specifiche del pranzo, ovvero piú veloci e scadenti.

Siamo in tre, decisi a non farci mancare niente, pena l’annullamento della lucidità pomeridiana, e andiamo con: lasagna al pomodoro e bufala (porzione da un metro quadro circa), maccheroni al sugo, salsiccia e finocchietto davvero gustosi e aromatici, spaghetti al tonno fresco con olive e capperi per chi preferisce le atmosfere marinare.

Per secondo le originali e saporite scaloppine alle nocciole con crema di rosmarino e scarola (ci hanno anche regalato il segreto della crema al rosmarino!), una ben fatta arista di maiale al latte con patatine al forno, un solo in apparenza piú leggero raschera (formaggio piemontese dop) alla griglia con contorno di verdure.

Il tutto annaffiato da acqua durante il pranzo e caffè in chiusura. Non è tirchieria, bensì un problema di capienza quello che ci impedisce di ordinare il dolce (che è fuori menu), ma ci portano ugualmente biscottini di frolla e zucchero a velo, per addolcire il già abbastanza dolce conto di 45 euro in 3.

Prima di chiudere, volevo spendere un’altra riga in favore della cura che Le Civette hanno nella presentazione dei piatti, di quelli piú elaborati come di quelli piú semplici, la cui forza sta proprio nell’accostamento di antichi sapori e nella riscoperta della cucina della nonna. Andateci, non fate perdere a Monteverde questa isola di prelibatezze!

Le CivetteVia Abate Ugone, 29-33
00152 – Roma
Tel 3471381401
Chiuso il lunedì

Foto | Flickr

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