Mafia a Roma

Mafia Capitale, così è stato ribattezzato il terremoto politico-giudiziario che il 2 dicembre 2014 ha scosso la città di Roma facendo emergere qualcosa che i cittadini sospettavano da tempo. Dopo quattro anni di complesse indagini scaturite da un’intuizione del procuratore aggiunto Pietro Saviotti, deceduto nel 2012, poi portata avanti dal colonnello Stefano Russo, 29 persone sono state arrestate con la pesante accusa di associazione di stampo mafioso.

Il numero degli indagati è più alto, 37 persone in totale, e tra questi spicca anche l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, iscritto nel registro degli indagati per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata. Le indagini hanno fatto emergere l’esistenza di una vera e propria organizzazione mafiosa che si occupava di gestire e controllare gli appalti e i finanziamenti pubblici del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate in settori molto delicati come la gestione dei rifiuti urbani, i centri di accoglienza per gli stranieri e i campi nomadi.

A capo dell’organizzazione, dicono gli inquirenti, c’era l’ex terrorista dei Nar Massimo Carminati. Era lui a occuparsi di impartire le direttive a tutte le altre persone coinvolte a vario titolo e ad organizzare le loro comunicazioni riservate arrivando anche a fornir loro schede telefoniche.

L’ex terrorista, legato a doppio filo alla criminalità organizzata di altre regioni d’Italia, si occupava anche di mantenere i rapporti con esponenti della politica e del mondo istituzionale e finanziario, ma anche con le forze dell'ordine e i servizi segreti.

Le porte del carcere si sono aperte, tra gli altri, per l’ex amministratore delegato dell’Ente Eur Riccardo Mancini, il direttore generale dell’Ama Giovanni Fiscon, l’ex ad di Ama Franco Panzironi, coinvolto anche nello scandalo Parentopoli, e la sua segretaria Patrizia Caracuzzi, oltre all’ex capo della polizia provinciale Luca Odevaine.

Lo scandalo è esploso il 2 dicembre 2014 e quello che è trapelato nei primi giorni dopo l’ondata di arresti sembra essere soltanto una parte del marcio che si è nascosto per anni nell’amministrazione comunale di Roma, un marcio che ha fatto tornare indietro di anni la città eterna, orami sinonimo di disservizi e disagi che i cittadini e i turisti vivono quotidianamente sulla propria pelle. Le indagini e gli accertamenti proseguono.

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