L'atto di accusa di Legambiente: con Alemanno diluvio di cemento su Roma


"Alemanno sindaco del cemento". Potrebbe essere questo il titolo migliore per descrivere il contenuto del dossier di Legambiente Lazio presentato ieri ed intitolato "Roma al metro cubo - L'urbanistica al tempo di Alemanno", un vero e proprio atto di accusa dell'associazione ambientalista contro la politica urbanistica dell'attuale inquilino del Campidoglio.

Il dossier evidenzia come durante i primi due anni e mezzo di giunta Alemanno, come detto dal presidente dell'associazione Lorenzo Parlati, "si sia riversato sulla città un diluvio di cemento con 17.703.232 metri cubi di costruzioni previste pari a 1.462 ettari coinvolti e con sole 150 case popolari realizzate. La verità è che i Re di Roma continuano ad essere i costruttori e che se si continua così, al ritmo di ben 17 i metri al giorno di nuovo costruito, si rischia di tornare ai 120 milioni di metri cubi previsti dal Prg del 1965 che erano stati ridotti a 65 milioni dal nuovo Prg" di Veltroni.

Quali gli scempi ambientali presi in considerazione dal dossier? Legabiente cita 10 casi spinosi: la nuova Tor Bella Monaca il cui nuovo insediamento non prevede un incremento di cubature di 34,7 ettari, rispetto ai 62 attuali, come detto dal Comune ma di almeno 60, la cementificazione prevista tra Bufalotta, Serpentara, Settebagni, Fidene, Castel Giubileo e Colle Salario come contropartita per i privati che realizzeranno i prolungamenti della linea B e B1 della metro, ed il raddoppio del dimensionamento delle centralità con 4,3 milioni di metri cubi su 136 ettari sparsi tra Acilia, Saxa Rubra, Torre Spaccata, La Storta, Anaganina-Romanina e Massimina.

Tra gli altri casi c'è quello del bando per l'housing sociale che stima il fabbisogno stimato di alloggi in 25.700 abitazioni di cui il 38%, ovvero ben 9.850 case, da ricavare attraverso il bando per le nuove aree agricole, gli stadi di Roma e Lazio, che occuperanno, se mai verranno costruiti, 750 ettari di campagna romana con 4 milioni di metri cubi previsti, quello della cementificazione al Torrino nord legato all'ormai ex Gp di Roma, il cambio di destinazione d'uso dell'area dell'ex velodromo, la memoria di giunta sul piano particolareggiato Casilino-Parco Somaini, la speculazione edilizia legata alle ex caserme su 46 ettari e con 1,5 milioni di nuovi metri cubi e la modifica degli indici edificatori nei toponimi su 400 ettari".

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