Con nostalgia per l’esperienza precedente e una gran voglia di sbirciare in anteprima la Nostalghia/Ностальгия di Marco Soellner, sono tornata a scalare di nuovo i sette piani della palazzina di via Pietro Ruga 24, fino alla Wo-Ma’n Gallery, con vista sugli orizzonti di Roma e su tutti gli universi che lascia entrare con ogni mostra fotografica.
Una faticosa risalita che lascia senza fiato, quasi quanto la scoperta della piccola casa-studio-galleria trasfigurata dalla nuova esposizione, tanto diversa dalla precedente ma così intima ed emotiva, piena di paesaggi esterni che parlano a quelli interiori, da lasciar quasi intravedere il percorso evolutivo che la home gallery sembra aver deciso di intraprendere.
In questo caso poi, a trovarsi un posticino sulla mensola tra spezie e stoviglie, nella scatola del cucito, tra i vestiti di Marta, sul frigorifero e su ogni superficie della Wo-Ma’n, è un universo fuggevole come il tempo ed evanescente come la memoria, che nasce dal mix esplosivo tra Marco Soellner, Andrej Tarkovskij e Polaroid.
Bisogna abbandonare ogni idea di galleria tradizionale, e scalare sette piani di un vecchio palazzo del Pigneto per arrivare alla nuova Gallery Wo-Ma’n, ma per entrare a far parte del progetto artistico di Marta Rossato e Wolfango De Spirito, basta varcare la soglia della porta e abbandonarsi all’atmosfera coinvolgente di questo spazio inconsueto.
Un progetto ambizioso e audace, che nasce per cambiare il punto di vista degli spettatori sugli spazi che non si limitano ad esporre, sulle fotografie che saranno di volta in volta oggetto delle mostre, e quello dei due fotografi che hanno deciso di condividere passioni e progetti insieme alla loro casa-studio-galleria in via Pietro Ruga 24.
Una casa piccola e accogliente, che mette in mostra se stessa e i suoi spazi ‘a vista’ abitati dalla coppia di fotografi, insieme alle immagini che porteranno ‘dentro’ tutto quello che arriva da fuori, pronte a trasformare il contenuto delle cabine armadio e della doccia, la vista sul frigorifero e quella sul letto, insieme alle sensazioni di chi sa di guardare quello che in genere viene celato allo sguardo. È così che ho conosciuto e vi presento Marta e Wolfango.