
Parlare di mobilità sostenibile nella nostra città significa aggirare ostacoli strutturali, pigre abitudini e politiche viziate, quando ti imbarchi sui mezzi di trasporto pubblico che viaggiano su asfalto e ferro, quando pedali, affitti veicoli pubblici o condividi quelli privati, con un sistema di noleggio-sharing che farebbe ridere il terzo mondo.
Quel poco che sopravvive però alla barbarie di questa città, tra furti e atti vandalici, non andrà in vacanza, soprattutto se decideremo, o saremo costretti, a passarle in città, a partire da un timido rilancio del bike sharing elettrico, dalle tariffe estive agevolate delle auto in comune del car sharing del comune, e dei passaggi in autostrada del car pooling, assicurati dal nuovo accordo tra Provincia di Roma e Autostrade per l’Italia.
Pedalando in una città a misura di auto come Roma, con un Piano Quadro della ciclabilità sulla carta e una strada accidentata da percorrere, ruote libere e solitarie, ciclo comitive, gruppi organizzati e salvaciclisti riuniti, tengono duro. Se la bicifestazione, una giornata Nazionale della Bicicletta e tanti Bike to Work Day, hanno cambiato qualcosa per qualcuno, per riappropriarsi di uno spazio urbano, di una mobilità e di uno stile di vita più sostenibile c’è ancora da pedalare, come dice anche Monti scrivendo ai salvaiciclisti “per attirare l’attenzione su quanto si può fare a tutti i livelli per migliorare le condizioni di mobilità di chi usa la bicicletta per muoversi in città.”
Per promuovere la ciclabilità, i salvaiciclisti ha messo on line anche un Manuale di Ciclocospirazione da scaricare in formato pdf e diffondere, mentre i gruppi continuano a crescere anche grazie a diverse iniziative ‘conviviali’ capaci di avvicinare universi distanti anni luce ad un asfalto comune. I Ciclomobilisti e chi va in bici tutti i giorni, organizzano spesso ciclopicnic infrasettimanali da pausa pranzo, insieme ad altre biciclettate. L’aperitivo del mercoledì Pignoni, Freni e Frizioni, organizzato da BBike e i centurioni di Romainfissa, dispensa consigli, musica, bumba, bici e polpacci a tanti ciclobikers, tra i quali potete incontrare i workers di Velòcittà a tanti Biciclettari Romani.
Ad avvicinare le realtà più disparata sarà anche la tre giorni della Ciemmona dal 25 al 27 maggio, e il CicloAperitivo in stile ciclopicnicchico di venerdì 18 maggio, per scaldare i polpacci e familiarizzare con pedoni e ciclisti, a partire dalle 19.30 al Ponte della musica, con vista sul biondo Tevere. Ovviamente le ciclo iniziative e le occasioni per allargare la ‘comunità’ e renderla sempre più visibile sono ancora tante, ma se avete voglia di estendere l’invito lasciatelo nei commenti, ci penserà la comunità digitale (con la mia spintarella) a farlo girare.
Dopo l’approvazione del celeberrimo Piano Quadro della ciclabilità a Roma, con l’eco della bicifestazione promossa da salvaciclisti nelle orecchie e ancora tanta strada da fare per la ciclabilità della capitale, cresce il numero di biciclette in strada ma non la strada per le biciclette.
Tra quelle che scalpitano per lasciare cantine, garage, ripostigli, balconi e pianerottoli anche durante la settimana, per andare a scuola, al lavoro, ovunque .. senza correre gli stessi rischi di chi corre in pista, ci sono i potenziali partecipanti del prossimo Bike to Work Day, organizzato per giovedì 10 maggio 2012 dagli impavidi ciclomobilisti infrasettimanali, nel video a pedali durante una giornata lavorativa come tante altre nel solito tragitto casa-lavoro (a Roma sud).
Sicuramente la giornata Nazionale della Bicicletta domenica 13 maggio, tra Bicincittà e Bimbimbici porterà in sella molte più anime da liberare in strada, ma per riconquistare gli spazi urbani a quanto pare non basta pedalare nei ‘giorni comandati’, bisogna vivere la città a pedali, e non in quella a manovella che non considera la bicicletta alla stregua degli altri veicoli.

Con la bici reduce della trincea d’asfalto tutta buche e trabocchetti e le ossa scricchiolanti, assisto all’approvazione del celeberrimo “Piano quadro della ciclabilità di Roma capitale“. Sei anni di incubazione, 1.000 chilometri di piste paventati per il 2020 e 170 milioni da raggranellare ‘co sta crisi’ per realizzarli.
Pur sognando collegamenti ‘non interrotti’ sulla sponda destra del Tevere fino a Fiumicino, su via di Porta Ardeatina, tra piazzale Metronio e piazza Zama, via dell’Oceano Pacifico (tanto per citare quelli che userei di più nell’immediato) e un Grande raccordo anulare ciclabile (Grac) che ha il sapore del frutto proibito, è ovvio che a questo punto un ‘primo passo’ rallegra ma non entusiasma.
Sarà perché dopo l’ennesimo incidente che scampo, assisto a quelli di chi è stato meno fortunato di me, l’ultimo del ciclista investito da un’auto al Tuscolano.
In ogni caso ora aspettando di riparare la bicicletta, devo rimediare due ruote per la bicifestazione del 28 aprile, perché qui le piste, le leggi e i sogni sulla carta si sprecano ma in strada bisogna pedalare, meglio se tutti insieme, il 28 aprile ai Fori Imperiali, il 10 maggio con il Bike to Work Day, a fine maggio con la ciemmona interplanetaria, ogni ultimo venerdì del mese con la critical mass romana, tutti i giorni in città.
Foto | Flickr

