La Tana della Lupa: Carnevale Roma, nessuno scherzo vale


Chissà se ha per una volta ha ragione lo sconcertante Sconcerti, chissà se quest'ultima, partita emblematica della nostra Roma, segni la fine di un'epoca giallorossa e l'inizio, si spera al più presto, di una nuova. Che non sia il solito scherzo di carnevale...

Diciamo subito che la "bella" sconfitta di Milano (era parecchio che non si perdeva in campionato a San Siro) non è certo la finale autentica di questo campionatuccio. La Roma si è arresa a Palermo (anche vincendo col Brescia saremmo stati fuori dalla lotta), da quel momento in poi abbiamo solo avuto gentili richieste a rientrare nel gruppone, ma se c'è una squadra che può riprendersi davvero, quella è solo l'Internazionale.

Anzi, tutto sommato, da tifoso stufo di arrivare secondo, direi che è meglio aspettare alla finestra stavolta, cercando di non perdere quel fondamentale posto in prima classe per l'Europa (che ora in troppi stanno prenotando).

A parte le battute per leccarsi le ferite, la sconfitta di ieri dimostra che questo ciclo Sensi-Spalletti(-Ranieri) è proprio finito. Maluccio a dir la verità. Perché è stato bello (molto meno negli ultimi tempi) ma sempre incompiuto.

La concretezza non abita nei piedi e nei guanti dei nostri calciatori. E' un fatto storico. Chissà se gli antitottiani si rendono conto che il capitano è fra i pochi ad essere decisivo e vincente (chiedere a Capello che ancora non ha metabolizzato quella carriera sfumata per una telefonata..).

Probabilmente Vecchioni ha ragione, con un po' di giustizia in più si sarebbe vinto almeno qualcosina di sostanzioso, ma proprio ieri si è visto che con un arbitro nevrotico ma leale usciamo legnati (ps. e poi i piagnucoloni siamo noi?).

Ora. Ora c'è sa sperare che tutto il can can per la cessione della società si risolva nel migliore dei modi. Che l'italica politica e mamma edilmaitresse Roma non facciano fuggire questa ventata straniera di investimento su uno dei marchi più famosi del mondo.

C'è da sperare che per la prima volta in Italia qualcuno possa occuparsi di sport senza passare fra i corridoi del palazzo e dei palazzinari. C'è da sperare che chi compra abbia carattere che vada oltre le montagne russe della borsa, che si renda conto di aver contro un sistema.

Lo stesso sistema che ha "salvato" la Roma. Perché se qualcuno ancora si chiede come mai sia tanto difficile completare certe operazioni, forse dovrebbe ricordarsi chi "garantiva" per noi, quando i debiti ci trascinavano nel baratro.

Troppe volte siamo rimasti traditi, e non basta più una coppa Italia (che speriamo di giocarci con il dovuto impegno) a consolarci. Sogneremo sapendo di sognare, per ora. Scettici e sarcastici, romantici e romanisti. Sempre.

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