“Si informa la gentile clientela che il servizio è al momento sospeso. Per informazioni inviare una richiesta a info@battellidiroma.it”. Così recita l’home page di Battellidiroma.it, che aveva lanciato, dal 2003, una “delle più belle novità introdotte nel turismo a Roma negli ultimi anni”. L’avventura finisce qui?
A chiarire la situazione è stato, in questi giorni, uno dei membri del consiglio d’amministrazione della società, Mauro Pica Villa (figlio del compianto cantante Claudio) che ha spiegato senza mezzi termini:
“Non abbiamo ripreso la navigazione per rispetto dei turisti. Il degrado è sotto gli occhi di tutti e già l’anno scorso non siamo mai andati oltre Ponte Nenni, perchè la situazione era inqualificabile”.
Servirebbe insomma una riqualificazione del fiume che, come spiega lo stesso Villa, non avviene ormai dal 2008. In quell’anno era stata effettuata con i fondi della Protezione civile, ma forse solo perchè era stata indetta la calamità naturale. “Dopo di allora - spiega - nulla”.
La situazione, nel dettaglio, secondo lui è questa. Alberi pieni di sacchetti di plastica, i muraglioni come discariche. Per non parlare di immondizia sugli argini e lo stato dei pontili. E così, “non riprendiamo, anche se avevamo le cene serali già prenotate”, ha ammesso.
La risposta del sindaco uscente Alemanno è stata una presa di coscienza della situazione. “E’ molto pericoloso – ha detto – anche per chi fa canottaggio e attraversa il fiume”. La proposta concreta? Istituire un’agenzia unica per il fiume, governata da Comune e Regione. E così lo stato del fiume è in attesa delle decisioni della politica.
Che speriamo si sbrighi per restituire dignità al cuore liquido della nostra città.
Via | Libero

Confermando le previsioni meteorologiche e l’allerta della protezione civile, da due giorni quasi tutta la capitale è allagata dalla pioggia incessante, mentre violente raffiche di vento continuano ad abbattere alberi, cornicioni, cartelloni e insegne, dal lungomare di Ostia ai Castelli Romani, da Roma Nord a Roma Sud. Non vi dico cosa è stato tornare a casa in bus dal centro, con via del corso chiusa per la manifestazione, stessa cosa sulla la C.Colombo, mentre tutta la linea B della metro ha risentito dell’interruzione nella tratta Tiburtina-Rebibbia.
Un delirio peggiorato dalla pioggia torrenziale che bagna pure l’anima e il vento che non ti consente di ripararti, dalle strade chiude, la circolazione del trasporto pubblico e privato rallentata, deviata, ferma davanti ad ogni laghetto artificiali affiorato in ogni pozzanghera e avvallamento dell’asfalto pronto a franare. Mentre l’acqua continua a cadere in tutto il Lazio e sul bacino del Tevere, minimo fino a domani, dopo l’ultimo nubifragio, quello che preoccupa è anche l’innalzamento idrometrico del tratto del fiume che attraversa la Capitale, giunto intorno alle 11:00 all’altezza di 8,90 metri nella stazione di Ripetta.
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Residenti dei Municipi di Roma in piazza per manifestare per modifiche alla viabilità delle strade sotto casa, con le maniche rimboccate per pulire piazze e viali in prima persona, protagonisti di mostre fotografiche che ripercorrono la storia dei loro quartieri.
Centinaia di cittadini hanno ad esempio manifestato nel Municipio XII per chiedere di far partire subito i lavori per la realizzazione del ponte sul Grande raccordo anulare che dovrebbe collegare il corridoio della mobilita’ dalla stazione Laurentina ai quartieri di Tor Pagnotta e Trigoria.
“Il cantiere del ponte, finanziato con gli oneri concessori del quartiere Tor Pagnotta 2, sarebbe dovuto gia’ cominciare per consentire al corridoio della mobilita’ che servira’ al Filobus di superare il Gra e arrivare cosi’ nel quartiere di Tor Pagnotta - dicono Andrea Santoro, coordinatore del Pd del Municipio XII e Giuseppe Contenta, capogruppo del Pd in Consiglio municipale - Invece, dopo tre anni del cantiere per il ponte non c’e’ ancora traccia. Nei fatti se questo ponte non verra’ realizzato, il corridoio e il suo filobus non serviranno a nessuno. Sara’ una cattedrale nel deserto”
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La nightlife lungo il Tevere piace ai commentatori del New York Times, che dedicano una bella foto di copertina al brillio di luci e alla folla di stand posizionati quest’anno lungo il Tevere da una delle manifestazioni - la più “grande”, spiega l’articolista - di questa Estate Romana, Lungo il Tevere.
Per la gioia di chi Roma la sogna solo da lontano, viene esaltata una manifestazione in cui “cultura e intrattenimento convergono, mettendo in scena sia tradizioni storiche che aspetti moderni della città”, il che, continua, attira ogni giorno 15mila visitatori. Un vero e proprio “struscio capitolino”, insomma, che rivela di noi stessi più di quanto ci accorgiamo?
Fatto sta che in effetti, come nota l’articolista, si ha la possibilità di ammirare, solo stando a naso in su, alcuni dei più bei paesaggi della Capitale, unendo al piacere di un tour urbanistico quello di una serata di shopping e enogastronomia. “I viaggiatori possono farsi strada dalla riva sud dell’Isola Tiberina - spiega - dove le antiche rovine della pietra più antica di Roma servono da sfondo ai bar contemporanei e alla vita notturna non stop”.
E allora, fermiamoci a guardare anche noi “la pietra più antica di Roma”, fra un mojito e un panino alla porchetta. Non c’è strategia migliore per godersi l’estate a Roma che fare i turisti a casa propria, si sa.

