La Tana della Lupa: Siamo alla frutta, marcia


Pensavamo di essere già morti, ma ieri si è consumato qualcosa di soprannaturale. Una pagina quasi degna del 7 a 1 di Manchester. Meno grave solo perché avvenuta nel cortiletto della parrocchietta italica.

A Genova la Roma dell'utima spiaggia, va a giocarsi prima di tutto la faccia. E la perde nel peggiore dei modi. E' stato un film del terrore. Dopo un tempo di grinta e carattere, fra botte da orbiti, andiamo al riposo col doppio vantaggio.

Totti giganteggia. Ricama per tutti assist al bacio. Ad inizio ripresa sigilla la super prova con un goal bellissimo in tandem con Borriello. Siamo 3 a 0. Vantaggio sicuramente esagerato per un Genoa gagliardo (anche troppo, Perrotta ne fa le spese).

Nemmeno il tempo di tornare a centrocampo (proprio come contro lo Shakhtar) e dietro confezioniamo la classica boiata. Julio Sergio (spettacolare su altri inerventi) resta a guardare la copertura di Mexes, poi esce e farsi trafiggere. 1 a 3. Comincia la paura.

Qui Ranieri decide di dare un senso alle feroci critiche di tutti coloro che lo vogliono far fuori. Cambio surreale. Toglie un rastrella-palloni in mezzo come Simplicio per inserire il funambolo da rimonta. Tre punte??? La Roma ovviamente già è sulle ginocchia, sappiamo bene che fa solo un tempo.

Dopo una serie di brividi, ecco l'altra mossa folle. Dentro un centrale (lento e del tutto spaesato) in una difesa mai provata prima, contro un attacco praticamente solo di velocisti. Fuori Borriello, giovane e combattivo (anche se si mangia un goal sullo 0 a 0 a porta vuota). Siamo al delirio.

Il Genoa ovviamente passa, dal lato debole (Loria-Castellini). La Roma si mangia il nuovo sorpasso con l'unica involata di Menez che scarica per il migliore in campo, Totti stremato, che appoggia sul difensore invece che nel sacco. E' la beffa perfetta.

Aspettiamo tutti l'ultima schifezza. Che arriva impietosa per la gioia dei tifosi genoani che vivono un sogno. Una rimonta impossibile. Nemmeno il Liverpool col Milan la completò (se non ai rigori) nella tragica notte turca.

Ranieri capisce che è proprio finita. E da signore (schizofrenico, ma signore) si dimette. E' l'ennesima vittima sacrificale di questo ambiente, di questa società oscura. Ora partono voci assurde su complotti anti-cessione. Le manifestazioni dei tifosi (del tutto comprensibili, se non nei modi, almeno nelle motivazioni) vengono viste come manovre dietrologiche.

Magari gli stessi sospettosi sono quelli che parlavano di favori del Palazzo per vendere meglio... L'unico dato certo è che siamo davvero nel caos totale. Montella e De Rossi (padre) sono i nomi più gettonati per questa traghettata fuori dagli inferi. Il primo è in vantaggio ma l'essere tanto amico di molti vecchi senatori negli spogliatoi potrebbe rappresentare un problema.

Montella per i giallorossi non è certo Leonardo per gli interisti. Di più, molti giocatori stanno già pensando all'esodo (Vucinic avrebbe anche ragione, pensando al contratto di Adriano...). A questo punto aspettiamo gli eventi di questa settimana. Salutiamo mister Ranieri, che ha tanti meriti (lo scorso anno gli hanno rubato uno scudetto, come a Spalletti del resto) e tante colpe, ma non è l'unico responsabile di questo sfascio.

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