
Se avete avuto bisogno di prendere un taxi per andare all’aeroporto di Fiumicino sapete già di cosa stiamo parlando. La corsa è costosissima: addirittura -secondo l’ADOC (Associazione nazionale per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori)- la seconda tratta più cara in Europa.
Negli altri paesi infatti, la media per raggiungere l’aeroporto dal centro città è di 28 euro, il 42 per cento in meno della cifra richiesta a Roma. Solo Londra batte i ‘tassinari‘, con un tariffario che prevede una spesa di 55 euro. A Dublino si spende la metà esatta, a Barcellona addirittura il 77 per cento in meno. Oltre oceano, New York, si paga invece il corrispettivo di 30 euro: il 33 per cento in meno, per un percorso di maggiore lunghezza.
Fatti i debiti confronti, l’ADOC ha bocciato senza pietà l’eventualità di un possibile rincaro ipotizzato dai tassisti romani che dovrebbe aggirarsi attorno al 12,5 per cento. Visto anche che, un adeguamento delle tariffe c’era già stato alla fine del 2007, con un aumento del 19 per cento.
Continua a leggere: Le tariffe folli dei Taxi a Roma: è in arrivo un aumento
A 40 anni dalla prima passeggiata sulla luna, recuperate tutta la verve da argonauti fantascientifici senza frontiere, perché a Novembre nella capitale si più vedere molto più che Astri e Particelle.
A quanto pare per tutto il mese basterà volgere gli occhi al cielo muniti di un semplice binocolo, per avvistare la mirabolante Stazione Spaziale Internazionale al lavoro, a circa 350Km dalle nostre teste.
La ISS, acronimo inglese di International Space Station, Stazione Spaziale Internazionale, è la più grande struttura mai realizzata dall’uomo nello spazio, una sorta di modulo abitativo spaziale visibile da Terra a occhio nudo, e nelle speranze di molti anche una sorta di cavallo di troia per intrufolarsi nello spazio e conquistarlo.
Stazione Spaziale Internazionale

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La mostra ha aperto i battenti già da oltre un mese ma ve ne parliamo oggi, dopo averla vista, perchè merita davvero. Parliamo di Hiroshige - Il Maestro della Natura, l’esposizione del maestro giapponese della pittura naturalista in corso al Museo Fondazione Roma di via del Corso dal 17 marzo 2009 a domenica 7 giugno 2009.
Si tratta della prima mostra in Italia su Utagawa Hiroshige (Tokyo, 1797-1858), uno dei più importanti pittori giapponesi del XIX secolo, ultimo grande esponente della scuola incisoria di UKIYO-E (“ Immagini del mondo fluttuante della vita che passa”) che circa 150 anni fa, attrvaerso le sue rappresentazioni della natura, ebbe fama e successo in tutto il mondo influenzando direttamente i maestri impressionisti francesi come Monet, e successivamente, Van Gogh.
La mostra, non enorme ma decisamente appagante, mette in esposizione circa 200 opere dell’autore, per lo più piccole, dalle quali, a mio giudizio, emerge un’armonia tipicamente orientale che rilassa i sensi. Il tema ricorrente è l’acqua, con diversi animali, pesci in primis, e le onde del mare in molte stampe. Ma in una sezione della mostra ci sono interessanti rappresentazioni della Tokyo che fu, piccole “fotografie” di una città imperiale giapponese due secoli fà e diverse cartoline dei luoghi del Sol Levante com’erano ai tempi dell’autore. Divisa in cinque sezioni, la mostra presenta opere provenienti dall’Honolulu Academy of Arts, che ospita fra le sue numerose opere una delle più importanti collezioni d’arte asiatica al mondo. Da vedere!
A Roma spuntano come funghi nuovi ristoranti giapponesi, cucina etnica molto richiesta ultimamente nella capitale. Non sempre però si tratta di esercizi effettivamente validi, ma spesso semplicemente di ristoranti cinesi che si trasformano in giapponesi per motivi economici, visto che la cucina giapponese mediamente costa molto di più della cucina cinese, al contrario solitamente a buon mercato.
Ne risente molto la qualità, sicuramente non all’altezza ovunque. Per questo spesso diffido dalle nuove aperture di questo tipo di cucina, visto che ormai è veramente difficile trovare qualcosa di apprezzabile tranne i soliti noti. Le new entry degne di nota sono molto poche. Una gradita sorpresa è stata quindi la scoperta di Hayashi Sushi, ristorante giapponese da poco nato dalle ceneri dell’indiano Shalimar in via Faleria, zona San Giovanni.
Continua a leggere: Hayashi Sushi , nuovo ristorante giapponese a via Faleria
Dopo il tentativo (quasi riuscito, secondo molti espertissimi) di fare concorrenza alla Francia e all’Italia nella produzione di vini di qualità, la California deve aver ceduto anche al fascino del Giappone, soprattutto riferito alla produzione del “suo” vino: il sakè. Così, la Gekkeikan - secentesca casa di produttori di distillati nipponici - ha impiantato a Folsom (quasi al confine col Nevada), una fabbrica di sakè, esportando i suoi antichissimi metodi in terra di surf e studios cinematografici. Ora, questo prodotto dalle caratteristiche organolettiche eccezionali, si chiama Gekkeikan (e dalla ragione sociale quanto mai aggressiva), e viene venduto a Roma da Castroni in via Cola di Rienzo (insieme ad almeno 4 altri marchi rigorosamente giappo, s’intende).
E’ disponibile in versione “traditional” e “light” (con meno alcool), in bottiglie da un litro o mezzo o 750 ml. Chissà se questo sakè californiano arriverà alle sfaccettature di gusto e di lingua degne del migliore purosangue nipponico (il saké ha un nome giapponese per le varie condizioni di temperatura e momenti del pasto in cui viene servito). Chi lo ha assaggiato giura che si tratti di un’alternativa eccezionale. E’ o non è un’occasione per tuffarsi fra quei barattoli di marmellata di ogni colore e peso netto, per notare ciascuna delle stranezze che si possono trovare su quegli scaffali, comprando alla fine sempre quelle stesse due o tre cose di cui sole ci fidiamo?
Dopo Milano e Torino, anche Roma ha il suo Muji. La celebre catena di prodotti no brand (il termnie Muji deriva da Mujirushi ryohin, prodotti di qualità senza marchio), ha aperto da quest’estate uno store in via del Tritone 199-200, a un centinaio di metri da Via del Corso.
Molti hanno già accostato questo tipo di negozi ai magazzini Ikea, in realtà siamo di fronte a due realtà del commercio piuttosto diverse. Sì, forse la catena giapponese e quella svedese avranno in comune la ragionevolezza dei prezzi e la modernità del design dei loro prodotti ma le somiglianze finiscono qui.
Basta guardare l’eterogeneità dei prodotti Muji, diversa da quella della catena svedese. Se l’Ikea spazia essenzialmente tra il mobilio e gli accessori per la casa, qui la quantità di merce esposta (e di conseguenza le dimensioni dei locali, da normalissimo negozio) è notevolmente inferiore, ma molto più variegata.
Continua a leggere: Muji: sbarca a Roma il no brand store giapponese