Con l’arrivo della bella stagione, la voglia di uscire, i frizzi e lazzi della movida, i negozi aperti a tutte le ore e la nuova disciplina oraria per l’accesso ai varchi delle Zone a Traffico Limitato della capitale inaugurata a Trastevere e San Lorenzo, non tardano ad arrivare le prime iniziative per arginarne limiti e disagi.
Mentre i residenti dei rioni di Monti, Testaccio e il Tridente, chiedono che gli orari dei varchi delle Ztl siano equiparati a quelli delle prime zone con i varchi attivi dalle 21.30 alle 3, dal mercoledì al sabato, sono proprio i ristoratori di Trastevere i primi a correre ai ripari per non perdere la clientela.
Raggiungere Trastevere è tutti i locali che ne popolano ogni angolino, da tempo è un’impresa disperata da vivere tutta in mezzo al traffico a passo d’uomo, con lo sguardo da faina a caccia di un parcheggio, ovviamente a pagamento, ma ora i ristoranti del vecchio rione hanno deciso di offrire il parcheggio gratis ai loro clienti che lasciano l’auto al parking del Granicolo.
Certo per rendere la convenzione operativa, confortevole è sostenibile già nelle prossime settimane, bisognerebbe ripristinare la navetta elettrica 116, che non collega più da tempo il parking del Gianicolo con il rione, mentre con l’arrivo dell’estate si paventa anche la possibilità di arrivarci in risciò, approfittando delle cooperativa che hanno iniziato a gestirli anche nella capitale, e magari un giorno anche pedalando grazie a bike sharing e ciclabili degni di questo nome.
Foto | Flickr

Grazie al nuovo protocollo d’intesa tra Campidoglio, Enel e Acea con 200 nuove colonnine per la ricarica delle auto elettriche la Capitale diventa un po’ più sostenibile? Ma per favore .. In una città che vive in mezzo al traffico, ha troppe auto, un servizio di trasporto pubblico inefficiente e una ciclabilità che fa ridere, puntiamo ancora sulla sostenibilità delle auto, per quanto elettriche?
Per la stima del Campidoglio nel 2013 avremo 1000 di queste autovetture, in una città che a settembre 2011 contava 2.777.979 di abitanti solo tra i regolari, continuerà a soffrire di carenze energetiche croniche e sul piano della mobilità abusa spesso del termine ’sostenibile’.
Intanto chi pedala in città, si batte per la ciclabilità e si ritrova tra i 15mila che hanno aderito su facebook alla campagna “Salviamo i ciclisti” insieme ad associazioni, sindaci e istituzioni, aspetta ancora che la manifestazione indetta a Roma per il 28 aprile riceva un autorizzazione che tarda ad arrivare…

Nella città dei buoni propositi che lasciano il tempo che trovano e ne trovano sempre più per la propaganda che per i fatti, sventola la bandiera della mobilità sostenibile su trasposti pubblici inadeguati, veicoli privati insostenibili per l’ambiente e le tasche, strade congestionate e pericolose, e per chi pedala anche piste ciclabili interrotte, malandate o fantasma.
La stessa città bocciata dal dossier “Bici in Città” di Legambiente, che aspetta l’approvazione del Piano Quadro per la Ciclabilità e dopo la risposta alle ecodomeniche e la pronta ed entusiasta adesione all’iniziativa internazionale “salviamo i ciclisti”, sforna progetti come il Pica - Percorsi ciclabili sicuri”. “Dieci giovani, selezionati da un bando pubblico, dopo un periodo di tre mesi di formazione, percorreranno in bicicletta, per tre mesi, le piste ciclabili cittadine per monitorarne lo stato di salute, assistere i ciclisti in difficoltà e segnalare criticità”.
Un buon inizio che si aggiunge alla lista degli inizi, ma anche un lavoretto di 3 mesi +3 mesi per produrre dati già presenti sui forum dei ciclisti urbani, che rischia di stuzzicare dubbi e insoddisfazione di chi ha già assistito all’indagine sulle piste ciclabili a Roma: un anno dopo, monitoraggi ed efficaci iniziative ‘fai da te’ di chi pedala tutti i giorni, su ciclabili abbandonate all’incuria, poco utili come quella che corre sul Ponte della scienza, fantasma come quella sulla via Nomentana, o paga lo scotto della ciclabile Balduina in cantiere dal 2009.
Tra mille promesse e poche iniziative risolutive, aspettando la Roma-Fiumicino, la realizzazione del percorso ciclabile Tor Pagnotta-stazione metro Laurentina, della ciclabile che mette in collegamento il Santa Maria della Pietà con la stazione di Valle Aurelia, la pista di via Palmiro Togliatti-Parco della Cervelletta e quella che dal Torrino conduce all’Eur, l’installazione di portabici, un servizio di bike sharing funzionale e funzionante, in troppi non abbiamo più voglia di dare ultimi saluti alle vittime della mobilità insostenibile, come Alice, investita venerdì da un’auto mentre pedalava sulle strisce pedonali. L’ennesima ombra sull’asfalto che indigna chi sa già che per troppi diventerà solo un numero per statistiche improduttive.
Foto | Flickr

