150° Anniversario dell'Unità d'Italia: "Passannante" e un referendum per togliere le spoglie dei Savoia dal Pantheon

Dome_of_Pantheon_Rome

A Roma come nel resto dello stivale, le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia stanno sollevato polvere e ricordi, questioni irrisolte e memorie sepolte, che al cospetto dell’Altare della Patria hanno portato corone di alloro degli eredi dei Savoia, ma anche le odissee cinematografiche dell’anarchico repubblicano Giovanni Passannante e la proposta di un referendum nazionale per togliere dal Pantheon le spoglie dei reali dei Savoia.

Per "Non dimenticate i Savoia" e il loro contributo alla storia d'Italia, è stata infatti proprio l'esclusione della famiglia reale dalle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia ad indurre Emanuele Filiberto di Savoia a deporre con rammarico la corona, e a spingere il cast del film "Passannante" a proporre un referendum anti-Savoia e l’esclusione delle spoglie reali dal Pantheon.

In un periodo in cui sembra tornato di moda chiedere l’opinione di tutti anche per decidere il percorso di un tram, qualcuno torna anche ad evocare le vicende dell’anarchico repubblicano per riflettere sul reale contributo dei Savoia "Uomini che si sono macchiati di colpe come la firma delle leggi razziali, per non parlare dell'entrata dell'Italia in una guerra disastrosa - sostengono - non potranno mai riposare accanto ad artisti come Raffaello o Annibale Carracci o Baldassarre Peruzzi".

Dopo 129 di prigionia per l’attentato fallito ai danni di Umberto I di Savoia quel 17 novembre 1878 e il tentativo di sfregiare la monarchia per dar voce al popolo sottomesso, Giovanni Passannante torna quindi a far riflettere sulla Storia d’Italia e il contributo dei Savoia.

La pellicola cinematografica diretta da Sergio Colabona rievoca le vicende del cuoco anarchico, dalla condanna a morte all’ergastolo, dalla galera disumana alla pazzia, dal manicomio al Museo Criminologico di Roma, che ne custodisce tuttora cervello, cranio e manoscritti a testimonianza delle superate teorie lombrosiane su devianza e criminalità, fino alle vicende della terra natale che ne custodisce il resto delle spoglie, ovvero quella Savoia in Basilicata, ex "Salvia di Lucania" divisa tra pro e contro Savoia.

A 150 anni dall'Unità d'Italia, leggendo la storia da molteplici punti di vista e contributi, compreso quello dei Savoia, escluso non dalla storia (che è sempre bene ricordare per evitare che si ripeta) ma dalle ‘celebrazioni di rito’ della repubblica italiana, per ovvie ragioni che evidentemente sfuggono allo showman Emanuele Filiberto di Savoia, un eroe maledetto come "Passannante" arricchisce la storia di sfumature che rischiano di andare perse insieme all’Ode che gli dedicò Giovanni Pascoli, carcerato per averla scritta, e della quale rimangono solo pochi versi tramandati oralmente «Con la berretta del cuoco, faremo una bandiera!».

Ma se volessimo davvero fare questo referendum, non per cancellarli dalla storia (per quanto il loro ruolo e comportamento ci infastidisca oggi come ieri), ma per togliere le spoglie dei Savoia dal nostro "tempio di tutti gli dei" o se preferite da "la Rotonna" di Roma, il vostro voto sarebbe un si, un no, o un boh?

Foto | Wikipedia

  • shares
  • Mail