La Tana della Lupa: Lutto romanista


Va bene, l'epoca è finita, l'avevamo capito, ma bisogna anche saper uscire di scena con dignità. L'ultimo ennesimo tonfo di sabato notte, è stato veramente indecente.

Non solo perché si giocava a Roma (unica cosa che ci rimaneva, l'imbattibilità interna) ma perché c'era da lottare contro questo Napoli gagliardo e sorprendente (non per il sottoscritto), che già all'andata ci aveva strapazzato.

Insomma, dopo la penosa prova col Brescia, e gli schiaffoni milanesi (ora assai ridimensionati con i complimenti di tutti, vedi infatti cosa è successo a Torino) ciò che avremmo voluto vedere, a prescindere dal risultato, dovevano essere grinta e carattere, determinazione e concentrazione. Da parte di tutti.

Invece la solita scena, anzi peggio, solo oscena. Una squadra che non corre, non gioca, non finalizza, e sbaglia, sbaglia, sbaglia. Il Napoli dopo 18 anni torna ad espugnare Roma. Senza fare una piega. C'era il rigore (Juan ormai ha perso l'immunità che gli riconoscemmo a Genova) come non ci sono storie sulla bilancia dei cartellini.

Se andava espulso Dossena per doppio giallo allora anche Rosi (non tanto per lo sputo, che se visto lo mandava subito fuori con Lavezzi) quanto per il fallo di mano fischiato ma non sanzionato. Certo, senza Rosi, forse avemmo avuto meno spine...

Ma le battute sono finite. Non ci va più di ridere. Perché questa uscita di scena sta diventando un autentico calvario. Siamo ottavi, altro che 3 fronti! Persino la Juve ci riscavalca (di fatto è l'unico avversario preoccupante per l'ultimo posto valido salvastagione, e mica per capacità di gioco... Se fosse così l'Udinese dovrebbe già preparare i bagagli...). Intanto mercoledì dobbiamo dimostrare al mondo che non siamo carne da macello.

La zona di mondo che ci interessa sul serio ormai la sapete, e a proposito di questo bisogna restare molto ma molto vigili. Fra i ritardi delle posta e le poste fra alcuni protagonisti tipici, c'è ancora da fidarsi poco.

L'epoca sarà pure finita, ma certe epifanie restano sempre. Occhio. Del resto se lo spettacolo che la squadra offre è questo, c'è poco da brindare per ora. Aggrappiamoci alle parole di Montali: "A Roma esiste un presente, non un futuro: questo presente è quello che va gestito perchè il futuro dipende dal presente (...) Bisognerà avere coraggio e idee molto chiare sul futuro di questa stagione".

Ancor più oneste e sincere suonano quelle di Perrotta. Soprattutto quando ammette quello che da queste parti abbiamo paventato sin da inizio stagione. Chiudiamo con un saluto per due storici tifosi che si sono spenti in questo fine settimana. Due persone tanto diverse nei modi quanto simili nella passione costante per i colori giallorossi. Perché solo il tifo permette questo. Ciao Fabrizio, Ciao Eolo. Forza Roma.

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