Lo sciopero dei mezzi di trasporto pubblico di domani riporta all’attenzione generale l’annoso problema di questa città, che fatica ad offrire alternative pubbliche al caos della mobilità privata.
Nei commenti della nostra segnalazione troviamo le offerte del Car Pooling con le auto di gruppo della piattaforma Bring-me e una sezione dedicata allo sciopero, ma ovviamente le proposte più appetibili e sostenibili restano quelle che si barcamenano con i limiti dei questa città senza richiedere l’uso di motore, carburante.
A questo proposito, soprattutto se non sapete andare sullo skateboard, pattinare o surfare in città, da Marco ed il gruppo dei Ciclomobilisti romani arriva l’invito a pedalare attraverso lo sciopero con il Bike thru Strike e la pratica urbana all’uso delle due ruote “per andare al lavoro, per creare lavoro e fornire servizi socialmente utili”, che il gruppo cerca di diffondere con iniziative, condivisioni e una guida pratica da scaricare on line, pedalando anche domani per una mobilità sostenibile, fino al prossimo Bike to Work Day che da appuntamento a tutti per giovedì 10 maggio 2012.
Foto | Flickr

Chi pedala nella giungla d’asfalto delle capitale tutti i giorni, sfidando i propri limiti e quelli della città, le intemperie e il pericolo di rientrare nelle tristi statistiche delle vittime della strada, sa bene quanto sia importante iniziare a cambiare il volto delle nostre città.
Non stupisce quindi nessun ciclista urbano l’ondata di adesioni scatenata dalla campagna Cities fit for cycling, proposta dal Times inglese per avere città più sicure per chi pedala, in segno di solidarietà per la collega Mary Bowers finita in coma dopo essere stata investita da un camion.
In Italia riprendendo gli 8 punti del manifesto del Times da implementare (dopo il salto), è partita l’analoga campagna Salviamo i ciclisti e il tam tam di adesioni che da Piciclisti, twitter e facebook, conta già diverse testate giornalistiche, oltre al gruppo aperto dei Ciclomobilisti e Biciclettari romani, i ciclonauti, il coordinamento Di traffico si muore, Ciclabili Roma, RomaMobilità, ciclospazio, e un numero crescente di romani che pedalano nel traffico di Roma…

Guardando il sole e molte strade finalmente sgombre da ghiaccio e neve, anche con il freddo intenso che ci sta facendo consumare troppo gas, la notizia di possibili nuove nevicate e gelate diffuse, fa restare tutti in allerta e attenti al bollettino meteo, e se domani riaprono gli uffici pubblici con una nuova ordinanza le scuole restano schiuse.
La Protezione Civile di Roma Capitale continua a rispondere alle emergenze al numero verde 800 854 854, mentre i volontari stanno distribuendo 20 tonnellate di sale ai cittadini in largo Antonio Beltramelli (V Municipio), via Laurentina (piazzale antistante il XII Municipio), San Giovanni, davanti alla statua di San Francesco (IX Municipio), piazza Enrico Fermi (XV), piazzale Medaglie d’Oro (XIX), piazza dei Gerani (VII), piazzale della Radio e via Ettore Rolli 15, colle Oppio (I Municipio), piazza Arcisate (XX)”.
I bus intanto sono tornati lentamente a transitare dove non se ne vedevamo da giorni, insieme ai veicoli che l’ordinanza (non rinnovata) non obbliga più a circolare con pneumatici da neve e catene a bordo, con l’unica eccezione dei centauri a pedali, provvisti di catena in tutte le stagioni e anche gli unici che non ha fermato neanche la neve, così come non ci riescono maltempo, traffico, smog, scioperi, la mancanza di ciclabili, rincari e la mobilità in-sostenibile di questa città.
Una cosa da aggiungere alla lista di buone motivazioni per passare alla bicicletta .. sfreccia anche su neve e ghiaccio mentre scalda dal freddo in modo salutare ed economico. Meglio ancora, uno “Snow-Race” è in programma per giovedì 9 febbraio alle 22.00, con ritrovo e partenza a Piazza del Popolo.
Foto | Flickr