Alcol test a Roma: ecco i primi risultati. Un 'flop' annunciato?

Alcoltest

Vi avevamo dato la notizia lo scorso ottobre: la macchinetta per l’alcoltest all’interno dei locali sarebbe diventata obbligatoria per i locali aperti dopo la mezzanotte entro il 13 novembre successivo. Doveva essere a disposizione dei clienti per misurare il tasso alcolemico e stabilire se fossero o meno il caso di mettersi alla guida. Tre le possibilità per gli esercenti: acquistare il macchinario pagando 400 euro, affittarlo a duecento o prenderla in 'comodato d'uso' con una spesa 'simbolica' di un euro.

Risultati dopo tre mesi? Disastrosi. Li rivela Nazzareno Sacchi, Presidente della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) di Roma che sottolinea come nei 1500 locali che hanno aderito, solo il 10% dei frequentatori li ha utilizzati. Interesse iniziale poi rapidamente scemato, anche - ma non solo - a causa dei possibili errori di taratura dell'alcoltest. Proprio per evitare questi inconvenienti, la Fipe aveva chiesto di far distribuire sul mercato un modello unico.

Niente da fare, insomma. Nonostante quasi tutti si siano ormai adeguati. Di chi è la 'colpa'? Scarsa campagna mediatica? Poca promozione da parte dei gestori (d'altronde sono loro i meno interessati al rispetto dei limiti)? Scarsi i controlli che rendono inutile la prevenzione e lo 'spauracchio' del tasso alcolemico? Se girate un po' per la nostra Penisola, vi sarete resi conto anche voi che altrove gli alcoltest funzionano (soprattutto nelle zone più pattugliate): perché non a Roma?

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