La Casa delle Vestali e la Via Nova riaprono dopo un restauro lungo vent'anni

Vent'anni. Tanto è stato necessario per completare una necessaria e ambiziosa opera di restauro che non ha solo restituito alla Capitale gli antichi resti architettonici, ma anche la flora che ornava il corridoio che ospita le statue. E' stato infatti ripristinato tutto il manto erboso e i roseti attorno ai tre bacini, riempiti nuovamente d’acqua.

Stiamo parlando della grande opera di recupero della Casa delle Vestali e della Via Nova, che corre lungo le pendici del Palatino rivelando tutto il prospetto della Domus Tiberiana. Un luogo importantissimo per Roma, visto che il culto di Vesta è uno di quelli che più hanno caratterizzato la storia capitolina: Vesta e le sue ancelle erano infatti - insieme ai Lari - le divinità protettrici del focolare domestico.

Condotti dal professor Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, gli scavi sono solo il primo di una serie di interventi che porteranno il Foro romano ad essere sempre più accessibile a cittadini e turisti: negli ultimi giorni di marzo, in occasione della grande mostra su Nerone, sarà possibile ripercorrere la rampa Domizianea, rivedere la fonte di Giuturna con il suo tempietto e ammirare il tempio dei Castori finalmente restaurato. Bisognerà invece attendere il prossimo autunno per visitare il "Lapis niger" e le sue gradinate: il luogo deputato ai comizi in età repubblicana.

Foto | via

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