Alfio Marchini rottama il sindaco Ignazio Marino

L'imprenditore e consigliere comunale Alfio Marchini intervistato a Mix24 da Gianni Minoli: "Marino ha esagerato"

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Era lui veramente, senza ombra di dubbio, e non quel meraviglioso ed esilarante falso di Arfio Marchini, uno dei casi più eclatanti di dissacrazione riuscita e pubblicitaria: l'imprenditore romano Alfio Marchini è stato ospite questa mattina di Gianni Minoli a Radio24, dove ha rilasciato un'interessante ed ampia intervista.

Dopo aver spronato, era metà febbraio, la scalata al potere di Matteo Renzi, l'imprenditore erede di quei Marchini che costruirono quella sede del PCI di Via delle Botteghe Oscure (calce e martello), sceso in politica come candidato sindaco di Roma, si lancia in una polemica a distanza con Marino.

L'argomento principe, presente in tutti i bar della città, è il decreto cosiddetto Salva Roma ed il rischio che ha corso la città la scorsa settimana, con la decisione del governo di ritirare il decreto e proporre un testo nuovo, cosa che ha fatto letteralmente infuriare il sindaco Ignazio Marino che, proprio dagli stessi microfoni di Marchini, attaccò il neo-primo ministro Renzi "minacciando" il blocco inevitabile della città.

Un Marino assolutamente inedito, anche chi lo conosce bene parla di toni a lui poco consoni, che involontariamente ha offerto il fianco ai suoi detrattori, sopratutto quelli politicamente vicini (i compagni del PD di Roma).

"Quello di Marino è stato un ricatto vile: ha usato Roma e i romani come uno scudo. Un delirio [...] un servitore dello Stato non ricatta le persone, il proprio Presidente del Consiglio e non rinnega ed insulta il partito cui deve tutta la sua carriera politica."

ha esordito in modo definitivo Alfio Marchini, giudicando in modo netto e grave le parole del sindaco e mettendosi sulla linea del sindaco di Milano Pisapia, che settimana scorsa ha detto che in taluni casi (riferendosi alle parole di Marino) le dimissioni sono la cosa migliore; tornando indietro nel tempo Marchini accusa:

"Tutta la campagna elettorale è stata un trionfo di bugie e di promesse poi tradite. [...] In campagna elettorale ha promesso 700 euro agli sfrattati o addirittura 500 euro di bonus ai giovani disoccupati: ovviamente tutte cose svanite nel nulla. Oggi mente sapendo di mentire quando asserisce che non aumenterà le tasse. [...] Ascoltando le sue parole capisco perchè poi la gente non vada a votare."

Il giudizio di Marchini sul sindaco è una vera e propria scure: l'ingegnere si mette nel solco tracciato silenziosamente dal PD tra dicembre e gennaio, un tentativo politico del partito di maggioranza di chiudere gli spazi di manovra del sindaco e vincolarne le scelte alla ragion di partito.

Una ragione che, di fatto, ha portato ad un commissariamento dell'opera del sindaco e della Giunta, cosa che Marino non avrebbe ancora compreso appieno perchè incapace di rapportarsi con la realtà, spiega Marchini: la direzione del decreto elaborato dal governo Renzi è quella giusta, spiega, ma il 2014 si chiuderà con un debito ancora maggiore anche se "il commissario è il male minore rispetto questa giunta."

Marchini ce l'ha con (quasi) tutti: con il PD, che ha bloccato per oltre un mese il Consiglio Comunale, con il sindaco Marino, incapace di amministrare la città e di comprenderne le necessità, con l'opposizione in Comune, che sostanzialmente si compiace di questa situazione. Una situazione che va bene a tutti ma che rappresenta un'emorragia di spesa paurosa per le casse del comune:

"Il Campidoglio è una macchina senza guida, allo sbando assoluto: [...] oggi un qualsiasi dirigente con potere di spesa può impegnare il Comune per servizi che poi devono comunque essere pagati dal Comune: Roma ha una contabilità fuori bilancio che incide comunque sul Comune e sulla sua capacità di spesa."

L'occhio di Marchini, da insider tecnico del Consiglio Comunale, mostra uno spaccato capitolino drammatico, uguale a se stesso da sempre nella migliore tradizione del Gattopardo.

Alfio Marchini piace molto: piace nel centrodestra perchè imprenditore borghese di ottima famiglia, con amicizie importanti anche nel settore finanziario, e piace nel centrosinistra perchè "di famiglia", perchè i temi liberali che tocca piacciono, tacitamente, alla sinistra più progressista. Temi che però tradizionalmente la sinistra non può (e non sa) affrontare. Ed attacca frontalmente Marino:

"Marino ha usato il PD come un taxi, prima per farsi eleggere senatore, poi sindaco. Oggi li dipinge come una banda dedita al malaffare che ha devastato negli ultimi 20 anni Roma: è un modo poco elegante di giustificare il proprio fallimento."

Parole di fuoco che arrivano in un momento in cui il sindaco è sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, se non de iure certamente de facto (almeno da dicembre); la teoria che serpeggia da qualche parte è di una sorta di "patto" tra Marchini ed il PD romano, ma le voci di questo tipo sono incontrollate come non verificabili.

Foto | Mix24 su Twitter

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