La stazione Termini e la fermata Atac sul muro

Non so a quanti di voi sia capitato e se, dato l'esubero di cantieri che dilagano per Roma, ci siano altre fermate simili. Scendere (e salire!) dal 40 alla stazione Termini, in piazza dei Cinquecento, sembra una missione impossibile, un'esperienza interessante, quasi uno sbarco militare.

Soprattutto se siete in ritardo e siete incastrati nel fondo dell'autobus. Giunti a destinazione, infatti, vi accorgerete che le porte si aprono sul recinto dei lavori della Metro che sbarra la via di fuga.

Solo gli esperti uomini (e donne) ragno, riescono a sgusciare fra mezzo e muretto, con camminate laterali frutto di sano esercizio aerobico quotidiano.

Gli altri, fra cui portatori di trolley e zaini voluminosi, si attufano davanti, smadonnando con l'autista, che fa notare come non ci siano alternative logistiche. Fermarsi prima sarebbe una blasfemia?

Forse si potrebbe esportare questa soluzione anche in aereoporto, all'imbarco di quei voli low cost che fanno del bagaglio a mano, un autentico e pericoloso clandestino.

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