Per la Notte Bianca delle Borgate, i big della canzone sbarcano in periferia. Dieci settimane di musica e show gratis in 20 piazze di 10 rioni. Il primo a esibirsi sarà Luca Barbarossa, per la festa della Mamma: sabato 9 maggio in piazza Melozzo da Forlì. Poi ogni domenica si segue un format, con Nico Fidenco a festeggiare anziani e bambini: il 10 maggio l’appuntamento è al Parco Nemorense. Il 16 invece il calendario segnala lo show di Maurizio Battista a piazza Capecelatro. Domenica tutti a Palmarola.
Il 23 sul palco di piazza De André saliranno Pablo e Pedro. La festa domenicale sarà invece a lungotevere Piano Due Torri. Protagonista dell’ultimo week end di maggio sarà il Municipio V, con Marcello Cirillo il 30 nel quartiere Tiburtino, in piazza Camillo Loriedo. Poi ci sarà una piccola sosta per riprendere la festa a metà di giugno con il Municipio VIII che vedrà protagonista Fausto Leali sabato 13 nella Borgata Finocchio. Invece il 14 la festa per bimbi e anziani sarà ospitata in largo Monreale.
Il 20 giugno riflettori puntati su piazza Sempione con il concerto di Manuela Villa. A fine giugno ritrovo a Ostia, in piazzale dei Ravennati con il concerto di Little Tony il 27 giugno. Domenica invece si darà convegno per il solito appuntamento con anziani e bimbi a piazza Omiccioli, sempre con Nico Fidenco. Il 4 luglio riflettori puntati su quella piazza compresa tra via Pianeta Terra e via Saturno, dove metterà piede e ugola Marco Masini. Con il ritrovo domenicale in via Guasta. Enrico Ruggeri è atteso l’11 luglio in piazza Re di Roma. Mentre la festa generazionale si consumerà la domenica tra i fili d’erba di Villa Lazzaroni.
A chiudere la Festa di Borgata sarà Massimo Di Cataldo che il 18 luglio animerà piazzale Micara. Mentre nell’area del mercato di via Calcagnini, Nico Fidenco calerà il sipario sul primo grande evento nelle periferie della capitale, “che devono rinascere ed essere considerate come centri vivi e pulsanti di Roma - dice Dario Rossin, capogruppo Pdl in consiglio comunale - Dove poter svolgere attività culturali, ricreative e di aggregazione sociale”.
“L’obiettivo è di avere una Roma aperta 24 ore su 24, ma per fare questo bisogna avere anche una Roma che sappia regolarsi e trovare un equilibrio tra le tante occasioni presenti”. Queste le parole che il sindaco Gianni Alemanno ha usato per sottolineare che “La notte dei musei”, presentata ieri nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, è sì un evento culturale ma soprattutto una occasione per dare alternative alla movida by night, spesso fonte di problemi legati alla sicurezza. Un’occasione ghiotta anche per Confcommercio, che prorogherà l’orario di apertura di molte librerie ed esercizi commerciali del centro. Una dimostrazione di come un appuntamento culturale, di grande importanza per la promozione della città, possa vedere coinvolti soggetti pubblici e privati.
Tutto è pronto per il 16 maggio quando, dopo la Notte Bianca, sbarcherà a Roma (per la prima volta) la “Notte dei Musei“: simile a quella che fin dal 2005 raccoglie consensi nel resto d’Europa. Che in numeri si traduce nell’apertura gratuita di 58 musei, 19 mostre che chiuderanno i portoni alle ore 2 del mattino, 30 performance, 3 lectio magistralis e diverse visite guidate. Tra gli eventi ospitati dai musei comunali, statali e privati, sarà eccezionalmente possibile visitare (dalle 20 alle 2) il Palazzo Senatorio del Campidoglio mentre nella piazza si susseguirà un accompagnamento musicale dal vivo (dalle ore 22 alle ore 24) e sulla facciata del Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini si animeranno le proiezioni scenografiche a cura di Livia Cannella, “Roma era… segni di luce dall’Impero di Roma”. Chi ne volesse sapere di più sulle iniziative, qui l’elenco.
Notte Bianca sì o no? Nì. La Notte Bianca si farà, ma non sarà come gli altri anni.
L’appuntamento è per sabato 13 Settembre, così come stabilito dall’amministrazione veltroniana, ma in questa occasione non ci saranno nè musei gratuiti, nè iniziative comunali particolari per spettacoli, manifestazioni e concerti. Ad Alemanno ed alla sua amministrazione rigorosa sulle spese la notte bianca non piace e quindi per il comune l’evento non ci sarà.
Diversa storia per le amministrazioni di alcuni Municipi di centrosinistra che hanno deciso di non rinunciare all’appuntamento e proporranno programmi autonomi all’interno delle loro circoscrizioni. L’iniziativa è partita da Sandro Medici, presidente del X municipio, che proprio non voleva rinunciare a questo evento, a seguire si sono accodati i quartieri di San Lorenzo, Garbatella, Pigneto, Prati, Tiburtina e Cinecittà. Una mossa principalmente di protesta politica nei confronti dell’amministrazione Alemanno, ma anche per evitare di perdere un appuntamento ormai fisso nel calendario romano. Ed ecco quindi che ritornano concerti, spettacoli ed eventi in molte piazze romane, naturalmente finanziati da sponsor privati ed in piccola parte dalla Provincia del Lazio.
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Notte che va, notte che viene. Anzi, notti che vengono. Che la formula veltroniana della Notte Bianca fosse giunta al capolinea lo si sapeva. Adesso sappiamo cosa prenderà il suo posto: addio al modello “tutto in una notte”, ci dobbiamo preparare ad una serie di notti a tema. Lo dichiara l’assessore alla Cultura del Comune, Umberto Croppi: “La vecchia formula, per cui si riversavano al centro centinaia di migliaia, non certo per fare spese o visitare musei, è finita. Meglio tante notti. Una dedicata all’arte contemporanea, con le gallerie aperte. Una pensata per i bambini”.
