Arsenico nell'acqua di Roma Nord: vietata per 10 mesi a 500 utenti dei Municipi XIV e XV tra ritardi e polemiche

Il Campidoglio vieta sino a dicembre 2014 il consumo di acqua a circa 500 utenze di alcune zone dei Municipi XIV e XV di Roma, a quanto pare con un certo ritardo.

Mentre i quartieri a Sud Est di Roma e gli 11 comuni laziali restati senza acqua a causa dei lavori di manutenzione straordinaria dell'acquedotto Marcio, tornano a bere dai loro rubinetti, quelli a Nord restano a secco.

Dopo il rilevando di tracce di arsenico nell'acqua di diverse utenze dei municipi XIV e XV a Nord di Roma, in via precauzionale l'ordinanza n.36 del 21 febbraio 2014 emessa dal sindaco Ignazio Marino, vieta per i prossimi dieci mesi di usare acqua per uso alimentare, igiene personale e ogni altro utilizzo.

Un divieto che stando alle specifiche diffuse dall'Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana di Roma Capitale, interessa solo circa 500 famiglie residenti nei municipi XIV e XV della capitale, con allaccio agli acquedotti rurali dell'agenzia regionale Arsial, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura.

Divieto che riguarda i soli utenti di Malborghetto e le aree ex ente Maremma di Osteria Nuova nel XV Municipio, con Santa Maria di Galeria, Tragliatella, Piansaccoccia e una porzione del consorzio di Cerquette Grandi nel XIV Municipio, raggiunti da autobotti per il rifornimento idrico delle famiglie restate a secco, e cloro nelle condutture.

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Un provvedimento che quindi non interessa le zone di Labaro, Primavalle, Giustiniana, come erroneamente indicato da alcuni organi di stampa, e sebbene ora tutte le specifiche restano consultabili nel testo dell'ordinanza online, mette sotto accusa il Comune per il ritardo con cui sono state date le informazioni, e dei "tempi tecnici" seguiti dall'ordinanza, mentre la nota diffusa da Arsial precisa

"In seguito alle numerose richieste di informazioni che stanno giungendo al nostro call center relative alle criticit legate alla fornitura di acqua nella zona nord di Roma, si precisa che tali problematiche non riguardano assolutamente gli utenti da noi serviti, e quindi intestatari della bolletta di fornitura "Acea Ato 2". "Le criticità evidenziate sono invece riconducibili a condotte diverse, gestite da altra società"

Nel putiferio di critiche e polemiche sollevate, Fabrizio Santori, consigliere regionale membro della commissione Ambiente, tramite il comitato DifendiAmo Roma, ha promosso anche una class action contro Roma Capitale, la Regione Lazio, Arsial, Acea Ato 2 che nel 2004 avevano sottoscritto un protocollo d’intesa per effettuare degli interventi di sistemazione degli acquedotti, ora inquinati dall’Arsenico, denominati Malborghetto, Camuccini, Piansaccoccia, Monte Oliviero, Santa Maria di Galeria, Brandosa, Casaccia-S.Brigida.

“L’emergenza Arsenico riscontrata negli acquedotti di Roma Nord è stata gravemente sottovalutata mettendo a rischio la salute pubblica di interi quartieri del XIV e del XV Municipio coinvolgendo anche i comuni di Fiumicino e Sacrofano. E’ avvilente pensare che il Sindaco Marino abbia emesso l’Ordinanza n.36 solo il 21 febbraio 2014 quando le note di riscontro sui rilievi effettuate dalla Asl Roma C risalgono addirittura al 2013 perfino ritardando di una settimana la pubblicazione all’albo pretorio rendendola pubblica sul sito capitolino solo il 28 febbraio. Gravi ritardi che hanno avvelenato migliaia di concittadini e su cui Roma Capitale deve dei chiarimenti”.

Intanto con le "numerose segnalazioni" sull'alto tasso di arsenico nell'acqua in alcune zone a nord della Capitale, i pm di Roma aprono le indagini in procura.

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