Municipalizzate di Roma: da Acea a Atac, stipendi record per i dirigenti

"Uil, operazione trasparenza" riporta gli stipendi record dei dirigenti nelle municipalizzate capitoline in crisi.

Roma Municipalizzattipendi d'oro

Mentre «I dipendenti di Piazza del Campidoglio» manifestano contro il taglio delle indennità avanzato dall’amministrazione capitolina, in vista della pubblicazione degli avvisi per l’individuazione di nuovi 8 dirigenti, e migliaia di lavoratori si vedono tagliare stipendi da 1.000 euro al mese (chi ci arriva), lo studio dalla Uil Roma e Lazio condotto in collaborazione con l'Eures, svela le cifre imbarazzanti corrisposte ai dirigenti delle municipalizzate.

Dallo studio "Uil, operazione trasparenza", ammontano a 37 milioni di euro il totale delle retribuzioni dei dirigenti di Acea o Atac, con un compenso medio di circa 125mila euro per i manager capitolini e 136 mila per quelli regionali, decisamente fuori alla portata della crisi nella quale vertono le società, e di gran lunga superiori a quelle percepite da figure come il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama e i suoi collaboratori più stretti.

In Acea svetta l'amministratore delegato Paolo Gallo con 790mila euro lordi annui (36mila in più rispetto allo scorso anno), seguito dai 408mila euri del presidente Giancarlo Cremonesi e i 286mila per il presidente del collegio dei sindaci, Enrico Laghi, mentre ammonta a circa 2 milioni di euro il costo dei 6 direttori dell'azienda.

Senza contare che sul sito di Acea, Risorse per Roma e Assicurazioni di Roma, invece, figurano appena il 12,5% delle informazioni necessarie e previste dal decreto 33 sulla trasparenza.

"I compensi dei vertici di Acea sono in assoluto tra i più bassi del settore multiutility, come si può facilmente evincere comparando le relazioni sulla remunerazione 2013 allegate ai bilanci ufficiali delle relative società e tutte reperibili online (in particolare, la retribuzione dell'ad è inferiore di oltre un terzo rispetto a quanto indicato nel report della Uil Lazio)".

Immediata ed eloquente la replica di Acea, l'unica quotata in borsa e soggetta ad altri parametri, che ci tiene a precisare come “nel corso degli ultimi due anni, abbia anche ridotto di oltre un terzo il personale dirigenziale”.

Ma nell'Atac delle meraviglie, che ha appena ricambiato le poltrone ma non il modo di gestire l'azienda, le cose non vanno tanto diversamente, con i suoi 85 dirigenti (1 ogni 130 dipendenti) che si portano a casa stipendi dai 325mila (di Antonio Abate ) ai 79mila euro (del neo presidente Roberto Grappelli), per un totale di circa 13 milioni.

La nota dall'azienda del trasporto capitolino a riguardo diffonde 'precisazioni'

"I dati sulle retribuzioni diffusi da uno studio sindacale fanno riferimento al 2011 e sono pertanto superati in particolare, alcuni dirigenti apicali, che quindi godevano di retribuzioni elevate, non lavorano più in Atac, e altri dirigenti apicali hanno accettato la riduzione della retribuzione per una quota fino al 20 per cento. Il numero totale dei dirigenti poi non è più di 85 ma di 75, e non si escludono ulteriori riduzioni nel corso dell’anno".

Precisazione di termini che arrivano anche dalla Regione riguardo ad uno stipendio di 115mila euro di un amministratore unico, scambiato per uno da 180mila da amministratore delegato.

"dell’amministratore unico (e non amministratore delegato) della società Lait Spa è di 115mila euro e non 180mila, come riportato da Uil. Essendo sbagliato il compenso di Lait - e stiamo verificando anche gli altri riferisce la nota della Regione - sono certamente errate anche le medie degli stipendi, sicuramente inferiori ai 136mila euro calcolati".

Il tutto 'benedetto' da una scarsa presenza femminile e un'età media pari a 56 anni (che scende a 51 tra i consiglieri e gli organismi di vigilanza e a 55 anni tra i dirigenti), come precisato dal segretario Uil Roma e Lazio, Pierpaolo Bombardieri.

«soltanto il 22,4% della classe dirigente delle società in house della Regione è donna. Percentuale che scende all’11,4% tra gli organismi di vigilanza e consiglieri ed è totalmente assente tra gli amministratori delegati. In totale quindi la quota rosa raggiunge appena il 14%»-

Foto | Flickr

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