8 marzo 2011 a Roma: tra simboli femminili, costumi e cultura

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Dal lontano 1911 ad oggi, dopo tante cerimonie istituzionali, cortei, assemblee, comizi, sit-in, slogan e simboli più o meno profumati, i primi cento anni dell’ottomarzo si affacciano su un universo femminile che lotta tutti i giorni per difendersi dalla violenza del mondo, e dalla spettacolarizzazione narcotizzata della stessa, e difendere diritti acquisiti solo sulla carta, e spesso neanche lì, come quell’amore per se e gli altri che non assomiglia per niente ai romanzetti rosa, che hanno rovinato il cuore e le menti di generazioni di donzelle.

Un 8 marzo per le donne della capitale che scendono in piazza come sono arrivate al governo, fanno corsi di autodifesa organizzati dalle colleghe per mantenere lavori notturni, vengono omaggiate da sconti e galanterie persino dai tassisti e accendono le luci del Colosseo dopo ogni stupro .. per molte una festa, la Festa della Donna, per altre un giorno come altri da dedicare alle stesse battaglie.

In più, questo 8 marzo 2011 signore mie, a Roma come altrove ‘cade’ di martedì, un martedì grasso che non mancherà di maschere e feste a tema femminile, come dei soliti spogliarelli e danze del ventre maschili che animano festicciole per solo donne, ma anche di tour in tram che arriva dal 1928 nella città di oggi con la complicità di atmosfere Jazz e buon cibo, o gli sguardi femminili di Obiettivo Donna 2011 in mostra alle Officine Fotografiche.

Oltre ai musei e ai luoghi d'arte statali aperti e gratuiti per tutte le donne allo scopo di celebrare l’8 marzo di ieri, oggi, domani, il dialogo tra donne e cultura continua a teatro, tra le liriche melodrammatiche de La Traviata, e i musical da favola de La Bella E La Bestia, al Lanificio 159 con le ospiti del The real female day, o al cinema dove è ancora più facile imbattersi ne La donna che canta le atrocità della guerra e una Irina Palm che affronta quelle della vita, le Donne senza uomini iraniane e La donna di Gilles che lotta per il suo uomo.

L’Unione Donne in Italia continua le sue battaglie tutti i giorni dalla piazza reale a quella virtuale, mentre nell’universo femminile della Casa Internazionale delle Donne, e nella sede storica del femminismo romano, che sin dal 1987 occupa l'edificio che nel '600 fu il convento delle suore del Buon Pastore e poi carcere femminile, all’8 marzo sarà dedicato più di un giorno e tanti incontri, che vanno dall’adolescenza al matriarcato, dal Vangelo Secondo Maria alle signore dell’Islam.

Il comitato "Se non ora quando" non scenderà in corteo, ma ha scelto un fiocco rosa per dare continuità alla grande manifestazione del 13 febbraio, una coccarda "virtuale" con cui "legarsi tutte, nel 150esimo dell'Unità d'Italia, per una rinascita del nostro Paese", e a Roma ci sarà comunque un "punto di presenza" a piazza Vittorio e in altre tre piazze della periferia, "collegate" da due camioncini che attraverseranno la città.

In tour per la città per tutte, sarà anche il camper itinerante del “Progetto Donna– Mi state a cuore’’, a disposizione di quante vorranno dedicare la giornata alla salute, alla prevenzione e a controlli ginecologici (ecografia pelvica, pap test, mammografie).

L’ospedale S.Andrea festeggia la Giornata Internazionale della donna offrendo una visita senologica gratuita (previa prenotazione obbligatoria al numero 06 33775011 da chiamare fra 15.30 e le 18 dei giorni precedenti), mentre alle 12 è prevista per tutti i pazienti e i loro familiari una performance musicale dell’Outside Big Band sul piazzale antistante l’ingresso.

Il Capidoglio dedicherà la giornata alla violenza contro le donne, rinnoverà la pubblicazione dell'opuscolo di consigli utili per le giovani donne, prima di lanciare un servizio SOS donna attivo 24 ore su 24, e illuminare 'di nuovo' il Colosseo la sera del 7 marzo, questa volta non per segnalare l'ennesimo stupro, ma per presentare il ‘Manifesto programmatico contro la violenza sulle donne’, anche se per Alemanno la stampa fa un po' troppa "Confusione tra stupri e sicurezza" ..

Bambole e madonne, angeli del focolare e vedove nere, dirigenti e operaie, grasse e magre, figlie della società e di papà, rinchiude in gabbie d'avorio o esposte al miglior offerente .. Signore Mie, dovunque siate e comunque abbiate deciso di vivere la vostra femminilità, auguro a tutte il miglior compromesso possibile, fuori dai denti e lontano dai simboli, non per uno ma per i 365 giorni all'anno.

Foto | Flickr

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