
Vi avevamo lasciato ad attraversare viale Trastevere per una pausa da Frontoni. Siete pronti per l’altra metà: il lato più ‘turistico’ e affollato del rione. L’accesso più vicino è in via delle Fratte di Trastevere (iniziate il corso di romanesco e provate a chiedere cosa sono le ‘fratte’ al proprietario della vicina edicola). Ottimo percorso per fare un salto alla libreria-caffé Bibli, luogo frequentatissimo dalla Roma intellettuale in via dei Fienaroli, perfetto per il brunch della domenica mattina. Proseguite fino a piazza San Cosimato, ripulita durante l’amministrazione Veltroni, precedentemente invasa da automobili e segni visibili di degrado, ad oggi uno degli spazi meno aggrediti dalle conseguenze negative del turismo di massa.
Dal lato opposto, procedendo per la via omonima, un altro dei posti più famosi dove gustare la romanità a tavola ovvero la sede dei famigerati ‘Rigatoni Democratici’: ottima accoglienza, ambiente familiare, prezzi contenuti e cucina romana DOC. Più avanti ancora, uno degli slarghi più caotici del rione. Piazza di San Calisto (vi sfido a trovare un romano che pronuncerà il nome con una sola ‘l’) è un luogo noto soprattutto per il bar all’angolo, ritrovo eterogeneo e -molto- popolato. Purtroppo lo spazio antistante è costantemente vittima del parcheggio selvaggio e sporcato da rifiuti gettati dove capita. Iniziate a farci l’abitudine: da questo lato di Trastevere i vicoli sono particolarmente stretti e l’enorme flusso di persone rende difficile mantenere alto il decoro urbano.
Continua a leggere: Turisti a Roma: il rione Trastevere (terza parte)
Trastevere (che in romanesco -anzi: in trasteverino- si dice “Trestevere”) è divisa a metà. I non-romani spesso lo ignorano. Viale Trastevere è infatti lo spartiacque tra le due aree del rione. Punto di accesso unico, piazza Sonnino dove, a dare il benvenuto e a ricordare il carattere aspro e ironico del popolino, c’è la statua di Gioacchino Belli, il poeta noto per i sonetti che da più di un secolo fanno parte della tradizione romana (la statua è in realtà in una piazzetta attigua, omonima).
A questo punto, a voi decidere quale parte esplorare per prima. Noi iniziamo dalla destra per consigliarvi subito la visita ad una delle più belle basiliche della Capitale. Santa Cecilia è situata nella piazza omonima, un ampio slargo a ridosso di piazza dei Mercanti. Leggenda vuole che sia stata edificata sulla casa della donna poi santificata quando papa Urbano I decise di seppellirla tra i vescovi, trasformando l’abitazione in chiesa.
La struttura è imponente, monumentale, anche grazie ai ripetuti interventi che l’hanno restaurata e ampliata nei secoli. Ad arricchire ulteriormente l’architettura, già splendida, una corte di ingresso, la torre (pendente) con il campanile e la statua di Stefano Maderno, commissionata in occasione di un -presunto- miracolo.
Continua a leggere: Turisti a Roma: il rione Trastevere (seconda parte)
L’impresa ’stavolta è di quelle che scoraggiano prima ancora di iniziare. Come spiegare a chi non è di Roma cosa rappresenta un rione come Trastevere? Certo, ci sono la Storia, il Cinema, l’immaginario. Così però si rischia di restituire un’idea ancora più stereotipata, banale e imprecisa della romanità.
Il Rione Trastevere è un simbolo: poco da aggiungere. Il simbolo di una Roma in parte ’sparita’ (come si affannano a ricordarci canzoni e poesie) e -contemporaneamente- ancora viva. Sotto traccia, magari in modo non così evidente. Lo spirito di una città che non ha mai smesso di resistere anche alla quantità spropositata di visitatori, anche agli ‘americani’ (in realtà vengono da qualsiasi paese) che qui, anni fa, hanno persino acquistato case che i trasteverini non potevano (o non volevano) più permettersi.
Non vogliamo anticiparvi nulla, ma è bene che sappiate quanto troverete di Roma nelle parole che spenderemo su questo rione. Leggetele e poi, per un attimo, dimenticatele quando arriverete a piazza Sonnino o a piazza Trilussa: qui ci sono strati su strati di Storia che tentano di convivere con risultati, facile da immaginare, non sempre semplici o lineari. Iniziamo subito dopo il salto.
Continua a leggere: Turisti a Roma: il rione Trastevere (prima parte)

