Ciao Bruno, ogni viaggiatore ha perso una guida

E' morto la scorsa notte Bruno Boschin, libraio fondatore della Libreria del Viaggiatore, in via del Pellegrino a Roma. Tutti i viaggiatori che passano per Roma o ci sono nati, da oggi sono orfani.

brunoboschin

Sei partito. Come fa il viaggiatore e non il turista. Lasciando tutto e tutti. In silenzio, come sempre. Noi invece restiamo qui, sommersi dai ricordi che ci hai permesso di portarci dietro, durante le nostre evasioni, le fughe alla ricerca di noi stessi.

Tu sembravi sempre già sapere. Ma non volevi disilluderci, non volevi svegliarci. Assecondavi le nostre spavalde teorie su viaggi da fine del mondo, su odissee moderne, sbarchi su pianeti sconosciuti.

Tu il salto lo avevi fatto davvero, mollando il lavoro "serio" per lanciarti nella nascita di quella piccola libreria, tanto stretta quanto sconfinata per gli orizzonti che apriva.

La libreria del viaggiatore, nel cuore di Roma, la città più pigra del mondo ma sempre pronta a giudicarlo. Da casa.

Un catalogo di circa diecimila titoli. Dove scoprivi e scopri sempre un compagno di viaggio, ben oltre le guide tutte uguali che sfogliamo da un capo all'altro della pianeta, ritrovando il turista peggiore nel posto più impensabile.

Tu che ti raccontavi "un pessimo viaggiatore" e non volevi farti intervistare, avevi sempre il consiglio giusto, di poche parole, per non perdersi dietro ai soliti giri che i siti, le app e le mappe (anche quelle alternative) ti piazzano come trappole sul cammino.

Spietato eppure generosissimo. Pessimista ma idealista. Come tutti i pessimisti. Ricordo quando provasti ad aiutarci promuovendo un libro di baci fatto in casa per farlo decollare verso il Sud America, mentre ci ammonivi sulla follia del booksharing (prima ancora del bookcrossing).

Scettico per le nuove tecnologie "social". Sognatore per l'amore della lettura "solitaria". A te si deve anche l'idea, lo sviluppo e la crescita del Festival della Letteratura di Viaggio a Villa Celimontana.

Avevo saputo del tuo male. Ma non immaginavo di non incontrarti più, almeno in questa vita. Ora sarà molto più difficile partire senza quel buffo senso di colpa che aggiungevi dentro la busta insieme ai libri che mi avrebbero accompagnato nell'ennesimo viaggio.

Ora il peso sarà anche più forte. Ma tutte le volte che aprirò quei testi, sentirò quel profumo di carta buona, rivedrò i tuoi occhi pazienti che sopportano la mia nuova stupida scoperta. Ciao Bruno, ti porterò sempre con me. Molto meglio di una guida.

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