Caravaggio a Roma: Una Vita dal Vero

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Chi approfitta di ogni visita alla Galleria degli Uffizi di Firenze per starsene ‘impietrito’ al cospetto della testa di Medusa, e passerebbe ore allo GNAM in contemplazione di Giuditta nell’atto di tagliare la testa ad Oloferne, apprezzerà di certo la nuova mostra dedicata al IV Centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571‐1610).

Non l’ennesima esposizione, quanto piuttosto una mostra pittorico‐documentaria, concepita per ricostruire la vita dell’artista nella capitale, attraverso documenti originali conservati dall'Archivio di Stato di Roma, e percorsi che Caravaggio a Roma. Una vita dal vero consentirà di esplorare nella sede di Sant’Ivo alla Sapienza, da oggi al 15 maggio 2011.

Documenti originali e inediti che attestano, l’arrivo di Caravaggio a Roma nel 1595-96 all’età di 25 anni, e non come si è finora creduto nel '92, il lavoro nella bottega del pittore siciliano Lorenzo Carli attraverso un inventario di quadri, la relazione dei birri sull’arresto per porto d’armi abusivo (foto 12), contratti d’affitto, querele e piante originali dei luoghi della città che Caravaggio toccò, visse e attraversò.

Caravaggio a Roma – Una vita dal vero
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Percorsi di vita ricostruiti dalla mostra attraverso i libelli infamanti che Merisi rivolse a Giovanni Baglione, e gli atti del processo che scatenarono, insieme alle opere che ne furono oggetto, ovvero la versione di Amor sacro e Amor profano conservata alla Galleria Barberini, eseguita da Baglione per il cardinal Benedetto Giustiniani, in concorrenza con l’Amor Vincit Omnia custodito allo Staatliche Museen di Berlino, dipinto da Caravaggio con analogo soggetto per il fratello del cardinale, il marchese Vincenzo.

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Così dopo la grande esposizione alle Scuderie del Quirinale, e mentre le Sale Quattrocentesche di Palazzo Venezia continuano ad ospitare La Bottega del Genio, la stagione delle grandi mostre capitoline con "Caravaggio a Roma. Una vita dal vero" si arricchisce di un nuovo percorso nella città e nella storia di ieri, costruito come una sorta di detective story da Eugenio Lo Sardo.

Un viaggio a cura di Orietta Verdi e Michele Di Sivo, che si avvale delle ricerche compiute da un team di 7 giovani storici dell’arte, paleografi, archivisti e storici che hanno scavato lungo gli oltre 60 km di scaffali che compongono l’Archivio di Stato, e delle scoperte che riscrivono la biografia di Caravaggio.

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Scoperte che rileggono anche la Roma di fine cinquecento, sottoposta alla morale e alle leggi inflessibili del pontificato di Clemente VIII Aldobrandini (1592‐1605), e scossa da esecuzioni esemplari come la decapitazione di Beatrice Cenci sulla piazza di Ponte di fronte a Castel S. Angelo (l’11 settembre 1599), in mostra con il ritratto attribuito a Guido Reni (foto 2), e il rogo di Giordano Bruno sulla piazza di Campo de’ Fiori (il 17 febbraio 1600), che continua a vegliare per tutti quelli che non credono nella tortura e nell'assassinio in difesa della creazione divina.

Un’occasione straordinaria per esplorare le vicissitudini e dinamiche esistenziali che hanno influenzato sguardo, tecniche e pennellate di Caravaggio, approfondendo la conoscenza dei trascorsi della nostra città, anche grazie al catalogo edito da De Luca Editori d’Arte, arricchito di contributi e trascrizioni integrali dei documenti romani relativi a Caravaggio.

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Fino al 15 maggio 2011, nella sede centrale dell’Archivio di Stato nel Complesso di Sant'Ivo alla Sapienza, in Corso Rinascimento 40. Tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 17.45). L'ingresso con visita guidata, organizzata ogni 30 minuti fino ad esaurimento posti, costa 8 €, e la visita nella sala Alessandrina è consentita ad intervalli di 30 minuti, a partire dalle 9.00.

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