Regali di Natale, la soluzione definitiva: una coraggiosa giornata di shopping a RomaEst


Era da tempo che mi frullava in testa, per curiosità, soprattutto, ma è stata la necessità alla fine a farmi decidere. L'orrendo ricatto natalizio del regalo a tutti i "costi quel che costi" ha vinto sulla mia santa pigrizia che mi sussurrava prudenza. Così sabato scorso ho preso la macchina (di un altro) e verso le tre sono partito. Destinazione Lunghezza, al mega centro commerciale di RomaEst, sulla Collatina. Per un pomeriggio di shopping delle meraviglie...

Considerando che ci muovevamo quasi da Roma Sud e dovevamo raggiungere il temuto imbocco dell'A24 verso l'Aquila, direi che siamo stati fortunati. L'orario era ancora buono (con il traffico delle tangenziali romane è come giocare alla roulette russa) e l'idea di scrutare anche il castello di Lunghezza era più forte di quella funzionale che fa uscire direttamente a Ponte di Nona.

Davvero suggestivo il panorama nella valle dell'Aniene con le montagne spolverate di bianco sullo sfondo ed il castello rosso al tramonto. Così però ti prende subito il magone, quando dopo pochi metri, in colonna, fai il confronto e ti ricordi in quale periodo storico sei stato gettato, scoprendo la solita gigantesca cattedrale contemporanea del consumo. Nel nostro medioevo all'ingrasso c'è poco spazio per gli orizzonti poetici.

La struttura fa impressione, da fuori, sembra un aeroporto. Eppure i parcheggi multipiano, scoperti, coperti, rosa e per disabili sembrano sempre pochi (più di 7000) quando cerchi il tuo posto. Per fortuna siamo piccoli, e c'è la nostra taglia su misura davanti ad ogni pilone. Facile. Ora dobbiamo entrare nella cittadella...




Più difficile del previsto, perché l'ansia di salire dalla parte che interessa meno sale con te, sulle scale mobili e sui tapis roulant. Ti accorgi che è già passata un'oretta e aver scelto l'ultimo sabato disponibile prima del Natale non depone a tuo favore. La folla aumenta, e i circa 140.000 metri quadrati del complesso risultano sempre meno condivisibili.




Dentro. Vediamo a che ora abbiamo l'imbarco... No, scusate. Ok, il problema di questi posti è che quando ci vieni per la prima volta ti vergogni quasi di chiedere dove vuoi andare, anche perché di fatto non lo sai. Tutti gli altri consumatori sembrano fedeli clienti di lunga data che seguono un itinerario preciso.

Le informazioni non ti abbandonano, ben presto sei proprietario di una nipponica mappa per spostarti. Una pianta sezionata dei due piani con tutte le unità commerciali numerate. Sono sicuro che un domani ci daranno un mini satellitare che ti accompagnerà a piedi prendendoti sottobrand. Da qualche parte nel mondo esisterà già.

Comunque il girotondo è inesorabile, siamo venuti per questo. Fra avvenirismo e simboli natalizi più o meno tradizionali, la passeggiata prosegue. Alla fiera non manca proprio alcun marchio, l'abbigliamento apparentemente la fa da padrone, con i grandi negozi di Zara, Pellizzari, H&M, Scarpe e Scarpe, Sash, Oviesse, Benetton, Bata (vi basta cliccare sulle mappe del sito, per capire il rapporto fra i generi di consumo), ma anche i tecnologici sono accontentati.



Soprattutto perchè c'è l'Apple Store, fiore all'occhiello di RomaEst. L'unico store ufficiale della Mela digitale, in quel di Roma. Ci torneremo con un post particolare su questo, perché risulta singolare come scelta commerciale e di rappresentanza nel mercato italiano. Ovviamente non mancano le aree relax di ogni tipo (c'è, tra gelati, pizze e kebap, perfino la realtà virtuale, oltre al cinema, agli acquari o all'estetica dentale!).



Ma si sta facendo tardi, e gli unici regali compiuti, sono quelli tipici, universali (robe per il bagno, anche se elegantissime, come il body honey miel della Perlier, che sembra una cimelio di Cleopatra). A quel punto fai un altro errore grossolano: La rapida spesa per la sera, "già che ci siamo".

Già, perché siamo a Panorama, l'ipermercato che copre una superficie di 13.000 metri quadri. Se volevi un po' di ravioli, rischi di perderti per sempre nel delirio del reparto pasta, o fra le sirene profumate degli insaccati. Qui però ho scoperto l'addobbo natalizio più bello ed emblematico che potessi sperare, in questo momento di "crisi".

Il presepe tradizionale (anche se ci sono giustamente già i Re Magi che hanno fatto la spesa), circondato da culatelli e prosciutti, caci e salami. Un tripudio di cibo e di grassi, per la stalla più affamata della Storia. A dir poco geniale.




Finalmente raggiungiamo la cassa, carichi di roba che scadrà prima di averla consumata. Il ritrovamento della macchina è meno caccia al tesoro di quello che si paventava. Siamo in coda, tanto per cambiare, verso casa. Sul lato opposto vediamo folli parcheggiatori di bacarozzi sul ciglio della strada, sotto il viadotto, praticamente in autostrada. Forse siamo ancora un po' fusi dal jet leg. Manca poco. A Natale...



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