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Tutti gli articoli con tag made in italy

Cibi d'Italia nell’arena del Circo Massimo

pubblicato da Cut-tv's

Capocollo di Calabria Dop, Salame da Sugo emiliano o il raro Ossocollo tipico di Pordenone, il Parmigiano Reggiano Selezione Vacche Rosse, il Montasio Dop, lo Stracchinato di latte di capra e il maiale grigio di Norcia, la Pesca di Leonforte Igp, il Pecorino e la Birra di visciole, marmellate di pompia o il Liquor d’Ulivi, nettare ben noto sia agli antichi Romani che a Dante nel XXI Canto del Paradiso. Sono tanti i sapori da annusare, scoprire e degustare (gratuitamente) fino a domenica nell’arena del Circo Massimo, che ospita “Cibi d’Italia“.

Una questione di gusto, palato, cultura e beatitudine, che la manifestazione voluta dalla Fondazione Campagna Amica e promossa dalla Coldiretti, porta in città con tradizioni locali ed eccellenze agroalimentari di 19 Regioni, un farmer’s market con oltre 200 produttori e laboratori del gusto, agricosmetica e lezioni di agrofitness, tra fattorie didattiche per i piccoli e approfondimenti sulle agro energie, sommelier della frutta e garden coaching, cucina della nonna, una ricostruzione storica di pietanze della Roma antica e musica da mangiare…

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Sapore di Roma & Itinerari per Buongustai: dalla capitale ad Istanbul passando per tutto il Mondo di SoulFood 2011

pubblicato da Cut-tv's

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Gli antichi sapori di Roma capaci di rinnovarsi in tutto il mondo e di fare tesoro delle contaminazioni, sono i protagonisti del viaggio gustoso di oggi, pronto ad assaggiare il gelato di Giolitti sulle sponde del Bosforo, e specialità di tutto il mondo direttamente a Roma.

Ben oltre i confini del Made in Italy, se il gelato made in Rome che piace anche ai turchi ha appena inaugurato il terzo ice store Giolitti nel quartiere di Nisantasi ad Istanbul, sono invece le specialità e gli ingredienti di tutto il mondo ad animare l’intrigante mix di sapori, culture e ingredienti dalla nuova edizione romana di SoulFood 2011.

Un vero baccanale di sapori pronto ad inebriare muse dal palato ispirato, il sound di gastrofilofi cantautori come Don Pasta e stornellatori come Alessandro Mannarino, Sapori Reclusi nel carcere di Rebibbia, saperi e sapori di quartiere, e tanti gourmet con cenette carbonare e amatriciane antirazziste, coronate dai contributi gastronomici ‘meticci’ di United Food of Rome che porta il mondo e tante esistenze ben oltre i confini di un piatto.

Per fare invece un viaggio nel tempo, e nei sapori che si nutrono di storia e tradizione, nell’area dove poco meno di 2000 anni fa era stanziata la Legione dell’Imperatore Settimio Severo, aderendo a Cantine Aperte l’azienda Vitivinicola Donnardea offre visite, rivisitazioni in costume e raccontati dei vini di ieri insieme alle degustazioni di quelli di oggi, così diversi da quelli che sorseggiavano i nostri avi seppure profondamente ispirati da questi, con tanto di pranzo in giardino (15 euro a persona da prenotare) e Wine Bus per chi sa già che esagererà con gli assaggi. ;D

Foto | Flickr

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Marcando la Storia: 14 grandi aziende raccontano l’Italia che vuole ospitare le Olimpiadi del 2020 al Macro Testaccio di Roma

pubblicato da Cut-tv's

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Le mitiche Ferragamo rosse indossate da Marilyn Monroe nel film Gli Spostati del 1960 capaci di sedurre anche le fantasie più castigate, lo spumeggiante “bottiglione” promozionale “Nastro Azzurro” da 45 cm, Il calendario Pirelli del ’64 .. sono da sempre icone e marchi dell’eccellenza di quel Made in Italy che esportiamo in tutto il mondo.

È per questo che gli Italiani che bramano le Olimpiadi del 2020, e di accrescere le chance di ospitarle, sono ricorsi al marchio come garanzia di qualità e Cliché ad uso e consumo di tutti, e ai meriti e obiettivi raggiunti delle società che gli hanno realizzati, protagonisti di Marcando la Storia: 14 grandi aziende raccontano l’Italia che vuole ospitare le Olimpiadi del 2020.

Marchi e aziende protagonisti un viaggio in 60 anni di vita italiana, dal 1960 al 2020, ripercorsi attraverso il video del primo volo partito dall’aeroporto di Fiumicino e i caroselli della pubblicità api con Domenico Modugno (“Con api si vola…”), i bozzetti di Bulgari e i gioiellini di Guzzini, le manette Fiorucci ddegli Anni 90 e la colonnina Enel per la ricarica delle auto elettriche.

