
Ore sei della mattina di ieri. Tre pezzi di intonaco trovati a terra. L’area è quella della galleria dell’ambulacro centrale. La superficie è di poco meno di un metro quadrato. Il monumento in questione? Il Colosseo. Il maxi-restauro, la ‘cordata giapponese’, la staffetta tra i vari imprenditori per ottenere i 50-60 milioni necessari: intanto l’Anfiteatro Flavio perde pezzi.
Le reti di protezione hanno ammortizzato gli effetti della caduta del frammento (ma hanno comunque ceduto): l’area del crollo è stata poi transennata. Quindi, come se niente fosse accaduto, i visitatori ieri sono entrati regolarmente all’interno dell’anfiteatro. Chiosa finale del sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro: “la situazione è sotto controllo”.
“Non è la prima volta che accade una cosa del genere ed il fatto non viene sottovalutato, ma ora c’è una maggiore trasparenza rispetto al passato e quindi viene appalesato”, continua Giro. Ancora più ‘ottimista’ il sovrintendente comunale Umberto Broccoli “non è preoccupante, perché si può paragonare a quanto succede se si sbatte forte una porta e cade un pezzo di intonaco dal soffitto”. ‘Peccato’ che il soffitto sia quello di un ambulacro del Colosseo e venga visitato quotidianamente da una folla di turisti…
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E’ un nostro cavallo di battaglia ed ogni volta che se ne parla siamo contenti. Parliamo del monumentale arco di Libera all’Eur, la cui possibile realizzazione ieri ha registrato un passo avanti positivo.
A spingere nella direzione della costruzione dell’arco ideato dall’architetto razionalista per l’expò di Roma del 1942 è stata l’approvazione di un ordine del giorno del Consiglio comunale che “impegna la giunta Alemanno a verificare la possibilità di costruire l’Arco di Adalberto Libera all’Eur attraverso il project financing”.
Non è ancora chiara la posizione sulla quale l’arco potrebbe sorgere visto che l’area pensata da Libera era quella dove oggi si può ammirare il palazzo dello sport di Nervi. All’iniziativa plaude comunque il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro: “l’ordine del giorno è un’ottima iniziativa. Si tratterebbe di costruire un monumento nel contesto in cui veniva concepito dal suo progettista negli anni ‘30 senza alcun impatto visivo negativo. Daremmo a Roma un altro e nuovo simbolo architettonico di forte suggestione e riconoscibilità”.

Tra false partenze, annunci disattesi e prove generali prende finalmente vita l’illuminazione del Foro Romano. Questa sera, ad un anno dall’illuminazione della Colonna Traiana e dei Mercati trainei, l’area del Foro sarà infatti illuminata in maniera temporanea e “minimalista” in attesa delle luci definitive previste per il Natale di Roma del prossimo anno.
Ad annunciarlo è stato ieri il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro. “In occasione della Mostra promossa dalla soprintendenza ai beni archeologici di Roma sulla Gens Aemilia - ha spiegato Giro - la basilica Emilia verrà illuminata integralmente grazie ad un progetto di Piero Castiglioni, architetto della luce fra i più famosi al mondo. Si tratta di un’anticipazione minimalista di un progetto complessivo di illuminazione del Foro romano dalle pendici del Campidoglio fino a giungere all’Arco di Tito, al quale l’architetto Castiglioni sta lavorando all’interno di una collaborazione con gli uffici del Commissario Cecchi e della soprintendenza ai beni archeologici”.
Bene, ma a quando l’illuminazione definitiva? Giro, qualche mese fa, aveva promesso entro il Natale di Roma del 2011. “Entro maggio - ha concluso ieri - avremo la stesura definitiva dell’intero progetto di cui si avrà una bella anticipazione la sera del 20 aprile”.
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Con l’arrivo della primavera, stagione ideale per dare il via a rinnovi e ristrutturazioni, la capitale dei restauri potrebbe finalmente fare tappa anche al Colosseo, e dopo un lunga attesa non priva di incertezze e speranze, dare una rinfrescatina anche l’Anfiteatro Flavio, sopravvissuto nei secoli a incendi, terremoti e una buona quantità di danni causati dagli interventi umani, proprio grazie agli indispensabili restauri.
Entro luglio due nuovi spazi dell’Anfiteatro Flavio torneranno visitabili grazie al cantiere finanziato con i circa 940mila euro provenienti dal budget di Roma, alimentato quasi solo grazie proprio al “botteghino” del Colosseo (più di 32 milioni l’anno).
Ma il pacchetto degli interventi ‘necessari’, presentato dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro dopo il sopralluogo dell’area insieme ad una equipe di tecnici ed esperti della Sovrintendenza e al vice sindaco Mauro Cutrufo, non è certo esiguo e richiederebbe qualcosa come 23 milioni di euro.
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L’illuminazione definitva del Foro Romano entro l’aprile del 2011. Potrebbe essere questa la data buona per vedere finalmente illuminata l’area aercheologica più importante e bella di Roma, oggi ridotta, appena cala il sole, ad un triste buco nero in pieno centro…
A darne notizia è stato il sottosegretario ai Beni artistici, Francesco Giro. “Entro il 21 aprile 2011, Natale di Roma del 150 anniversario dell’unità d’Italia - sono state le sue parole - vogliamo realizzare l’illuminazione completa, stabile e continuativa del Palatino e del Foro Romano. Quella è una data oltre la quale non andare. Il 21 aprile 2010 ripeteremo una sperimentazione. L’anno dopo saremo pronti con l’illuminazione stabile”.
Speriamo, dunque, che questa volta alle promesse seguano i fatti. L’illuminazione del Foro è un progetto ben più semplice del restauro del Colosseo annunciato per la stessa data. Non ci resta che attendere fiduciosi, anche se di annunci simili, sull’illuminazione del Foro, ne sono stati già fatti in passato e senza riscontro con la realtà…
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Ci avevano detto, a settembre, che i lavori per il restauro del Colosseo sarebbero iniziati entro la fine del 2009 per poter arrivare in tempo alla data del 2011, anno del 150° anniversario dell’unità d’Italia… Vedete qualche cantiere sull’Anfiteatro Flavio?
Io no, ma la speranza di veder partire a breve i lavori è stata nuovamente alimentata dal sottosegretario ai Beni Artistici, Francesco Giro il quale ieri è tornato sull’argomento: “Il restauro del Colosseo è una priorità, stiamo sviluppando con il Comune un progetto per trovare fondi internazioanali da integrere a quelli interni. L’obiettivo è arrivare al 2011 con il risanamento del Colosseo. Rispetteremo questo impegno”. Giro ha parlato del restauro del monumento simbolo di Roma affianco ad Alemanno il quale, una volta concluso l’intervento del sottosegretario ha aggiunto: “il Comune sta lavorando sulla questione degli sponsor, faremo un’operazione molto importante”.
A sei mesi dal primo annuncio di Giro, dunque, la promessa resta la stessa: Anfiteatro Flavio pulito e risistemato entro il prossimo anno. Peccato che il tempo a disposizione si è ridotto da un anno e mezzo-due (considerando metà 2011) ad un anno scarso-un anno e mezzo (considerando sempre metà 2011). Ora la domanda è: è realmente possibile restaurare il Colosseo entro il 2011 o siamo di fronte al solito annuncio a cui non seguiranno i fatti? Possibile che vada a finire come quando, sempre Giro, aveva promesso il restauro entro il 2010?
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Vi ricordate l’arco di Libera? Ve ne avevamo parlato in un post l’anno scorso, con tanto di sondaggio per capire quanti di voi avrebbero voluto veder realizzato all’Eur il grandioso monumento dell’archietto razionalista Adalberto Libera.
Da quel sondaggio risultava che la maggioranza schiacciante dei lettori era favorevole a veder innalzato il monumentale arco, vuoi per avere in città un edificio più alto dei 200 metri, vuoi per essersi innamorati delle eleganti linee del progetto di Libera, mai realizzato e sostituito, geograficamente parlando, dall’altrettanto bel Palazzo dello sport di Nervi.
Ora, a distanza di un anno, si torna a parlare dell’arco. Tra le schiere di favorevoli e contrari i soliti noti: contrari l’assessore alla Cultura Umberto Croppi ed il sovrintendente archeologico Umberto Broccoli. Favorevoli il parlamentare Fabio Rampelli (uomo forte degli ex An a Roma dopo lo stesso sindaco) ed il sottosegratrio Francesco Giro. Archietti divisi. Un dubbio: Alemanno non si è mai espresso sul progetto… Sindaco batti un colpo!
Unicredit che pressa come non mai sul fronte societario. Una schiera lunghissima di imprenditori che gli gira le spalle, Caltagirone in primis, sul progetto del nuovo stadio della Roma. Nuovi vincoli che sorgono sull’area aprescelta sull’Aurelia. Ed ora anche la politica che si fa gelida con Alemanno che, pur non negando la sua volontà di far costruire lo Stadio, sembra seccato e Giro che ha definito il progetto per la realizzazione del Franco Sensi “una farsa, una tragicommedia pubblicitaria”.
Rosella Sensi è accerchiata. E non si sa quanto potrà resistere in una simile situazione. Ultima tegola sulla proprietaria della Roma è quella rappresentata dalle bordate del sottosegretario ai Beni articici e paesagistici Francesco Giro, non nuovo a pesanti critiche. “Quella dello Stadio è una farsa, una tragicommedia, una storia molto deludente e mortificante, un bomerang micidiale. Mai avuto carte in mano, con i rendering non si fanno progetti seri. La società versa in condizioni molto critiche e quindi io mi chiedo se sia realmente in grado di portare avanti un progetto simile. Io credo di no”.
Un attacco violentissimo che in serata Alemanno ha provato a smorzare dicendo “che le carte della Sensi arriveranno dopo l’ok alla legge sugli Stadi”. L’impressione, però, è quella di un cerchio che si stringe su una Sensi arroccata a difesa di Trigoria con pochi amici (tra cui qualche imprenditore pronto a cedere nuovi terreni). Prossimo capitolo della storia, l’arbitrato tra Unicredit ed ItaliPetroli, la controllante della AsRoma, per “disdettare l’accordo sul debito”… Segue l’intervento completo di Giro
Dopo oltre cinquant’anni, grazie a 60 giorni di lavoro per la messa in sicurezza e 156 mila euro, tornerà ad essere visitabile la suggestiva passeggiata archeologica sopra le Arcate della Domus Severiana al Palatino.
Quel che resta di questo maestoso edificio (nella gallery), realizzato come un prolungamento della Domus Augustana dall’imperatore Settimio Severo negli anni a cavallo tra la fine del II e gli inizi del III secolo, diventa ancora più apprezzabile dalla terrazza delle arcate Severiane, che si ergono a circa quattordici metri di altezza sul lato sud del Colle Palatino, offrendo dello stesso e del paesaggio circostante una panoramica eccezionale.
Nei progetti del Ministero per i Beni e le attività culturali, c’è anche l’illuminazione di tutta la zona, almeno nei fine settimana, per colmare quello che il sottosegretario per i Beni e le Attività culturali Francesco Giro, ha definito “un buco nero fra il Vittoriano ed il Colosseo”.