Capodanno Roma 2011, fuga dalla città


Siamo stati così severi con il Natale, che non ce la sentiamo di salvare Capodanno. Anzi, la sensazione è che questo appuntamento recidivo d'ogni ultimo strappo di calendario, sia vissuto in maniera sempre più coercitiva.

Se nella festa della tradizione familiare, qualcosa malgrado tutto si conserva, nello s-veglione di San Silvestro l'indigestione va ben oltre lenticchie e cotechino. Basta girare per la città in questi giorni. Roma è posseduta da bande di gente disorientata, che sballotta da una parte all'altra, fra offerte last minute, in attesa, non si sa bene di cosa.

Gli avanzi del delirio natalizio sono ancora brillanti, ma le proposte per un passaggio di consegne fra scadenze annuali non alletta granché. Così, il caos è anche più drammatico del solito, perché è schizofrenico. Oscilla tra massa e deserto. La città svuotata, si riempe di zombie che si radunano spettrali per le strade principali.

L'unica certezza in questo carcere metropolitano del divertimento forzato, diventa l'evasione, la fuga. Anche in quel ci si affida a deportazioni di massa in colonie di idioti che faranno identica fine in posti più o meno lontani. Ma almeno la vacanza illude, e se riesci a nasconderti in un luogo sicuro, la Befana verrà poi a baciarti per risvegliarti presto dal letargo meritato. Buon anno a tutti.





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