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Roma Bio-Eco-Sostenibile: con i prodotti “Made in Lazio”

pubblicato da Cut-tv's

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Aspirando ad un’esistenza “sostenibile” e a mangiar bene senza rinunciare a qualità, gusto, alto valore nutrizionale a rispetto dell’ambiente, le antennine di Roma Bio-Eco-Sostenibile hanno vibrato insieme agli obiettivi di fine anno del Made in Lazio.

Da anni il bel paese punta con successo sul Made in Italy promuovendolo e sostenendolo quasi più all’estero che a casa, stessa cosa per il Made in Lazio, per il quale sembra che finalmente qualcosa stia cambiando.

Dopo aver spinto su oreficeria, filiera del lusso, design, e probabilmente dopo troppe mozzarelle blu e prodotti di dubbia provenienza spacciati per locali, che hanno già allertato il Campidoglio, la Regione Lazio sembra finalmente pronta a puntare sui tesori verdi dell’Agricoltura oltre all’olio, con una la legge sul “Made in Lazio” in grado di assicurarne la tracciabilità dei prodotti agroalimentari.

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Gita fuori porta: che FAI questo week end tra archeologia, esposizioni canine, sagre e non solo

pubblicato da roberta

parco gregorianaIl fine settimana c’è chi si alza presto per andare a seguire la propria squadra del cuore e chi per dare la caccia all’oggetto introvabile al mercatino dell’antiquariato, chi si catapulta in palestra per provare la nuova disciplina e chi va per musei, ma c’è anche qualcuno che domenica si muoverà con cani al seguito munito di ciotola e gabbia nell’auto, per raggiungere Colleferro (Rm) dove, in viale Europa-piazzale della Piscina, dalle ore 8 prenderà il via “Amalo”, un’esposizione canina.

Chi ama lo spettacolo degli attori e quello della natura, avrà un’occasione speciale domenica 11 e 18 aprile, poi il 2, 9 e 30 maggio: con lo zampino del Fai a Tivoli si fa largo “In scena! Il teatro scopre Villa Gregoriana” dove, presso i ruderi di Manlio Vopisco, una popolana di metà Ottocento e il poeta Giuseppe Gioacchino Belli rievocheranno le gesta di Gregorio XVI. Proseguendo verso la zona di Ponte Lupo, un altro personaggio della commedia dell’arte intratterrà i visitatori in un monologo, attendendo il momento lirico di maggiore intensità nel ninfeo dove un noto viaggiatore del Grand Tour tornerà dal passato per rievocare gli incanti dell’epoca.

Per chi ama il cinema made in Italy l’appuntamento è per domenica 11 aprile alle ore 18 al Cinema Nuovo Teatro di Palombara Sabina, dove torna il regista Giovanni Veronesi (in foto) per presentare al Festival Cinematografico delle Cerase il film “Genitori & figli: agitare bene prima dell’uso”, una commedia sul confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani (il costo del biglietto che prevede la visione del film, il dibattito con Veronesi e la cena è di € 7).

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Roman tastes: il futuro è l’India

pubblicato da roby


Si chiamano ‘Roma tastes’ e il loro simbolo, inequivocabile, è un Colosseo stilizzato: sono caffé, olio, formaggio, vino, salse e condimenti, tutti prodotti che, secondo uno studio di Federlazio, hanno enormi possibilità di sfondare sul mercato asiatico.

Sempre secondo i dati, il futuro è costituito dall’India, Paese in cui quella italiana è la seconda cucina etnica più richiesta dopo la cinese: sia nei grandi alberghi di clientela internazionale, sia nella grande distribuzione alimentare.

Il consorzio per l’export di Federlazio, denominato appunto ‘Rome’, abbandonerà dunque il tradizionale mercato statunitense per quello indiano, per il quale, però, andranno studiati nuovi modelli di marketing specifici e rispettosi della cultura. È già stato aperto un contact point a Mumbai grazie al quale le piccole e medie imprese romane intraprenderanno il loro percorso di internazionalizzazione.

Foto | Flickr

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In arrivo menu regionali nelle mense scolastiche

pubblicato da roby


Ricordate le polemiche scaturite dalla proposta della Lega di far studiare il dialetto a scuola? Beh, ora di questo non si parla più (o quasi), però ieri il Comune di Roma ha annunciato un’iniziativa che sembra tanto un contentino: l’introduzione nelle mense scolastiche di piatti regionali.

Scherzi a parte, l’iniziativa è stata decisa per combattere il cibo mordi e fuggi, il classico panino, e per insegnare i bambini a mangiare bene riscoprendo, perché no, le tradizioni e magari le origini della propria famiglia. Niente più merendine, quindi, e neppure la solita minestrina, ma via libera ai ravioli al pesto (Liguria), al farsumagru (Sicilia), alla polenta gratinata all’Asiago, (Veneto), al ris an cagnon (Piemonte), ai bocconcini di chianina (Toscana), alle pennette alla pizzaiola (Campania), alle lasagne (Emilia Romagna). Un piatto nuovo ogni mese, nel rispetto dei prodotti stagionali.