Terzo appuntamento per questa nuova rubrica. Che sia un week-end, un viaggio di lavoro o una visita veloce a parenti e amici, a volte abbiamo poco tempo per goderci ciò che una città come Roma ci offre. Cosa fare? Dove andare? Dove fermarci a dormire? Scorriamo i giornali e non riusciamo a decidere.
Vogliamo darvi dei suggerimenti. Una specie di agenda delle cose da vedere (e da evitare): una lista dei posti imperdibili. Cosa fare a Roma in quattro, otto, ventiquattro ore. O in un week-end.
‘Stavolta tentiamo l’impossibile. Quattro ore per visitare Roma ovviamente non saranno mai sufficienti. Eppure potreste avere poco tempo, dopo un appuntamento, prima di salire di nuovo su aereo, treno o ripartire in automobile. Proviamo a vedere cosa potete fare. In quattro ore. Prendete nota: pronti? Via.
Continua a leggere: Capitale Espresso. Cosa fare a Roma in 4 ore.

A partire da novembre, buone notizie per chi sceglie il Rione San Lorenzo come meta delle uscite serali. I varchi elettronici si accenderanno sempre dalle 21 alle 3, ma solo il venerdì e il sabato, e non più anche il mercoledì e il giovedì.
I varchi della Ztl di San Lorenzo sono sette e vigilano sugli ingressi di via degli Equi, via degli Umbri, via dei Sardi, via dei Volsci, via dei Piceni, via degli Ausoni e di via di Porta Labicana. Se invece non circolate in automobile (con gran risparmio di carburante e stress), vi ricordiamo che il quartiere è servito da undici linee di bus, dai tram 5, 14 e 19, dalla ferrovia Termini-Giardinetti e, per tornare a casa alla fine della serata, dagli autobus notturni n10, n11, n12 e n18.
Le altre Zone a Traffico Limitato notturne - Centro Storico, Rione Monti, Rione Trastevere e Rione Testaccio - restano invece attive il venerdì e il sabato dalle 23 alle 3.
Foto | Wikipedia
Continua a leggere: Varchi ZTL a San Lorenzo: attivi solo nel fine settimana

Da quando “noantri”, ovvero gli abitanti trasteverini popolani al di là del fiume, affidarono ai Carmelitani di San Crisogono a Trastevere la “Madonna fiumarola”, quella che poi prese il nome di “Madonna del Carmine” è la protettrice dei romani trasteverini, che ogni anno la omaggiano e festeggiano con la festa delle feste. La Festa de’ Noantri.
Tutti gli anni il rione Trastevere organizza ogni genere di intrattenimento, anche se il cuore di tutto resta la processione religiosa che il primo sabato dopo il 16 luglio, porta la statua della vergine da Sant’Agata a San Crisogono, dove rimane per otto giorni nell’oratorio fatto costruire appositamente da Scipione Borghese in onore della Vergine Maria.
La foto d’epoca che state ammirando, ideale per ricordare una tradizione tanto antica, proviene dal sito della manifestazione che invita tutti ad arricchire l’album, così come noi invitiamo voi a condividere con tutti, non solo le foto ma anche storie, aneddoti e folklore sulla Festa, che pubblicheremo volentieri nei prossimi giorni. Basta inviare materiale e credits a sugggerimenti@06blog.it precisando nell’oggetto: Festa de’ Noantri 2009.
Continua a leggere: Festa de' Noantri 2009. Condividete con noi Storie & Folklore di Roma