Le chiavi per aprire 99 luoghi segreti di Roma. Intervista a Costantino d'Orazio

d'orazio"Le vendite del libro hanno superato le nostre aspettative. Dopo solo tre settimane dall'uscita abbiamo dovuto ristampare la seconda edizione. Questo significa che l'interesse per i tesori nascosti di Roma è superiore a quello che si possa pensare". Questo il commento dello storico dell’arte Costantino d’Orazio al successo di un volume che, sotto le feste, ha avuto un grosso riscontro di pubblico: Le chiavi per aprire 99 luoghi segreti di Roma. D'Orazio, autore della guida, da quindici anni organizza aperture straordinarie di luoghi d’arte esclusivi e mostre d’arte contemporanea in siti di valore storico, in Italia e all’estero.

D'Orazio, qual è stato, nella sua esperienza, il luogo più suggestivo di Roma a cui è riuscito ad avere accesso?
"Probabilmente è la Meridiana di Augusto, che ho inserito anche nel libro. Prima di tutto perché forse è il luogo più difficile da aprire, perché i proprietari sono molto impegnati in altri ambiti e non gradiscono le richieste di visita. E poi perché ha mantenuto fin da quando fu scoperto negli anni Sessanta tutto il sapore della scoperta e dell'esplorazione".

Dove si trova?
"A otto metri di profondità nei sotterranei di un palazzo mai ristrutturato. Per avvicinarsi bisogna scendere scale un po' malmesse e attraversare un cortile abbandonato...e poi, ammirare una superficie di marmo decorata con scritte in bronzo nello stesso luogo in cui furono sistemate quasi 1000 anni fa. E' uno spettacolo unico".

Lei fornisce al lettore anche delle informazioni sulle modalità per accedere a determinati luoghi. In qualche caso aggiunge addirittura un 'buona fortuna!”. Esistono degli edifici storici che sono ancora totalmente inaccessibili al pubblico, a Roma? Quali sono i motivi per cui questo si verifica più frequentemente?
"Uno dei casi in cui l'ho scritto è proprio la Meridiana! A volte, come in quel caso, succede che la scoperta di un tesoro, soprattutto archeologico, sia casuale e non cercata. Pensi al meccanico dell'Appia che si trova sotto la sua officina un sepolcro affrescato del I secolo d.C. Per visitarlo si deve entrare in una botola nel pavimento della sua officina che non credo sia sempre felice di ricevere visitatori. Ecco, l'inaccessibilità è spesso causata dal fatto che il sito è entrato all'improvviso nella vita quotidiana di alcune persone, che non hanno potuto organizzare in modo efficiente le visite".

Quali sono, secondo lei, 'i luoghi dell'arte' che versano in cattivo stato, e per cui sarebbe opportuno un intervento istituzionale di salvataggio, a Roma?
"Per fortuna a Roma negli ultimi anni si è fatto molto in tema di recupero dei beni culturali. Certo, alcuni siti avrebbero davvero bisogno di un intervento urgente. Penso al Tempio Siriaco, le Catacombe di San Valentino o Sant'Urbano alla Caffarella. Ma so che per alcuni di questi siti ci sono già dei progetti in corso".

Roma accoglie milioni di turisti l'anno. Secondo la sua esperienza, anche gli italiani – e i romani in particolare – sono consapevoli dell'immenso patrimonio che vive loro accanto? Sono interessati a scoprirlo, a saperne di più?"Le vendite del libro hanno superato le nostre aspettativa, come dicevo. Quindi l'offerta deve tenere conto anche di tutte quelle persone che hanno già una buona conoscenza del patrimonio artistico della città e cercano qualcosa di più. Ogni volta che si apre un luogo di solito chiuso l'affluenza è notevole...questo deve far pensare a non limitare le occasioni visita di alcuni posti soltanto ad una giornata all'anno, ma organizzarsi per una fruizione più ampia".

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