Roma 1° dicembre: Giornata mondiale contro l'AIDS

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Mercoledì 1° dicembre 2010. Siamo arrivati al primo giorno dell’ultimo mese dell’anno, e ad un’altra Giornata mondiale contro l’AIDS e di lotta al virus dell’HIV, la XXIII, una triste ricorrenza dal quel primo caso diagnosticato nel 1981, ma anche il momento per fare stime, bilanci, e purtroppo anche un sacco di chiacchiere, su una pandemia che non ha mai smesso di mietere vittime (21 milioni), non solo in Africa e nei paesi in via di sviluppo.

Nella Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale di Roma, questa mattina riecheggeranno i risultati dei rapporti annuali di ActionAid “2010: l’HIV/aIds è ancora un’emergenza globale?” e “Ogni promessa è debito: l’Italia e la lotta all’aIds”, che stimano la crescita del virus e le politiche che fanno la differenza.

Intanto, il Virus Free Test per l’Hiv, unico modo per accertare un virus inizialmente asintomatico, oggi si potrà effettuare direttamente in una delle piazze romane che ospitano il Virus Free Day 2010 del Cesvi, mentre la mostra fotografica “Positive stories” dedicata alle storie di donne e bambini coinvolti nei progetti del Cesvi di lotta all’Hiv in Africa sarà ospitata dall’Università La Sapienza il 6 e 7 dicembre.

Test gratis anche al poliambulatorio dell’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani (via Portuense 292), mentre con l’Open day, medici e infermieri del reparto di Dermatologia infettiva dell’Istituto San Gallicano di Roma, saranno a disposizione per consulti e test gratuito, anonimo, e senza bisogno di prescrizione medica, per Hiv e altre Infezioni Sessualmente Trasmesse, dalle ore 8.00 alle 18.00. Già perché il problema è proprio il sesso, fonte di contagio perché quasi mai sicuro e protetto, ma torneremo sull’argomento nel questionario finale.

Del resto l’utilità diagnostica del test e l’uso preventivo del preservativo, continuano ad essere avvalorate da analisi e report, come quello del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità relativo al 2010, secondo il quale sei italiani su dieci, solo a malattia conclamata, scoprono di aver contratto il virus HIV per per via sessuale, e non più come un tempo attraverso la tossicodipendenza.

Ieri a Palazzo Chigi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Ministro della Salute Ferruccio Fazio e il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci hanno ricevuto il documento sottoscritto da Anlaids, Arcigay, Lila e Nadir, in rappresentanza delle associazioni dei pazienti di Hiv/Aids in Italia, teso a chiedere azioni concrete per monitorare, fare ricerca, prevenzione e fornire sostegno a chi vive con l’Hiv.

Dopo il RED PARTY di Muccassassina, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli aprirà la rassegna cinematografica Movie – Ment e la proiezione di C.R.A.Z.Y., con alcuni professionisti della Cooperativa GAIA che si occupa di assistenza domiciliare a persone che hanno contratto Hiv+ e Aids, mentre dalle 21.00 l’Unità Mobile (Camper) di Strada del Circolo Mario Mieli intenta a sensibilizzare sull’argomento sarà alla Gay Street in Via San Giovanni in Laterano, dove il nuovo gayshop Souvenir distribuirà gratuitamente preservativi e red ribbon fino a mezzanotte, e giovedì 2 dicembre in giro per la città.

Domani a quanto pare una delegazione di radicali, guidata da Sergio Rovasio, porterà invece in dono al Sindaco una confezione di preservativi marchio ‘Valori Morali’, facendo tesoro delle ultime affermazioni dello stesso riguardo la “prevenzione legata anche ai valori morali”, delle informazioni riportate dall’Istituto Superiore di Sanità, e soprattutto di quelle avanzate dall’indagine Anlaids condotta su 1000 studenti tra i 16 e 19 anni, di 12 istituti romani.

Secondo le ultime informazioni dell’Istituto Superiore di Sanità “in Italia ci sono ogni anno oltre 3.000 nuovi contagi da HIV, il 10% di questi nella sola città di Roma. Le persone sieropositive in Italia sono circa 170.000. 1 persona su 4 non sa di essere infetta. I casi di decessi per Aids in Italia sono poco meno di 200. L’età media dei nuovi contagiati, etero e gay è di 40 anni, il 25% di loro non sa di esserlo”.

L’indagine di Anlaids riporta invece che “1 ragazzo su 17 dice di aver contratto una malattia a trasmissione sessuale; il 96% degli studenti interpellati non ha mai fatto un test e solo l’1% lo fa con cadenza regolare. Nonostante il 90% sappia che non usare il preservativo, e avere più partner, sono fattori di rischio, la metà non lo usa. Secondo l’indagine, pochi conoscono il virus Hiv e l’Aids, quasi nessuno, degli studenti, sa che i rapporti orali veicolano malattie sessuali. Il 54% degli studenti non ritiene giusta la presenza di distributori di condom nelle scuole perché ‘diseducativo’ e perché ‘incita a fare sesso’, oltre che essere ‘imbarazzante’”.

Dopo tante campagne, pubblicità progresso, cinema di ‘propaganda’, demonizzazioni, distribuzioni di profilattici e lotte per farli entrare nelle scuole, insieme all’educazione sessuale e alla profilassi, scopriamo che non solo il virus dell’Hiv miete più vittime di prima, anche se in sordina, ma che tra i nuovi sieropositivi spiccano manager, eterosessuali “insospettabili” devoti alle “scappatelle” e ragazzini che non usano il preservativo.

Intanto il Ministro della Salute, non cambia registro ne video, riutilizzando lo stesso dello scorso anno realizzato da Ferzan Ozpetek e interpretato da un Valerio Mastandrea che esorta a non abbassare la guardia e a fare il test camminando accanto a gente comune.

Chissà se in proposito, la dissacrante Lady Gaga, protagonista anche della Digital Life Sacrifice, riuscirà ad instillare la voglia di condom con la ‘campagna “Viva glam – From our lips”, al fianco di una ragazzaccia come Cyndi Lauper. “Sesso senza preservativo? Come fare la roulette russa” (parole sue). Speriamo solo che l’affermazione e la campagna funzionino come deterrente e non come stimolo a provare nuove ebbrezze o nuovo make up. E voi?

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