
La primavera è alle porte e tra le tante cose da rispolverare c’è sicuramente il Tram Storico di casa Trambus, una vettura d’epoca restaurata per sferragliare lungo un itinerario perfetto per compiere un viaggio nel tempo nella Roma di ieri e di oggi comodamente seduti.
Il percorso toccherà ampi tratti delle Mura Aureliane, le Basiliche di S. Croce in Gerusalemme, S. Giovanni in Laterano e S. Clemente, il Ludus Magnus, il monte Celio, presso il quale effettuerà una sosta in corrispondenza della Valle del Colosseo e dei Fori Imperiali, per poi proseguire verso il Circo Massimo ed effettuare la seconda ed ultima sosta presso Porta S. Paolo e la Piramide Cestia, prima del rientro a Porta Maggiore.
Tornato operativo dopo un lungo letargo, il mezzo elettrico ed eco-sotenibile, che un tempo svolgeva il servizio di trasporto pubblico nelle vie della capitale, provvisto di comodi posti a sedere, tavolini e servizi igienici viene offerto per la realizzazione di eventi su rotaia, e percorsi di visita guidata come quella prevista per il 21 Marzo 2010.

Crescendo diventa evidente come il modo nel quale abbiamo imparato a guardare il mondo da bambini sia determinante per come lo vediamo e viviamo da adulti. Evidenza che salta agli occhi anche senza l’aiuto di anni di analisi, e rende prezioso il punto di vista a ‘misura di bambino’.
Punto di vista adottato da tante iniziative che si occupano di condurre i più giovani alla scoperta di Roma e dei suoi preziosi tesori, come le visite guidate dall’Associazione Arteincittà espressamente dedicate a bambini e ragazzi.
La visita guidata in programma domenica 28 febbraio replicherà domenica 7 marzo, con un viaggio nelle storie del Palazzo del Quirinale, trasformato da sede papale in Reggia e infine in sede della Presidenza della Repubblica.

Spiritualità, cultura e solidarietà invadono la capitale in questi giorni di festa, suggerendovi alcune idee da non perdere se desiderate trascorrere una Vigilia di Natale che, seppur condizionata dalla pioggia e dal freddo, non perde il fascino di farvi fare una passeggiata tra i monumenti ascoltando solo i vostri ritmi, disegnando la città con la luce o immergendovi nelle sonorità tra vicoli e luoghi spesso intasati da macchine e frenesia. Volete scrivere un pensiero e vederlo proiettato su un monumento? Alla Piramide Cestia, auguri di Buon Natale in tutte le lingue, grazie alla tecnologia del graffito laser.
Se preferite il cinema, “Rassegna di Natale e la notte dei sogni” propone proiezioni a tutta callara nelle sale del Cinema Azzurro Scipioni, da “Francesco d’Assisi” (ore 17.30) a “La vita è meravigliosa” (ore 20), da “De reditu-il ritorno” (ore 18) a “Il cane giallo della Mongolia” (ore 20). Chi ama le sonorità di Charleston (South Carolina), prenoti qualche centimetro quadrato di piazza di Spagna dove (ore 18) si esibiranno “The voices of deliverance” per Roma Gospel Festival all’insegna della musica religiosa african-americana. Se preferite “Organo in festa“, alle 22 la Basilica di S. Maria degli Angeli propone il Concerto della Notte di Natale, “Puer natus est”, che vedrà il celebre organista di S. Pietro, Maestro Gianluca Libertucci, in duo con Domenico Agostini alla tromba.
Anche se la versione originale, con la coreografia di Marius Petipa, è andata in scena per la prima volta nel 1892 al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, “Lo schiaccianoci” al Teatro Nazionale (ore 11) è l’appuntamento natalizio per il pubblico che ama il palcoscenico. Chi ha pargoli, preferisca “Il Natale del dottor Stellarium” (ore 9,30 al Planetario e Museo Astronomico), uno spettacolo per bambini di Gabriele Catanzaro alla scoperta di comete (da dove vengono, cosa sono) e di tutte quelle costellazioni che ci ricordano questo periodo dell’anno. Per tutti gli altri desiderosi di trovare altri eventi per l’occasione, non resta che chiamare il numero 060608 per prenotare, informarsi, chiedere lumi.
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Rimanendo in tema culturale, impossibile non visitare una delle due sedi del MACRO, ovvero il Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Il MACRO Future comprende due padiglioni ospitati dalla struttura ottocentesca dell’ex Mattatoio.
Già dall’ingresso, l’accostamento è suggestivo: un luogo che accoglie con l’eleganza architettonica voluta da Gioacchino Ersoch e, all’interno, ha ancora le testimonianze in pietra e metallo dell’uso cruento che si faceva di quegli spazi. E’ aperto tutti i giorni ad esclusione del lunedì, dalle 16 alle 24.
