Se buttano i libri per strada durante la manifestazione


Lo scorso 14 Dicembre è stata proprio una giornata assurda. Fra i ricordi lasciati durante quelle interminabili ore di caos, mi stavo dimenticando di questa ultima perla serale. Mentre tornavo verso casa, in un'angolo fra oscuri vicoli romani (del Piombo e e del Mancino, per l'occasione divenuti frequentatissimi) mi sono imbattuto in questa catasta di libri abbandonati senza pietà insieme a sacchi d'immondizia.

Chi sarà stato? A giudicare dai titoli (per lo più di ordine amministrativo e parlamentare) sembrava qualche biblioteca amministrativa, di un consigliere forse (la Provincia è nei pressi). Triste vederli così, in una sorta di inquietante pira che attende di essere accesa. Non solo degradante, ma quasi simbolico. Una resa? Un gesto politico? O solo un mediocre modo di approfittare del parapiglia per liberare posto negli scaffali?

Quando i libri diventano immondizia, comunque, una società civile versa in tristi condizioni. A parte il fatto che un bibliofilo quale il sottoscritto non potrebbe buttare nemmeno un vecchio vocabolario, la cosa oscena è che i tomi per terra erano in ottime condizioni. Così, considerando il clima, ho deciso di adottarne un po', anche se visto il peso ho finito per salvarne solo tre.

Un codice su Leggi ed aree naturali protette, un significativo testo della Camera dei Deputati (Il Parlamento della Repubblica) ed infine un delizioso pamphlet di Mario Oriani, sicuramente il più sfogliato, dal titolo evocativo "Arbitri Maledetti" e dalla copertina cult. Non saranno regali di Natale da urlo ma fanno la loro discreta figura.


Spero vivamente che domani non accada lo stesso macello di quel giorno, in ogni caso ripasserò da quelle parti, se ci fosse qualche altro libraio pentito all'ascolto, preferirei saggistica e narrativa, filosofia e poesia. Grazie.


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