Con l’arrivo della bella stagione, il Tevere non torna Biondo, al massimo navigabile, ma di notte anche lo specchio torbido del fiume riflette il doppio di una città eterna accesa dai riflessi delle mille luci dell’Estate Romana.
A passeggio lungo i 2 km di banchina del fiume tra Ponte Palatino e Ponte Sisto, anche in 3D, lo scorrere dell’acqua segue già i ritmi Swing, Beat e Gospel di ”Lungo il Tevere…Roma” e della rassegna estiva partita con un carico a dir poco vario di spettacoli, ospiti e atmosfere, dai Beatles a Bolliwood, dal Teatro a Ripa al “Riverside” (Fonclea sul fiume), dallo sport alla Battaglia di Cuscini.
Guardare un bel film all’aperto su un grande schermo è una goduria ambita e anche una tradizione che l’Isola Tiberina si prepara a rinnovare, spolverando gli schermi e compilando le liste degli ospiti delle varie rassegne della XVII edizione de L’Isola del Cinema e dei “Talenti Italiani” che impreziosiranno le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Qualcuno aspetta le bancarelle lungo il fiume, altri musica e piste per fare quattro salti liberatori, ad altri piace anche mangiare lungo le sponde di un fiume che è tale anche nell’odore, e ovviamente ci sarà sempre chi approfittando dei favori della notte e dei riflessi di un suggestivo tetto di stelle, non si lascerà scappare l’occasione per una ‘passeggiata’ lungo gli argini meno frequentati e più bui. Occhio solo a malintenzionati e zanzare.
Foto: Flickr

Il Tevere non fa più paura. La piena del marzo 2011 è passata, il fiume si è gonfiato a causa di settimane di pioggia e per lo scioglimento delle nevi, ma ieri è stato raggiunto il livello più alto a 10,20 metri, ben lontano dai 13 metri della piena del 2008 che rappresentano la soglia di allarme rosso.
La Protezione civile della Regione Lazio ieri ha inoltre fatto sapere che “il livello del Tevere tenderà a diminuire gradualmente” anche se sotto osservazione resta l’Aniene che continua a mantenere livelli alti. Nella foto di apertura il Tevere ieri pomeriggio.

