Brucia un insediamento rom nella notte: 4 bimbi muoiono - Alemanno in risposta lancia un piano: tendopoli e sgombero immediato dei microcampi


Una nuova tragedia della povertà, la morte questa notte di 4 fratellini rom di 4, 5, 9 ed 11 anni a causa del rogo della baracca dove dormivano in un campo su via Appia Nuova, riporta l'attenzione di tutti, e quella del sindaco Gianni Alemanno, sull'emergenza nomadi a Roma.

I fatti. La capanna dove dormivano i 4 bambini è andata a fuoco ieri sera forse a causa di un tizzone rimasto acceso nel braciere. I genitori dei 4 non erano "in casa" visto che erano andati a cercare cibo. La morte è stata causata dai fumi e dalle successive fiamme. La risposta del sindaco è invece arrivata oggi. Alemanno ha promesso "lo sgombero a giorni di tutti i microcampi abusivi, con il trasferimento degli abitanti in tendopoli da realizzare con la Protezione civile. Lo sgombero sarà obbligatorio, anche senza consenso dei nomadi, e questa volta- ha promesso- non ci saranno veti". Il sindaco, inoltre, ha chiesto al Governo altri 30 milioni per costruire i nuovi campi legali e superpoteri per il Prefetto. E' stato, infine, indetto il lutto cittadino.

Alemanno sembra sinceramente scosso. Ma Alemanno sa che il problema, oltre che drammaticamente sociale ed etico, è anche politico visto che proprio parte del consenso ottenuto in campagna elettorale era arrivato grazie alle promesse per contrastare l'emergenza nomadi. Ma dopo 3 anni il bilancio è ancora sospeso: i grandi campi Rom, come quello de La Martora e Casilino 900, sono stati chiusi ed i suoi abitanti trasferiti in insediamenti legali (non rimpatriati come aveva promesso) ma i micro campi, quelli che sorgono sotto i viadotti, nei parchi o sulle rive del Tevere, si sono moltiplicati e se sgomberati rinascono dopo poche ore. Lo stesso problema che aveva Veltroni, come un bomerang, ora è tornato nelle mani del suo principale accusatore. E questa è la partita su cui Alemanno si gioca la rielezione.

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