Quanto di più lontano, insomma, dal cous cous o dal riso alla cantonese che aveva introdotto Veltroni un paio d’anni fa in menu etnici studiati ad hoc per favorire l’integrazione e che, pare, non avevano ottenuto grande successo, a differenza del ragù servito ieri alla presentazione dell’iniziativa, che si chiama ‘I menu regionali-la qualità sale in cattedra’ presso la scuola Elsa Morante di Testaccio dove Alemanno ha pranzato insieme con i bambini.

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Turisti a Roma: l'EUR (seconda parte)

pubblicato da Massimiliano 'intweetion' Lancioni

EUR-PalazzoDeiCongressi

Riprendiamo la guida con una notizia recente la decisione di utilizzare le strade dell’EUR per disputare il Gran Premio di Forumla 1 di Roma. Non lo facciamo per riattizzare le braci della polemica (che è forte e giustificata: trovate tutte le notizie su 06blog), quanto per sottolineare due aspetti del quartiere Europa.

Il primo è la visione futurista che fa da premessa e contraltare all’architettura razionalista. Macchine veloci, il mito del motore e di una certa attitudine a trattare il paesaggio urbano come scenario. Come qualcosa che è ’sullo sfondo’, buono solo per esaltare il mito del progresso o per un utilizzo ‘formale’. In fondo, l’EUR oggi è in buona parte questo: una successione bianca (più grigia che bianca, a dire il vero) di palazzi che ospitano le sedi principali di grandi enti o aziende.

Dalla Confindustria alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), dal Ministero delle Comunicazioni alla sede centrale dell’ENI nel famosissimo grattacielo (costruito nel 1962) che, con i suoi 80 metri per un totale di 22 piani è il più alto edificio della Capitale (considerando San Pietro come parte della Città del Vaticano). L’Eur è una specie di non-luogo dove il quotidiano fatica a farsi largo tra tanta monumentale esuberanza.

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Il museo di Valentino di Roma muore prima di nascere - I motivi e le cause di un pasticcio in salsa capitolina

pubblicato da Pasquino


Avrebbe potuto essere un museo gioiello di Roma. Il luogo del trionfo del made in Italy. Un vanto romano agli occhi invidiosi del mondo, da quelli dei cugini francesi che pretendono di insegnarci la moda a quelli dei vicini milanesi spesso snob verso il mondo sartoriale romano. Parliamo del museo di Valentino, una promessa fatta dall’ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, a quello che oggi viene celebrato come “l’ultimo imperatore” ma che la giunta Alemanno non ha mantenuto.

A gettare benzina sul fuoco delle polemiche mai spente sono stati lo staff dello stilista e lo stesso Valentino, intervistato più volte in questi giorni per l’uscita di un film sulla sua vita. “Veltroni si era impegnato davanti a tutto il mondo- ha detto suo il braccio destro, Giancarlo Giammetti- ma con la giunta Alemanno c’è stato un intoppo. L’assessore Croppi ci ha proposto di fare un museo per più stilisti, e noi non ci siamo più ritrovati con quell’idea”.

Fin qui la storia. Ma cosa c’è veramente dietro allo stop al museo di uno dei più grandi stilisti di tutti i tempi? La risposta, per chi frequenta le stanze del Campidoglio e quelle di AltaRoma, è nota da tempo. Un museo unico a Valentino avrebbe scatenato l’ira degli storici stilisti romani, alcuni dei quali avrebbero anche minacciato di disertare le sfilate romane azzoppando definitivamente una rassegna che da anni si vuole rilanciare ma che da tempo registra poca visibilità causa assenza degli stilisti top. Ma c’è di più.

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Paula. Designers4Necessity a Roma

pubblicato da Cut-tv

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Era il 2003 quando a Roma, Gabriel Berretta aka kudu, Valerio Ciampicatigli e Simone Bartolucci, compagni di università accomunati dalla passione per il design e da un nome che segna il loro destino dalla nascita, hanno dato vita al progetto Paula Designers 4 Necessity.

In realtà il nome delle loro tre mamme, tutte insegnanti, è Paola, ma la “u” lo rende esotico e un po’ trans (a loro dire), anticonvenzionale e originale quanto basta per i progetti che hanno in mente, debitori con ironia degli stereotipi legati alla generazione del Made in Italy, alla quale rimangono fedeli seppure a modo loro. Da allora il team creativo di Paula, respirando e metabolizzando gli stimoli di street art, writing, fotografia e video arte, ha progettato t-shirt, lampade e complementi d’arredo in grado di stimolare chiunque ne entri in contatto.

Originali nelle loro scelte fino in fondo, hanno aperto un atelier in via Romanello da Forlì 25, nel quale oltre a nuove prospettive di design prendono corpo visioni concrete dello stesso. Io però qui mi fermo, perché nessuno meglio di Gabriel, Simone e Valerio più rispondere ad una serie di curiosità che girano in testa alla sottoscritta e forse anche nella vostra.

Paula Designers4Necessity
allaboutcane cane wardom wardlancio+peggy

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