Roma città Aperta a tutto: tra tagli alla cultura e buchi dell'urbanistica

Las parabolas de amor_zak mc

Una capitale come Roma, affastellata su un passato ricco di storia e abusivismo edilizio, giochi di potere e interessi di pochi, pieni inesistenti e vuoti calcolati, da Romolo e Remo a Parentopoli, ha un intero ‘patrimonio geriatrico’ a sostegno della propria incapacità di gestire il divario tra archeologia del passato, urbanistica del presente, e metropoli sostenibile del futuro, impreziosita da fatti e misfatti tipici di una Roma città Aperta a tutto quello che fa riflettere, discutere e mette a dura prova la pazienza.

Del resto sembra difficile operare un'equa distribuzione delle risorse quando gli interessi in gioco sono tanti, e le bocche da sfamare voraci e spietate come piranha, così mentre quei tagli alla cultura per i quali ho già condiviso la mia opinione, cancellano mostre e spettacoli, spingono il Teatro dell'Opera ad un passo dal commissariamento, e il Macro a rischio chiusura, si continua ad investire su quello che ‘vende’, sul falò delle vanità, e senza aver mai guardato così lontano, sul 2020 e quelle Olimpiadi dipinte come la manna del cielo, peccato sempre per gli stessi.

Il paesaggio che si contende l'orizzonte spettacolare con le parabole, non solo metaforicamente, diventa quindi lo specchio di quel 'panorama eclettico’ e non privo di contraddizioni, che farebbe ridere se una valanga di tasse e beffe non avessero messo a dura prova l’ironia.

Non potendo più farne a meno, l’urbanistica si rimette in moto ‘piano piano’ nel rispetto dell’ambiente, anche se non tutti sembrano percepire questi ‘miglioramenti’, Legambiente in testa, la mobilità, parente lontanissima di quella sostenibile, è un mostro tentacolare che più che vegliare sulla città la blocca, e se l’Ama ama Roma i romani non amano l’Ama, che risanata o meno puzza come Malagrotta e la monnezza che dovrebbe raccogliere in modo differenziato.

Non ci si annoia neanche sul versante dei compromessi tra passato e futuro, dove in barba ai tagli della cultura e ai 'buchi' dell'urbanistica, il Colosseo e la Piramide Cestia sembrano aver trovato gli sponsor pronti a finanziare il restyling delle loro vecchie pietre, la cappella della chiesa di San Francesco a Ripa Grande che ospita l'Estasi della Beata Ludovica Albertoni di Bernini a rischio crollo ne avrà bisogno molto presto, mentre un'équipe di sette architetti (ognuno con idee e stili molto diversi) ha già presentato il progetto di restyling per riempire la Quinta e l’area de la Moretta di via Giulia, ovvero quel "vuoto urbanistico" lasciato negli anni trenta dagli sventranti di alcuni edifici nella parte adiacente del lungotevere all'altezza di ponte Mazzini, sulla storica via capitolina che si fregia del contributo architettonico di Michelangelo.

Progetti che vaglieranno anche ipotesi e soluzioni per il previsto parcheggio interrato da 400 posti, e per i quali a quanto pare è previsto il 'solito' confronto con i cittadini.

Secondo voi quel “Vammoriammazzato” della nostra Nannarella e di chi resiste a tutto e tutti a denti stretti, ci sta?

Foto | Flickr

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