Marino minaccia di bloccare la città: potrebbe bloccare le autoblu

Il sindaco Marino minaccia il blocco della città per domenica. Per protestare potrebbe fare ben altro

La lite a distanza tra Ignazio Marino e Matteo Renzi si risolverà con qualche mal di pancia, qualche unghia mangiata e un sospiro di sollievo: il governo decreterà un salva-Roma più magro e, in qualche modo, verrà rabberciata una soluzione.

Certo è che i fulmini che partivano dal Campidoglio hanno fatto piovere sulla città il timore di finire in bancarotta prima del tempo; fulmini che hanno irritato non poco palazzo Chigi, che in particolare si è risentito per un'uscita decisamente poco felice del primo cittadino di Roma:

"Io da domenica blocco la città. Quindi le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani no."

ha detto Ignazio Marino a Radio24 questa mattina. Un'uscita decisamente poco felice perchè, come al solito, a pagare le conseguenze delle decisioni del palazzo sono sempre gli stessi, i cittadini.

A parte le facili ironie cui si presta la minaccia del sindaco Marino ("'a sindaco, oggi è giovedì e nun se camina uguale"), la poco velata minaccia del sindaco di creare il panico e scatenare l'inferno è evidentemente uscita più dallo stomaco che non dal capo di Marino, che in genere è persona misurata nelle dichiarazioni.

Il sindaco, ad esempio, avrebbe potuto minacciare il contrario: non di bloccare la città, ma di emettere un'ordinanza per bloccare il traffico delle auto di servizio (le mitiche autoblu), vietandone transiti e parcheggi vari.

Un'atto di disobbedienza che certamente incontrerebbe il favore del popolo, della ragione e del buon senso, visto che per un giorno Roma potrebbe anche darsi una bella ripulita. No, la deriva politica del "tutti contro tutti" ha accecato il sindaco, che prima si è mostrato rabbioso e poi, dopo un paio d'ore, decisamente più ridimensionato.

"Ho grande fiducia in Matteo Renzi, con cui qualunque colloquio è stato sereno, puntuale, nel merito. Anche la conversazione odierna è sempre stata da sindaco a sindaco. Lui sa di cosa parlo, non viene da mondi astratti."

Una dichiarazione fatta anche in virtù del "fastidio" creato a Palazzo Chigi che, c'è da dirlo, tiene il Comune di Roma letteralmente per "le palle".

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