E poi, il colpo a sorpresa: “Il 20 febbraio 2009, centenario del Manifesto di Marinetti, la Notte Futurista”. Già, la notte futurista. Dopo le incursioni artistiche a Fontana di Trevi e le palline colorate a Piazza di Spagna, adesso arriva direttamente dal Comune la patente di Roma come avanguardia artistica futurista. Non ci sarà D’annunzio a pilotare un aereo sopra la città, ma resteremo con gli occhi all’insù ad ammirare un dirigibile: “Ci saranno giochi di luce nel cielo della capitale e un dirigibile che passa sulla città spandendo musica”. Musica al posto di volantini.
L’idea è bizzarra quel tanto che basta per suscitare la mia ammirazione. Certo che passare una notte all’aperto il 20 di febbraio… Una scelta davvero ardita.
Via Corriere
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Nonostante il veto di Alemanno la notte bianca si farà. Certo, non in grande stile come gli scorsi anni ma, l’importante - secondo i minisindaci di centrosinistra - è mantenere la tradizione (veltroniana). Ecco perché, il 13 settembre andrà in scena in oltre dieci piazze del centro (oltre a quasi tutte le zone della movida romana, sottolinea Repubblica) una mini notte bianca con spettacoli, concerti e altro ancora.
I dettagli sono ancora da definire ma la caccia agli sponsor è già partita. Molti registi, attori, musicisti sembra che abbiano dato la loro disponibilità a lavorare anche gratis. L’obiettivo è evitare che un evento divenuto di portata internazionale possa essere abbandonato nel dimenticatoio. “E’ un occasione - ha spiegato Sandro Medici, presidente del X Municipio - per arricchire ulteriormente il profilo della Capitale”.
Che ne pensate? Ci rifletto ogni volta che passo davanti a questo ammasso di ferraglia sull’Ostiense. La giunta comunale ha sempre espresso la volontà di riqualificare la zona e io credo che l’illuminazione permanente del gazometro, già sperimentata durante la Notte Bianca, darebbe nuovo lustro all’area.
Ovviamente si tratta solo di una mia opinione del tutto contestabile, soprattutto se guardata sotto il profilo dello spreco energetico, però c’è da considerare che l’impatto estetico potrebbe esser tale da incrementare ulteriormente il turismo della capitale.
In fin dei conti i parigini hanno avuto la stessa idea illuminando un traliccio di ferro…
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Ultima sera utile per vedere l’istallazione di Giancarlo Neri, ex giocatore professionista di calcio e ora poliedrico artista, nei prati del Circo Massimo. “Massimo silenzio”, questo il titolo della creazione che consiste in diecimila palloni luminosi in grado di variare tonalità, si concluderà simbolicamente oggi 11 settembre, data degli attentati a Washington e New York.
L’opera, che rientra tra gli avvenimenti che hanno animato la Notte Bianca, è stata curata da Achille Bonito Oliva e realizzata grazie alla collaborazione e al sostegno di ENEL, con la produzione di Zètema Progetto Cultura e Hfilms. Alcune immagini suggestive sono presenti in questa galleria fotografica.
Via | il Velino

Abbiamo camminato per il centro storico che ci è sembrato meno affollato degli altri anni, abbiamo sentito le note di Battiato in concerto stando ai piedi della scalinata del Campidoglio, che era impraticabile. Abbiamo curiosato e abbiamo cercato eventi curiosi. E l’attesa lunga notte di festa è volata in un soffio. Oltre al male ai piedi, è restata in giro per Roma, mentre sorgeva il sole, una vera e propria montagna di rifiuti.
L’Ama, l’Azienda municipale ambiente, ha reso noto che tra bottiglie (in barba al decreto antivetro), bicchieri di plastica e cartacce si sono accumulate ben 250 tonnellate di sacchi neri. Davvero un bel lavoro per gli operatori ecologici, che hanno fatto la loro notte in bianco insieme a tutti gli altri lavoratori al servizio della città. L’incremento di spazzatura prodotta sarebbe del 20%, indice di un analogo aumento di presenze in strada.
Il lavoro sporco di chi ha ripulito dopo i bagordi è iniziato intorno alle 4 di notte, per terminare quasi quattro ore dopo, con strascichi fino al mezzogiorno di domenica. A darsi da fare 450 operatori e 200 mezzi tra pulitrici, compattatrici e furgoni.
Via | Il Messaggero
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Potremmo chiamarla “La Notte dei Lunghi Coltelli” (se non cogliete la citazione, studiatela), più che la Notte Bianca. Perché di incidenti gravi non ce ne sono stati, le cose sono andate avanti più o meno senza intoppi.
Tranne per una piccola storiellina accennata da Repubblica e Ansa e riportata per intero dal Messaggero. Una storia francamente assurda, quasi alla “se non vedo non credo”: un ragazzo di 20 è stato accoltellato davanti all’ospedale dove era stato ricoverato per… un’altra coltellata.

Sì, questa foto del lunedì è orrenda. Ma facciamo finta che sia di supporto, che racconti una storia. Che storia? La storia di 2 milioni e mezzo di persone impossibilitate ad andare in alcun luogo, ecco.
In realtà la foto più adatta e significativa sarebbe stata quella della linea metropolitana A, ma - dopo aver visto la fila di persone in (quasi) ordinata attesa che partiva da SOPRA le scale d’accesso - mi sono lasciato prendere dallo sconforto.