Calendario Romano: Gennaio, il grande lunedì


Gennaio non è un mese simpatico, ammettiamolo. Assomiglia ad un grande lunedì. E' il mese della ripartenza, in tutti i sensi. Scadenze, promesse, pendenze, che erano state sospese nelle settimane degli "auguri", riaffiorano minacciose all'orizzonte.

Come vivono i romani il primo mese dell'anno? Con l'inizio di quello nuovo, 06blog apre ad una nuova serie di iniziative per rispettare le tradizioni. La prima è proprio vetusta. Cioè la rubrica dell'antico Calendario Romano, che si confronta con la Roma contemporanea.

Ebbene, Ianuarius era appunto il mese dedicato all'importantissimo dio Giano (Ianus da ianua, porta d'ingresso di casa), custode dell'Universo e Dio degli Inizi. La prima divinità ad essere invocata durante le preghiere, precedendo perfino Giove.

A Gennaio gli antichi romani nominavano i nuovi magistrati, e rinnovano i Fasti, le tavole per il nuovo calendario civile usato dai cittadini. Le festività più interessanti da ricordare sono quelle del primo, dedicato ad Esculapio, dio della medicina. Il 3 (Compitalia) si celebravano i Lares, divinità fondamentali di Roma, protettrici della famiglia.




Oggi, 11 Gennaio, partivano i festaggiamenti (che duravano fino al 15) per la ninfa Carmenta, patrona della levatrici e della gravidanza. Il 19 era il giorno del pane caldo, Fornacalia, in onore della dea Fornix (fornace) che proteggeva il buon funzionamento del forno, e le cui celebrazioni, con offerta di pane al popolo, duravano fino a fine mese.

Il 30 era il giorno di Pax, personificazione della pace. Ed il 30 gennaio del 9 a.C. venne costruita l'Ara Pacis Augustae. Chissà se i nostri saggi antenati avrebbero immaginato quante polemiche avrebber provocato un monumento per la pace...

I nostri giorni sembrano un po' più banali. A prima vista. Dopo i nefasti fasti delle feste, e dopo l'amata Epifania che tutte se le porta via, la cosa senz'altro più affascinante del periodo è il progressivo ritiro delle truppe degli addobbi. Ogni babbo natale rimesso in naftalina è una liberazione per lo sguardo.

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