Riapre il balcone di piazza Venezia: ma chi potrà affacciarsi?

Balcone di piazza Venezia

Difficile separare certi luoghi della geografia urbana di Roma da una parte del suo - imbarazzante - passato. Difficile perché alcuni sono stati irrimediabilmente compromessi (pensiamo a via della Conciliazione o a certi elementi presenti nel quartiere Garbatella), difficile perché altri hanno legato la propria immagine a momenti non proprio edificanti.

La notizia di questi giorni è più rilevante di quello che può sembrare. Il restauro del balcone di piazza Venezia è terminato e si riflette su un possibile uso in termini turistico-culturali. E' giusto - in sostanza - renderlo accessibile ai visitatori del museo del palazzo? Lo ha visionato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla fine della mostra "Due imperi - l'Aquila e il Dragone". Non si è - responsabilmente - affacciato, ma ha commentato: "E' piccolissimo" (a buon intenditor'...).

Non c'è la volontà di fare polemica, piuttosto il tentativo di ragionare sull'opportunità di dissociare senza troppi ripensamenti il luogo dal simbolo ('uno dei', almeno). "Il balcone era in stato di abbandono ed era pieno di attrezzature, ora è stato ripulito. E la Sovrintendenza del Polo Museale sta immaginando di aprirlo al pubblico nell'ambito delle visite al museo".

La spiegazione arriva dal sottosegretario ai Beni culturali. Francesco Maria Giro poi fa il passo un po' più lungo della gamba con una precisazione che rischia di generare un atteggiamento 'pericoloso' se applicato su tutta la linea: "Cade la 'damnatio memoriae' del balcone, non dei misfatti storici dell'epoca. Una cosa è il balcone e una cosa è l'uomo". Proprio sicuri che sia per tutti così?

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