
Dando seguito alla precedente sperimentazione, e una serie di iniziative volte a coinvolgere, impiegare e ‘recuperare’, cinque detenuti del carcere di Rebibbia formati e affiancati da Ama, e retribuiti con vaucher Inps di 7,50 euro nette all’ora, torneranno a prendersi cura di alcune aree archeologiche della Capitale.
Nonostante inevitabili polemiche, la scelta di proseguire la sperimentazione è frutto del protocollo d’intesa firmato il 13 aprile scorso tra il Campidoglio, la Sovraintendenza ai Beni culturali, il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e Ama.
L’operazione interessata al recupero e al decoro delle aree archeologiche, quanto di quello dei detenuti, fino al 31 dicembre 2010 porterà gli “spazzini-detenuti” a lavorare retribuiti fuori dal carcere per 3 ore al giorno, 5 giorni a settimana, ripulendo il Foro di Traiano, i Fori di Cesare – Nerva – Augusto – Pace, fino al teatro di Marcello.
Qualcuno con la penuria di lavoro storcerà il naso, alcuni sembrano perplessi dalla ’sicurezza’ dell’operazione, altri propongono maggiori occasioni di impiego per consentire ai detenuti di acquistare dignità e ripagare vitto e alloggio a carico del contribuente .. voi che dite?
Foto: Flickr
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La Roma più misteriosa e sempre in bilico tra storia e leggenda, prove certe e suggestioni, sacro e profano, sembra aver svelato un altro tassello dei suoi millenari trascorsi in seguito ad una campagna di scavi archeologici nelle grotte del Carcere Mamertino o Tulliano (il latino Carcer Tullianum), custodito nelle fondamenta della chiesa di San Pietro in Carcere oggi di San Giuseppe dei Falegnami.
Nuovi scavi in uno dei pochi capisaldi indiscutibili degli edifici nel Foro, sulle tracce della conversione “particolarmente rapida” del primo carcere di Roma in luogo di culto, e scoperte che rimettono in discussione quella che per molto tempo è sembrata essere solo una leggenda medievale, e che collocherebbe tra i personaggi illustri rinchiusi nelle segrete anche Pietro e Paolo, il primo Papa di Roma e il suo discepolo, intenti a battezzare i carcerieri e poi martiri Processo e Martiniano.
Con gli scavi ultimati e l’apertura al pubblico prevista con molta probabilità dai primi di luglio, il sito posto sotto la tutela dell’Opera Romana pellegrinaggi per conto del Vicariato, potrebbe essere presto inserito nel tour della Roma cristiana e introdotto da una ricostruzione virtuale delle diverse fasi di trasformazione del sito, dall’epoca arcaica a quella paleocristinana, messe in evidenza dalla ricerca condotta dalla Soprintendenza speciale archeologica di Roma.
Foto: Wikimedia
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È noto che molti frammenti della nostra storia siano sparpagliati in giro per il mondo, a causa di trafficanti senza scrupoli e altrettanti acquirenti disposti a spendere cifre da capogiro per tenere per se quello che dovrebbe invece arricchirebbe il patrimonio culturale di tutti.
Per fortuna ogni tanto qualcosa torna a casa e a Roma, grazie alle operazioni condotte dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il primo nucleo investigativo di questo genere, che sin dal 1969 lavora per salvaguardare e recuperare il nostro patrimonio artistico, e al quale dobbiamo il ritorno in Italia della Flagellazione di Cristo e della Madonna di Senigallia di Piero della Francesca o La Muta di Raffaello.
Nel 2009 il Tribunale di Roma ha confiscato e rimpatriato dalla Svizzera reperti di estimabile valore archeologico, nel contesto di indagini condotte da questo Reparto Operativo, nei confronti del noto trafficante Giacomo Medici, condannato per il vasto traffico di reperti archeologici, operazione che ha riportato in patria di recente anche altri preziosi reperti che stavano per essere battuti all’asta da Christie’s.
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Il Natale nella Capitale apre anche le porte della Roma archeologica solitamente chiusa al pubblico, e fino al 6 gennaio rende il Tempio di Romolo al Foro Romano (immagine nel 1938) e la Casa di Livia al Palatino, palcoscenico dei Natali dell’Impero Romano.
Durante il periodo delle feste la sovrintendenza archeologica romana in collaborazione con Pierreci ed Electa, durante i fine settimana (di seguito il calendario), offrirà un ciclo gratuito (la prenotazione è obbligatoria) di visite spettacolo molto suggestive, con giovani attori che si avvicineranno ai Natali dell’Impero Romano dando voce a grandi autori come Marziale e Shakespeare.
Un regalo di Natale, in attesa di poter visitare in primavera il Museo Nazionale di piazza dei Cinquecento insieme a Colosseo, Palatino e Fori con un abbonamento annuale di 20 euro.
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Dopo oltre cinquant’anni, grazie a 60 giorni di lavoro per la messa in sicurezza e 156 mila euro, tornerà ad essere visitabile la suggestiva passeggiata archeologica sopra le Arcate della Domus Severiana al Palatino.
Quel che resta di questo maestoso edificio (nella gallery), realizzato come un prolungamento della Domus Augustana dall’imperatore Settimio Severo negli anni a cavallo tra la fine del II e gli inizi del III secolo, diventa ancora più apprezzabile dalla terrazza delle arcate Severiane, che si ergono a circa quattordici metri di altezza sul lato sud del Colle Palatino, offrendo dello stesso e del paesaggio circostante una panoramica eccezionale.
Nei progetti del Ministero per i Beni e le attività culturali, c’è anche l’illuminazione di tutta la zona, almeno nei fine settimana, per colmare quello che il sottosegretario per i Beni e le Attività culturali Francesco Giro, ha definito “un buco nero fra il Vittoriano ed il Colosseo”.

“cosa FAI oggi” … sembra una domanda retorica, in realtà è una bella proposta che apre le porte, in via del tutto eccezionale e gratuita, di alcuni tesori inaccessibili della nostra città.
Luoghi come il Tempio delle Botteghe Oscure o “delle Ninfe” o la Porta Asinaria vicino a San Giovanni, che si potranno visitare con il supporto preparato e coinvolgente dello stuolo di volontari del FAI-Fondo Ambiente Italiano.
Le cinque aperture straordinarie avranno luogo da ottobre 2009 a maggio 2010, dalle ore 10.00 alle 17.30. Si inizia domani sabato 17 ottobre, con una visita guidata al Tempio delle Botteghe Oscure o “delle Ninfe”, in Via Celsa angolo Via delle Botteghe Oscure.
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