Tassa di soggiorno a Roma: i nuovi prezzi dei musei civici e le prime proteste

Turisti a Roma

Contestatissima, reintrodotta dopo vent'anni e discussa fino allo sfinimento, la Tassa di Soggiorno ha iniziato a vessare i portafogli dei non residenti da ieri. Se è ancora presto per parlare di bilanci, possiamo sicuramente provare a dare uno sguardo a uno degli aspetti più visibili sulla vita culturale romana: il rincaro dei biglietti per l'ingresso ai musei.

Pochi problemi da un punto di vista strettamente numerico (l'affluenza è stata buona e in linea col periodo), come conferma il sondaggio indetto da Albino Ruberti, amministratore delegato di Zetema. Lamentele sparse invece, arrivano soprattutto dai non residenti che abitano nei comuni molto vicini alla Capitale.

Non è difficile immaginare il fastidio di un residente di - ad esempio - Fiumicino, abituato magari a fare il pendolare e a trascorrere più tempo a Roma che nel suo comune, nel sentirsi messo sullo stesso piano di uno 'straniero' e costretto a pagare di più per visitare un museo.

Certo ci sono le esenzioni per le categorie 'protette', come i bambini con meno di 10 anni, gli autisti e gli accompagnatori dei gruppi e chi si trova nella Capitale per assistere una persona malata, però l'impatto non deve essere stato dei migliori. Contenti invece i romani de Roma: il 5% degli introiti sarà destinato alla promozione della Capitale, mentre il restante 95% degli incassi sarà messo a disposizione dei servizi cittadini come decoro urbano, manutenzione stradale e trasporti.

Di seguito trovate una tabella (via) con prezzi e aumenti dei musei civici capitolini. In attesa di avere più dati per i riscontri, ricordate che per evitare di pagare il 'balzello', è sempre necessario portare con se un documento che attesti la residenza.

Tabella tariffe musei civici di Roma

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