GodiRoma: I bignè di San Giuseppe delle Cinque Lune


Ci stiamo avvicinando a Carnevale, e visto che Roma ci regala una giornata di clima miracoloso, una di quelle che fanno morire d'invidia il resto del mondo, noi gli (e vi) regaliamo una nuova rubrica di solo piacere.

GodiRoma, perché ci sono esperienze e gusti, che una volta vissuti, ti rendono schiavo di Roma. Per sempre. Decidiamo di partire da un vizio santificato, come spesso capita nella Città Eterna. Un tipico dolce che è un trionfo di calorie, un tripudio di suadente pesantezza, eppure porta il nome di un santo, per altro fra i più discreti della legione cattolica.

Stiamo parlando dei mitici bigné di San Giuseppe, che abbiamo già affrontato al momento giusto. Data però la primavera anticipata, non ci pare blasfemo esaltarli ancora, quale simbolo di romanità.

Visto che poi dai quei commenti non emersero plebisciti, ci permettiamo di sbandierare i bigné di una pasticcieria tradizionale di Roma. Piccola ma famosa. Stiamo parlando delle Cinque Lune a Corso Rinascimento.

Ecco, provate a prendere in un pomeriggio come questo, un vassoietto o una bustina (meno consigliata per chiari motivi strutturali del dolce) di bigné e portartela su una panchina di Piazza Navona al sole. Quindi lasciatevi andare, nella cornice, di colori e sapori. E godete...

Certo. Molto dipende dalla vostra capacità di godimento, in mezzo alla giornata, che si misura in tempo disponibile, buone condizioni di salute e vitellonismo tipicamente romano.

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