In attesa che tutta la squadra di 06blog riprenda a recensirvi i tanti locali della capitale dove poter mangiare bene, oggi vi chiediamo di segnalarci nei commenti quelli che secondo voi sono i migliori ristoranti etnici della capitale.
In passato noi bloggers vi avevamo già parlato di alcune mecche della cucina etnica qui a Roma: tra i tanti il cinese di Fontana di Trevi, il giapponese Hamasei, alcuni localini messicani e spagnoli, ma anche indirizzi dove poter mangiare indiano e cubano.
Ora tocca a voi commentatori condividere le vostre conoscenze in materia di cucina etnica indicando i vostri locali preferiti, che potrebbero tornare utili a noi bloggers per orientarci sui prossimi ristoranti da provare e recensire per voi.
Foto | Pedro Moura Pinheiro
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E’ considerato uno dei migliori fotografi d’erotismo contemporanei e tra poco i suoi lavori saranno esposti nella Capitale. Parliamo di Ken-ichi Murata, di Osaka classe 1957, dal 5 aprile fino al 30 dello stesso mese in mostra presso la Mondo Bizzarro Gallery, di cui ci siamo già occupati in passato raccontandone la storia.
Murata sarà in esposizione con una cinquantina di fotografie recenti. Il maestro giapponese, per chi non lo conoscesse, inizia a pubblicare le sue foto nel 1996, a Tokyo. Da allora seguono altre esposizioni e numerose pubblicazioni in Giappone, mentre in occidente le uniche testimonianze dell’opera di Murata sono i volumi “Japanese Princess” e ” Princess of Desire” oltre alla sua prima mostra europea presentata a Roma nel 2006 sempre alla Mondo Bizzarro Gallery.
Nel 2007 Murata è incluso nella grande antologia “The New Erotic Photography”, che il celebre editore Taschen ha dedicato ai migliori fotografi contemporanei di erotismo. Le sue foto? Murata è un vero e proprio maestro nel fondere il genere erotico con temi onirici e mitologici. Le sue foto sono principalemente scattate in bianco e nero e poi ridipinte a mano dalla sua compagnia Yumiko Yamasaki. Il risultato è un trionfo di immagini misteriose, in cui l’erotismo si mischia a location ed oggetti quasi onirici come boschi incantati o superifci di specchio che riflettono le parti anatomiche più interessanti delle sue geishe. L’inaugurazione avverrà sabato 5 aprile alle ore 18. La mostra proseguirà fino al 30 aprile con questi orari: dal martedì al sabato ore 11.30 - 19.30. Tel: 06 44247451. Qui per maggiori info.
Continua a leggere: L'Erotismo di Murata alla Mondo Bizzarro Gallery

Fumetterie a Roma ce ne sono diverse, spesso accessoriate da gadget e merchandising relativo ai mitici personaggi delle pubblicazioni ospitate. Un posto come Omocha però è forse possibile trovarlo solo in Giappone.
Ed è da lì infatti che nasce l’idea di creare uno spazio completamente dedicato all’incredibile varietà di modellismo e oggettistica di personaggi giapponesi, ma anche alla molteplicità di “toys” e gadget che ormai sono prassi consolidata in una generazione irrimediabilmente kidult.
Continua a leggere: Omocha: tra giocattoli, robot giapponesi e voodoo dolls
Gianluca & Kanako ci hanno segnalato un mercatino interessante per coloro che amano o sono solo curiosi di scoprire la cultura giapponese. Un piccolo spazio che viene aperto periodicamente dai proprietari del negozio Sakurashu a tutti gli appassionati del Sol Levante.
La terza edizione di questo piccolo bazar si terrà domenica 16 dicembre presso il Circolo degli Artisti (via Casilina vecchia, 42) e darà l’opportunità a molti fans italiani del Giappone, di scambiarsi ed esporre i propri prodotti al di fuori della comunità giapponese di Roma. Ovviamente previsti espositori a tema, con vendita di oggettistica tradizionale e non. Per intendersi ci saranno oggetti tipici della cultura nipponica, dai bento ai kimono, da hello kitty alle gothic lolita, dai manga al sushi. Il mercatino si aprirà alle 11 di mattina per chiudere a notte inoltrata (l’una di notte).
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