Ancora restauri a Roma. Rischio crolli al Porto di Traiano, ma i fondi non ci sono

Porto di Traiano

L'emergenza è già in corso, visto che è possibile visitare il Porto di Traiano solo ogni primo sabato e ogni ultima domenica del mese. La ragione è - drammaticamente - semplice: secondo gli esperti, il sito archeologico rischia di sbriciolarsi e la Provincia di Roma ha rilanciato la richiesta di interventi immediati.

Il problema principale è la mancanza di fondi. Mentre a Roma i grandi sponsor suppliscono agli scarsi finanziamenti, la Soprintendenza di Ostia Antica deve fare il possibile con il poco denaro stanziato e cercare di limitare i danni. Ecco allora le visite per gruppi contingentati e l'apertura solo due volte al mese. Eppure stiamo parlando di un luogo splendido, il bacino navale con cui gli imperatori Claudio e Traiano garantirono l’approvvigionamento alimentare della Capitale.

Una struttura che il direttore della British School, l'architetto Andrew Wallace Hadrill, ha definito "un tesoro inestimabile, maestoso forse più del Colosseo". Tesoro non ancora del tutto svelato, visto che secondo alcuni studi di Hadrill, il Portus Urbis (come veniva chiamata tutta l'area nell'antichità) nasconde ancora banchine, depositi annonari, negozi e uffici.

Danneggiato dall'incuria e da uno sconsiderato utilizzo che la famiglia Sforza Cesarini ne fece negli anni '70 (allestirono uno zoo safari all'interno della zona di loro proprietà...), il Porto di Traiano necessita urgentemente di un'opera importante di rivalutazione e restauro. Chi arriverà prima? L'interesse dei privati o il buon senso delle istituzioni? Fate la vostra scommessa.

Il Porto di Traiano
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