Emergenza rifiuti Roma: il Sindaco Marino riapre Malagrotta

L'Emergenza rifiuti incalza a Roma, e il sindaco Marino riapre Malagrotta, firmando l’ordinanza che consente ad Ama di continuare il conferimento dei rifiuti urbani nei Tmb della Colari, seppur sotto interdizione.

La puzza della monnezza è dura a morire, e a quanto pare non è bastata l'inchiesta della Procura di Roma e l'arresto del re dei rifiuti con la corte di corrotti, con relativa interdizione del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, degli impianti della Colari, e tutta la melma (niente affatto metaforica) venuta fuori dalla città discarica di Malagrotta, per lasciarla chiusa.

Dopo l'anagrafe dei rifiuti, e il braccio di ferro tra Ama e il prefetto Pecoraro, ad arginare l'emergenza rifiuti, e quella sanitaria dei rifiuti speciali fuoriusciti dall'inceneritore durante l'alluvione, arriva l'ordinanza firmata dal sindaco Marino (ma può farlo senza un commissario?), che autorizza Ama a servirsi dei due impianti Tmb di Malagrotta, denominati “Malagrotta 1” e “Malagrotta 2”, e dell’impianto di Tritovagliatura di Rocca Cencia, tutti riconducibili al Co.La.Ri. e sui quali pende un'interdizione, per il conferimento dei rifiuti urbani raccolti nella città di Roma.

Un'ordinanza firmata per per evitare che il 70 per cento dei rifiuti indifferenziati prodotti a Roma, circa 2.000 tonnellate al giorno, restasse per strada, tonnellate di rifiuti tal quali che non possono essere trasportati nel nord Italia.

Sindaco di Roma Marino riapre Malagrotta

Un provvedimento dettato dall'«urgenza» che parte per limitarsi al tempo strettamente necessario all’individuazione delle soluzioni più opportune e “comunque per un periodo non superiore a tre mesi”, che di fatto riapre Malagrotta, la stessa che si è faticato a chiudere dopo mille proroghe.

Un'emergenza iniziata con l'arrestato del padron di Malagrotta Manlio Cerroni e i vertici della Colari, proseguita con la lettera invita ad Ama dal prefetto Pecoraro che precisa come 'in base al codice antimafia del 2011 una società pubblica non può avere rapporti con la Colari', e la risposta di Ama che tiene a precisare come non utilizzando i tre impianti Colarti, lasciando tonnellate di rifiuti in strada commetterebbe il reato di interruzione di pubblico servizio.

Ricorrere all’aiuto dei tmb di altre province del Lazio, non appare una soluzione valida al momento, visto che i tmb di Viterbo e Latina fanno capo a società comunque legate a Cerroni, e in ogni caso la cosa richiederebbe il provvedimento di un commissario, che è vacante dalla fine del mandato di Sottile.

Resta l’ipotesi che si vada a un commissariamento degli impianti. Ma prima sarà necessario che il nuovo governo nomini un commissario per l’emergenza rifiuti a Roma.

Foto | 06 Blog

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: