Dopo diverse settimane di trattative, causate soprattutto dalla necessità di trovare un posto ai molti esponenti politici del Pdl rimasti senza incarico a causa della bocciatura della lista alle elezioni, è finalmente pronta la nuova giunta regionale del Lazio guidata dal neo presidente Renata Polverini.
Vediamo, dunque, chi guiderà la nostra regione per i prossimi 5 anni. Fabio Armeni (ex FI) all’Urbanistica, Francesco Battistoni alle Politiche agricole; Teodoro Buontempo (La Destra) alla Casa e Tutela dei consumatori, Giuseppe Cangemi (ex Fi) agli Enti locali e Sicurezza, Stefano Cetica (Lista Polverini) al Bilancio; Antonio Cicchetti (ex An) all’Istruzione e Cultura, Pietro Di Paolo (ex An) alle Attività produttive e rifiuti, Francesco Lollobrigida alla Mobilità (ex An), Luca Malcotti (ex an) alle Infrastrutture e Lavori pubblici, Marco Mattei all’Ambiente, Fabiana Santini all’Arte, Sport e Politiche giovanili, Stefano Zappalà al Turismo, Mariella Zezza (Lista Polverini) al Lavoro e Politiche sociali. L’assessorato della Sanità sarà delegato alla Polverini stessa.
Nonostante l’accordo elettorale resta fuori dalla giunta l’Udc. Alla base della rottura il mancato accordo sulle poltrone (sempre di poltrone si litiga, mai di contenuti…). L’Udc ne chiedeva tre per altrettanti assessori. Polverini proponeva due. Per ora, dunque, è stallo. L’Udc darà ora solo un’appoggio esterno ma i ben informati sostengono che nel prossimo futuro cederà. Oggi Polverini festeggia dicendo che la sua giunta è meno numerosa di quella di Marrazzo, guarda caso con proprio due assesorato in meno. Ma siamo pronti a scommettere che a breve, alla prima scusa utile, quei due posti saranno assegnati… Con buona pace di tutti.
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Eccolo: il video-scandalo mandato in onda ieri da “Striscia la Notizia”. ‘Rubato’ durante un incontro dopo la vittoria del neo-presidente della Regione Lazio. Si sa che dopo i risultati delle elezioni, tutti arrivano a ‘battere cassa’. ‘Stavolta però Vincenzo Zaccheo, sindaco di Latina, esagera.
Prima sussurra all’orecchio della Polverini una sfilza di voti che le avrebbe procurato facendo il giro della provincia “a nuoto” (Zaccheo…non sei riuscito a procurarti neanche un canotto?), poi le chiede di non dimenticarsi delle sue figlie (starà parlando del regalo di Natale?), infine scredita il senatore Claudio Fazzone del PdL chiedendo a Renatona di non appaltargli più nulla visto che ha perso ben 15000 voti.
E la presidentissima? Annuisce e acconsente su tutto. Alla richiesta per le figlie risponde “”No, ma stai scherzando? Domani mi faccio il calendario, mi faccio un giro”. Chissà dove andrà a farselo mai, questo ‘giro’. E su Fazzone? La risposta è ‘de còre’: “No, no, stai tranquillo, eh!..A’ bello, e che io..” (”nun ce lo so?”: forse voleva aggiungere questo?).
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Renata Polverini ha vinto le elezioni regionali nel Lazio con il 51,1% dei voti contro il 48,3% ottenuto dalla sua principale rivale Emma Bonino. “Sanità, Casa e Lavoro. Sono queste le priorità le priorità della mia azione di governo da presidente della Regione” ha detto la neo governatrice in nottata appena avuto la certezza della vittoria.
Polverini è riuscita a prevalere sulla Bonino dopo che la candidata radicale era stata in testa nello spoglio delle schede per tutto il pomeriggio. In pratica la neo presidente ha stravinto nelle quattro province anche se Bonino ha ottenuto il 54% a Roma. “Questo è un miracolo politico, Dio esiste” ha commentato invece il sindaco di Roma, Gianni Alemanno prima e dopo la festa a piazza del Popolo con alcune centinaia di simpatizzanti del Pdl.
Queste le percentuali ottenute dai partiti: il Pd e la Lista Bonino hanno incassato entrmabi un 26,3% risultando le prime liste per numero di voti nella “classifica” regionale. Segue il Pdl con l’11,9% (non presente nella provincia di Roma per i noti ritardi), l’Idv con l’8,6%, l’Udc con il 6,1%, la Destra con il 4%, la lista Bonino con il 3,3%, Sinistra e Libertà con il 3,1% e la federazione tra Rifondazione e Comunisti italiani con il 2,7%.

Sono appena arrivate le prime proiezioni per i dati scrutinati per le elezioni regionali del Lazio. Renata Polverini ed Emma Bonino sono esattamente alla pari con il 49,7% delle preferenze. Definitivo, invece, il dato sull’affluenza nel Lazio: alle urne il 64,1% degli aventi diritto al voto, contro il 75, 3% del 2005.
A dopo per altri aggiornamenti. Per saperne di più polisblog, con exit poll, proiezioni e risultati finali.

Il Tar del Lazio, 24 ore fa, ha detto di nuovo no al ricorso del Pdl. La Corte Costituzionale, ieri sera, ha rigettato la richiesta di sospensione del decreto legge salva-liste presentata dalla Regione Lazio escludendo il rischio di un “danno grave e irreparabile” al regolare svolgimento delle elezioni ma dicendo di volersi pronunciare sul merito tra tre mesi. La riammissione da parte del Tribunale amministrativo del Lazio della lista Sgarbi, però, rischia di far rinviare le elezioni nel Lazio.
C’è, dunque, il rischio concreto che il voto possa slittare di una quindicina di giorni. Alfiere di questa richiesta è il più noto critico d’arte della Tv italiana, quel Vittorio Sgarbi che quest’anno capeggia l’ennesimo partitino che porta il suo nome e che era stato escluso per disguidi tencici. “Ho diritto a un mese di campagna elettorale a partire da oggi – ha detto ieri dopo la sentenza del Tar – Per questo non posso che chiedere il rinvio delle elezioni. Per una volta nella vita sto dalla parte dei magistrati”.
Vedremo se effettivamente andrà così. Intanto per il Pdl ancora brutte notizie. Per ora il Popolo della Libertà resta fuori dai giochi. E questa volta manca davvero un solo grado di giudizio: il secondo pronunciamento del Consiglio di stato tra pochissimi giorni. Tutto fa pensare che si andrà al voto senza Pdl, quando ancora non si sa. Ma se la Corte Costituzionale, dopo le elezioni, non accoglierà il ricorso della Regione Lazio contro il decreto governativo che Berlusconi aveva approvato per riammettere il Pdl potrebbero scatenarsi nuovi ricorsi e, forse, l’annullamento delle elezioni. Tipo stato libero delle Bananas…
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“L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”: questo è il motto della manifestazione indetta dal Popolo delle Libertà per sabato 20 marzo 2010 a Roma, in Piazza San Giovanni in Laterano. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi insieme ai 13 candidati a presidente di Regione sottoscriveranno davanti alle persone in piazza e a tutti gli italiani il “Patto per le Regioni”, una serie di impegni di programma alla vigilia delle elezioni del 28 e 29 marzo.
Il ‘Patto’ (vi ricorda qualcosa?..) prevede impegni come la realizzazione immediata del “Piano Casa” previsto dal Governo nazionale, meno burocrazia per le imprese (la famosa proposta della possibilità di aprire una impresa in un solo giorno), la realizzazione di più piste ciclabili e di aree verdi, la lotta all’inquinamento, la progressiva riduzione dei tempi di attesa per gli esami clinici e molto altro ancora.
Una sorta di ‘programma bis’, integrato a quello dei candidati, ma soprattutto a quello del nome di punta per la Regione Lazio: Renata Polverini, che ha già ben 60 punti da rispettare se riuscirà ad essere eletta. D’altronde l’intento dichiarato è quello di passare “Dal Governo del fare alle Regioni del fare”: rispolverando uno slogan che aveva conquistato l’elettorato già in precedenza. Finiranno tutti esausti prima ancora di iniziare?
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Il Tar del Lazio ha deciso: la lista provinciale di Roma del Pdl non sarà riammessa alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Il ricorso del partito di Berlusconi, nonostante l’approvazione del decreto interpretativo da parte del Governo, è stato respinto.
E’, dunque, un durissimo colpo quello inferto dal tribunale amministrativo del Lazio al Pdl. E’ vero che esiste ancora un ultimo grado di giudizio, il Consiglio di Stato, ma era stato lo stesso ministro degli Interni, Roberto Maroni, a dire che “se il Tar decide che la lista è fuori, quella lista resta fuori nonostante il nostro decreto”. In altre parole la decisione del Tar di non recepire il ricorso del Popolo delle Libertà potrebbe impedire al Pdl di partecipare alle elezioni regionali nella provincia di Roma. Dal partito di Berlusconi, però, fanno sapere di essere ancora fiduciosi di una riammissione grazie al nuovo iter avviato presso l’ufficio elettorale al quale è stata consegnata una nuova documentazione.
