Le Isole pedonali festeggiano (?) i trent'anni di storia. La prima a Roma per salvare il Colosseo

Isole pedonali violate

L'idea venne alla giunta dell'allora sindaco di Roma, Luigi Petroselli. Tutta la zona attorno al Colosseo versava in condizioni pietose (di gran lunga peggiori di quelle odierne) e venne presa la decisione di creare un'area archeologico-culturale riservata ai pedoni che avrebbe incluso anche il Campidoglio e i Fori.

Paradossale (o forse non così tanto) il fatto che a trent'anni di distanza, si voglia di nuovo intervenire sull'area: anche l'inquinamento ha fatto passi da gigante. Erano gli anni 80 e il progetto prese subito piede anche se ad alcuni suonò come un sacrilegio. Indovinate chi furono i primi ad avversare la decisione? Esatto, i negozianti: preoccupatissimi che la chiusura al traffico determinasse un calo delle vendite. Smentiti dalla Storia (e dai guadagni), hanno invece spesso iniziato a promuoverne altre.

Oramai siamo al secondo posto in Italia (ci precede solo Venezia e il suo Centro) con i nostri 364.000 metri quadri di isole pedonali, eppure le polemiche e i disagi non mancano. Da un lato chi protesta per una collocazione che rivoluziona in maniera folle la viabilità di interi quartieri, dall'altro chi, privo di ogni senso civico, le considera una buona occasione per parcheggiare liberamente. Insomma: di strada (e di spazio) da fare ce n'è molta. Magari con l'aiuto di un sistema di trasporti pubblici adeguato.

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