Decreto salva Roma ritirato dal Governo. Marino: "Ho fiducia in Renzi, mi servono le norme"

Il decreto salva Roma continua a portare scompiglio in Campidoglio, mentre il governo lo ritira, in attesa di vararne uno nuovo, dopo aver preso atto l'ostruzionismo di Lega e 5 Stelle.

Aggiornamento 15.46 - Dice Marino di avere fiducia in Renzi:

"Non bloccheremo la città ma si bloccherà la città: in questo momento non posso procedere a erogazioni di danaro, voglio comportarmi come diceva l'onorevole della Lega: non voglio spendere neanche un euro che noi non abbiamo, non voglio fare come in passato. Non è una questione di qualche mese o anno, Roma in questo momento deve ancora pagare i terreni espropriati nel 1957 per costruire il Villaggio Olimpico nel 1960. [...] E' una pessima abitudine amministrativa che voglio cessi: chi mi ha visto operare sa che vado in questa direzione. Se non ho strumenti datemi da una legge, non posso comprare il gasolio: non si fanno andare gli autobus a soffio. Non ho i soldi per gli stipendi degli impiegati comunali, per aprire gli asili nido, per la pulizia della città. Mi serve qualcuno che mi dica: queste sono le norme, fai un piano di rientro. Dobbiamo farlo, mi servono le norme. Le assicuro che avverrà entro quest'anno."

Marino ha spiegato che con i soldi in bilancio in questo momento può rifare una strada ogni 52 anni e ripulire un tombino ogni 24 anni, chiedendo risorse aggiuntive. Il ministro Maria Elena Boschi, nel frattempo, ha dichiarato:

"Stiamo lavorando, stiamo studiando una soluzione tecnica. I cittadini romani possono stare tranquilli."

Aggiornamento 15.41 - In polemica con i leghisti e i pentastellati, prosegue lo scontro con Marino su Sky:

"Non giochiamo a Risiko, non possiamo accettare la decretazione d'urgenza"

ha detto Marcello De Vito del M5s in Campidoglio, ricordando come il legiferare per decreto sia incostituzionale. Secondo il M5s Renzi non ha voluto mettere la fiducia sul decreto per paura.

Aggiornamento 15.40 - Intervenendo a Sky invece Marino ha ricordato i suoi successi (la chiusura di Malagrotta, ad esempio), polemizzando indirettamente con Matteo Salvini della Lega:

"Le auto blu le usano anche loro, io vado in bici."

Marino afferma di essere in costante contatto con Renzi e Delrio, che avrebbero perfettamente compreso le sue rimostranze; Marino non ha potuto, nè saputo, dare alcuna garanzia sui soldi in arrivo, ma ha ribadito le richieste fatte al governo:

"Ho perso la pazienza, non credo che il Parlamento possa essere un centro giochi a disposizione di Lega e M5s: è un luogo dove si deve lavorare e produrre leggi. le sembra normale che quel decreto sia rimasto fermo 42 giorni in commissione? Io in 42 giorni mi laureo in fisica."

ha detto Marino, ringraziando in tal senso il lavoro del PD e di Sel, che avrebbero compreso il ruolo di Roma Capitale (con i "costi diversi" rispetto a tutti gli altri). Sempre in polemica con la Lega, Marino ha proposto polemicamente di fare tutte le manifestazioni che si tengono a Roma a Varese:

"Qui paghiamo con le nostre tasse tutte le manifestazioni nazionali. Lo sa che le ambasciate prima di me non hanno mai pagato le tasse sui rifiuti urbani? Questo i leghisti lo sanno?"

Aggiornamento 15:34 - Intervenendo a Rai News, il sindaco Ignazio Marino ha dichiarato:

"Ho fatto la promessa a Papa Francesco che avrei fatto ogni sforzo per il 27 aprile, quando ci sarà la santificazione dei due Papi. E' chiaro che se da lunedi' non avro' i soldi per il gasolio necessario a muovere gli autobus, come posso poi organizzare un evento di portata planetaria?"

Nonostante il nome, il decreto "salva Roma" continua a non salvare un bel niente, mentre preso atto dell'ostruzionismo di Lega e 5 Stelle, il ministro Boschi avrebbe comunicato ai capigruppo di Montecitorio riuniti, che il governo ritira addirittura il provvedimento, annunciando che «Il Governo varerà un nuovo provvedimento, dopo una valutazione dei contenuti», che contenga anche le norme sull'Expo e sulla Sardegna.

Matteo Renzi Government To Face Confidence Vote At The Italian Chamber Of Deputies

Il sindaco di Roma Marino, convocato per un tavolo urgente a palazzo Chigi, smentendo le voci di corridoio che paventavano la sua minaccia di dimettersi da primo cittadino, precisa che

«Non sto minacciando dimissioni ma non sono pronto per la job description di commissario liquidatore»

e ancora

"Sono veramente arrabbiato anche i romani sono arrabbiati e hanno ragione, dovrebbero inseguire la politica con i forconi, qui bisogna ancora pagare i terreni espropriati nel 1957 per costruire il Villaggio Olimpico, ma si può continuare a governare così la Capitale? Non è più il periodo delle chiacchiere, è il periodo dei fatti"

Sul rischio che la vicenda inneschi una reazione a catena di portata nazionale sull'economia del paese sono, in parecchi a voler condividere la propria opinione a partire dal presidente dell'Assemblea capitolina, Mirko Coratti, mentre l'ex sindaco Gianni Alemanno aggiusta la mira sull'amministrazione Marino.

«Se salta il decreto Salva Roma Governo e Parlamento assestano un colpo definitivo alla credibilità politica e alla legittimità anche giuridica dell'amministrazione Marino. Non dobbiamo dimenticarci che il bilancio 2013 è stato approvato inserendo come parte fondamentale i finanziamenti del decreto Salva Roma.»

Per il presidente del Gruppo PD in Campidoglio Francesco D'Ausilio.

«Dopo il ritiro del decreto sugli Enti Locali a causa dell'ostruzionismo irresponsabile di M5S e Lega Nord è necessario che gli effetti giuridici del decreto sul bilancio 2013 vengano messi al sicuro. Ciò che è urgente è una normativa che affronti strutturalmente il tema del rapporto tra il Governo e la Capitale d'Italia. Il Governo a questo punto prenda urgentemente una iniziativa conseguente per chiarire come attuare i decreti su Roma Capitale».

Ovviamente, La Lega, tra gli agitatori dell'ostruzionismo e del ritiro del decreto Salva Romae, esulta con il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, anche su Facebook

«Vittoria della Lega! Il Governo ritira il decreto Salva-Roma e gli italiani risparmiano un miliardo di euro, che sarebbe finito a tappare il buco della Città più indebitata del mondo. Chi sbaglia paga, politici romani a casa! Lega, unica Opposizione».

Per Anna Maria Cesaretti e Gianluca Peciola, consiglieri comunali di Sel

«I veti incrociati dei partiti non possono essere pagati dai cittadini romani. Senza l'approvazione di questo provvedimento la Capitale rischia un grave dissesto economico e finanziario. Ci aspettiamo però che nel nuovo testo del decreto siano eliminate norme di carattere punitivo nei confronti della Capitale».

Anche Brunetta eleva dal coro la sua opinione

«A noi questo Salva Roma fa leggermente schifo, e se Roma non si salvasse nel senso che il sindaco Marino desse le dimissioni per bancarotta, a noi non dispiacerebbe più di tanto. Perché chiunque altro al suo posto farebbe meglio. Un bel Commissario al bilancio risolverebbe anche un problema democratico con la città»

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