In principio era il fiume Albula, biondo di colore e tutto navigabile. Tre giorni a vela da Orte. Via del commercio e anima di Roma, divinità e culla della sua leggendaria fondazione, placido e tumultuoso tra una piena e l’altra.
Oggi è il Tevere, torbido e inquinato, sbarrato da dighe, tenuto a freno da soglie, e navigabile solo verso monte, dall’Isola Tiberina a Ponte Risorgimento, e verso il mare, da Ponte Marconi a Ostia Antica, il cui ultimo grande trasporto risale al lontano 1929, quando una chiatta di cemento portò in città marmi provenienti dalle Alpi Apuane per l’obelisco del Foro Italico.
Poi però .. il miraggio delle Olimpiadi del 2020, capace di ispirare corse da Formula 1, slalom tra i monumenti e rivoluzioni logistiche della città che qualcuno ha ritenuto impraticabili sino ad ora, resuscita un Ritorno al Futuro della navigabilità del fiume.

Questa mattina insieme al primo spiraglio di sole si affaccia anche un barlume di speranza per il maltempo che sta investendo tutta Europa, l’Italia e Roma da giorni, la speranza che ci conceda una tregua sufficiente per superare il momento critico, anche se le previsioni meteo non sono rosee.
Il nostro Tevere, Sorvegliato Speciale, nella notte ha sfiorato il livello di 11.30 metri all’idrometro di Ripetta e continua a crescere, la protezione civile non prevede i livelli del 2008 (nella foto), ma il timore per la piena e le esondazioni alla foce del fiume tengono tutti all’erta, mentre qualche allagamento ha già interessato l’idroscalo di Ostia.
10 mila sacchetti di sabbia a Pratolungo, abbattimenti preventivi di 14 pini in via Prestinari e altri 4 in via Achille Papi (XVII municipio), sono la misura adottata in una situazione considerata ancora «sotto controllo»..
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Per un momento sembra che il cielo abbia smesso di piangere sulle quotidiane sciagure capitoline, di un pianto ininterrotto che non purifica ma allaga, sradica alberi e certezze, continuando a gonfiare di ‘lacrime amare come il rimorso’ quel biondo Tevere che oggi come in passato sa essere incontenibile e travolgente.
Le piene del Tevere come quella del 1929, saranno anche un vago ricordo sepolto dietro cumuli di sicurezze inconsistenti, ma la Protezione Civile sembra aver fatto tesoro della storia mantenendo alta la guardia, mentre operatori e volontari continuano ad arginare i danni.
La situazione meteo del resto non sembra concedere grosse tregue, tranne forse per le prossime 24-36 ore, perché pioggia e temporali sono attesi di nuovo da venerdì, insieme ad un freddo polare che ci farà assaggiare le prime gioie dell’inverno.

I rituali scaramantici e di buon auspicio, a fondamento delle vecchie culture e tradizioni come delle nuove, raggiungono l’apoteosi a Capodanno, quando a far festa tra un brindisi, un bacio e un fuoco d’artificio, è proprio la voglia di incrociare le dita su un intero anno ancora tutto da scoprire.
Tra le tante usanze, linfa e nutrimento di questa festività, i tuffi di Mister Ok nel Tevere, o meglio di audaci eredi del Belga Rick De Sonay come Maurizio Palmulli nel ’sempre più biondo’ Tevere, torneranno puntuali a propiziare il nuovo anno con il 22° tuffo da ponte Cavour, alle 12.00 del 1°gennaio 2011 segnalato dallo scoppio del cannone del Granicolo.
In città per allietare il nuovo anno con simboli di fortuna e buon augurio, magari anche di paure da sconfiggere, non mancano neanche i due grossi draghi spuntati dal mondo leggendario e fantastico tutto orientale di Takashi Muratami, alla Gagosian Gallery di Roma fino al 15 gennaio 2011, ma visto che ognuno ha il suo rito preferito, quali sono i vostri?
Foto: Flickr