La decisone del Tar arriva a 72 ore dall’emazione di un decreto del Governo, il famigerato “decreto interpretativo” che, di fatto, fissava con forza di legge un’interpretazione estensiva dell’attuale legge elettorale per favorire la riammissione del Pdl. Nelle motivazioni dell’ordinanza dei giudici amministrativi si legge che al caso in esame “non può essere applicato il decreto legge 5 marzo 2010/29 perchè le elezioni regionali del Lazio sono disciplinate da una legge regionale, la 2/2005, che regola la materia”.
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La lista Pdl Roma è fuori dalle elezioni. Il ricorso è stato respinto ma si andrà al Tar. Buone notizie per la Lista civica Polverini, riammessa senza riserva nelle cinque province del Lazio. Attesa per il Listino del presidente, senza il quale la Polverini non può essere candidata: la decisione è attesa nelle prossime 24 ore.
Queste le novità relative alla vicenda delle esclusioni delle liste del centro-destra in vista del voto del 28 e 29 marzo. La vicenda più delicata e complessa, ovvero l’esclusione della lista del Pdl-Provincia di Roma, è quella che si trascinerà sicuramente più di tutte. “Prendiamo atto della decisione dei giudici. Adesso il Pdl farà ricorso al Tar - ha detto a tal proposito Renata Polverini dopo la bocciatura del ricorso da parte della Corte d’appello - Li siamo fiduciosi che le cose andranno diversamente”. E se così non fosse, è il ragionamento nel Pdl, c’è ancora il Consiglio di Stato.
Ancora 24 ore sono invece quelle che mancano per la decisione della Corte di Appello sul listino. L’Ufficio centrale elettorale ha ricevuto il ricorso ieri mattina e potrà rifletterci su fino a domani. Da Pdl si dicono fiduciosi, almeno quanto lo erano sulla questione della lista Civica Polverini riammessa ieri sera. Intanto una battuta del leader de La Destra, Francesco Storace, la dice lunga sui veri responsabili del pasticcio: “Spero che quelli del Pdl la smettano di far danni sulle procedure… I Radicali violenti in tribunale? Sarebbe un caso più unico che raro, io uno menato dai Radicali in vita mia non ho mai visto”…

Buone notizie per tutti i romani che amano fare sport all’aria aperta e sfruttare i tanti ‘polmoni verdi’ di Roma per tenersi in forma facendo jogging. Nasce un progetto -presentato dal consigliere comunale del Pd Paolo Masini- sulla scorta dell’esperienza positiva di Villa Pamphili dove dal 2003 è stato realizzato quello che fino ad oggi è l’unico punto jogging romano.
Un’esperienza positiva che conta circa 8000 presenze l’anno. L’idea è di replicarne il successo, sia in termini di gradimento della cittadinanza che di valorizzazione di spazi inutilizzati, in molte altre ville storiche della Capitale. Così ieri è stata presentata una proposta di delibera per questo progetto, alla presenza anche di rappresentanti della Regione Lazio e dell’Ente Roma Natura.
Purtroppo si è verificata l’ennesima polemica in pieno clima elettorale quando Alessandro Cochi, delegato del Sindaco allo Sport, ha dichiarato che sta lavorando ad un progetto simile che sostiene essere già al vaglio dell’Ufficio Sport, in accordo con l’Assessorato all’Ambiente, ‘casualmente’ annunciato -ironizza Masini- solo ora e non durante la recente conferenza stampa sul Piano Regolatore dello sport.
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Una delle maniere migliori per offrire un quadro della situazione è -tristemente- fornire qualche cifra. Dall’inizio dell’anno, sulla via Pontina, sono morte tre persone. Lo scorso anno i decessi sono stati in tutto sette, oltre a circa 250 feriti. Nei giorni passati è stata investita anche una pattuglia dei carabinieri. Basta morti sulla Pontina, un gruppo su Facebook, ha raggiunto i 23700 iscritti. Ennesimo segno tangibile -ce ne fosse bisogno- che in molti sono consapevoli e preoccupati delle condizioni della strada killer.
Cosa fa il Comune di Roma? Dopo aver bocciato l’idea del cosiddetto ‘corridoio tirrenico’ proposta dalla giunta Storace, la gestione Marrazzo ha approvato la costruzione della “Roma-Latina” (la SuperPontina): un’arteria a tre corsie per senso di marcia, con pedaggio annesso, affiancata dalla bretella “Cisterna-Valmontone”. Un investimento complessivo di due miliardi di euro, ripartito con il 40% a carico dello Stato e il resto a spese dei privati.
La soluzione ottimale, visto che la maggior parte degli incidenti sono causati dall’ampiezza insufficiente e dai pericolosissimi svincoli, con il traffico che, oltretutto, impedisce interventi di soccorso. Dopo aver fondato una società mista con Anas e stanziato i primi 400 milioni della quota, al momento di deliberare il pagamento dei restanti 400, la Regione è stata travolta dallo scandalo Marrazzo.