Per la cena, senza spostarsi troppo, su piazza Orazio Giustiniani, proprio di fronte all’ex Mattatoio c’è “Acqua e Farina”, piccola pizzeria dove gli antipasti sono il piatto forte. Consigliata anche la Creperie di Testaccio al civico 11 di via Galvani: cucina internazionale e ottime crêpes dolci e salate.
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La vita del Rione Testaccio è divisa in due zone distinte. Spartiacque ideale, tra la zona popolare e quotidiana e quella più caotica di chi fa le ore piccole, è via Galvani. Da un lato piazza Santa Maria Liberatrice, cuore e spazio comune del rione, dall’altro via di Monte Testaccio, con i suoi locali e la ‘movida’.
La zona attorno a Piazza Santa Maria Liberatrice è un reticolo di vie e vecchi palazzi romani, molti dei quali -com’era tradizione- custoditi da enormi cortili interni che diventano altrettante isole nel quartiere. Luoghi in cui respirare una romanità più profonda e fuori dal tempo. Se trovate un cancello socchiuso, vi consiglio di approfittarne (sempre con il rispetto per la proprietà altrui, ovviamente).
Questa è l’area del quartiere dove passeggiare pigramente mangiando un gelato al civico 5 di Piazza Santa Maria Liberatrice, poco distante dallo storico Teatro Vittoria. Pranzare da “Augustarello” in via Giovanni Branca, una delle trattorie più famose per la cucina romana (animelle, trippa, pajata e coda alla vaccinara) o da Felice in via Mastro Giorgio, famoso per il suo abbacchio alla scottadito.
Curiosare per il mercato in piazza Testaccio, uno dei luoghi in cui la romanità ha fatto pochissime concessioni, anche nella scelta dei prodotti, quasi tutti provenienti dalle campagne laziali. e Magari fare un salto al banco del pesce di Rosa Trinca, mamma orgogliosa della nota attrice Jasmine o a quello della famiglia Mastroianni, gestito dal cugino dell’immortale Marcello.
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È strana Via Cilicia. La percorri verso via Acaia la mattina e la trovi intasatissima mentre è totalmente libera in direzione verso la Piramide Cestia.
Ci ripassi il pomeriggio e la situazione è sempre uguale nelle stesse direzioni, come se i pendolari non tornassero mai a casa. O meglio, hai l’impressione che la situazione sia ancora peggiore.
All’imbrunire di queste corte giornate tardo autunnali arrivi da Via Cristoforo Colombo (direzione centro) svolti a destra e ti ritrovi di fronte a un lungo serpentone di luci che mano a mano sale, curva a sinistra e poi continua a salire.
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Andare alla scoperta di Roma è un’esperienza gratificante che non smette mai di sorprendere, perché i suoi piccoli e grandi tesori sono disseminati ovunque sotto gli occhi di tutti e la sua memoria sembra illimitata e piena di risorse.
A Porta San Paolo per esempio, incastonato tra la Piramide Cestia, il Cimitero acattolico, il Museo della Liberazione di Porta San Paolo, l’imponente sede di ACEA e le arterie del nodo ferroviario di Ostiense, c’è il Parco Museo Ferroviario di Metropolitana di Roma S.p.A, che custodisce un’esposizione permanente di locomotori e tram storici che ormai percorrono solo i binari della memoria, ma raccontano ancora molto dei luoghi che hanno attraversato.
Se vi struzzica un bel giro in carrozza nella Roma di ieri (nell’immagine Piazza del Pantheon), consiglio di approfittare della mostra ospitata dal parco museo fino al 22 novembre 2009, ovvero “A la gare comme à la gare! Signori in carrozza!”, un’esposizione iconografica e documentale molto interessante sullo sviluppo del trasporto urbano tra Ottocento e Novecento a Roma e Parigi, capitali storicamente gemellate.
La nostra esplorazione della Roma Nascosta oggi si avventura dentro uno dei mausolei più bizzarri e in vista della capitale. Come ci insegna La lettera rubata di Poe per nascondere bene qualcosa basta lasciarlo sotto gli occhi di tutti, e la Piramide Cestia con la sua imponete struttura architettonica e simbolica che si staglia verso il cielo, è senza ombra di dubbio sotto gli occhi di tutti.
Di certo sotto gli occhi di quanti ogni giorno si affacciano su Porta San Paolo, per prendere la metropolitana, il trenino alla Stazione Ferroviaria Roma Ostiense (inaugurata nel 1938 in occasione della visita di Hitler) o uno dei treni che fanno tappa nell’Air Terminal Ostiense (inaugurato in occasione dei Campionati di calcio del 1990).
Alta 37 metri con una base di 37 e rivestita interamente di marmo di Carrara, la piramide contiene una cella funeraria rettangolare di 5,90×4,10 metri, coperta da volte a botte e affrescata con figure femminili e pitture ornamentali che è possibile visitare passando per un cunicolo davvero suggestivo rivestito di laterizio, nel quale si accede da una piccola porta sul lato ovest, aperta durante un restauro disposto e finanziato da Alessandro VII tra il 1656 e il 1663, come ricorda l’iscrizione sul lato occidentale.
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