
Cani randagi ai Colli Portuensi. Non siamo in Sicilia, ma in un quartiere di Roma (Municipio XVI) a cinque minuti da Trastevere. Un quartiere ‘bene’, via di shopping e ristorazione, i cui abitanti hanno lanciato giorno fa l’allarme cani randagi.
“Dell’ultima aggressione scampata e’ stata vittima la presidente del Comitato Colli Portuensi, che ha dovuto rifugiarsi in un portone di via Ussani per fuggire a 4 cani di grossa taglia che si avvicinavano minacciosi”, spiega Marco Giudici, consigliere Pdl al Municipio XVI.
Da Collina Alitalia, Portuense, Magliana, ovvero Municipio XV, i randagi sono approdati infatti a Villa Flora, un parco dove decine di gatti della colonia felina sono stati sbranati.
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Il traffico di san Pietro, il degrado di Corviale, il caos di Ponte Milvio. Tante le aree di intervento cittadine su cui i Municipi annunciano di voler ‘mettere le mani’ per risolvere le croci quotidiane di migliaia di residenti.
La Commissione Politiche Sociali del Municipio XX ha deliberato di chiedere un immediato intervento del Prefetto della Capitale per istituire un ‘presidio di ordine pubblico’ sulla piazza di Ponte Milvio.
“I giovani si riversano, senza alcun controllo, nelle strade quasi completamente paralizzate dalla sosta selvaggia e da attivita’ abusive di ogni tipo (parcheggiatori, commercianti, etc)”, ha detto il Presidente della Commissione Politiche Sociali, Sanita’, immigrazione e integrazione in Municipio XX, Giorgio Mori (PdL).
Proteste per il piano traffico nel Municipio XVII, dove i residenti si lamentano degli effetti del nuovo piano bus del Campidoglio che “aggrava – parole del minisindaco Antonella De Giusti – traffico e inquinamento”. E intanto il Terminal Gianicolo resta deserto: 40mila metri quadrati inutilizzati. “Il piano bus ci ha ignorato, e il personale è in esubero”, ha detto Gianni Filoni, presidente della società che gestisce la struttura.
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Caldo, fughe dalla città, e l’esodo delle vacanze estive, riportano in strada tante macchine, i soliti problemi e troppi incidenti, per i quali la Provincia di Roma ha messo insieme un Vademecum pieno di dati, informazioni e numeri utili per prevenirli e gestirli qualora proprio non si riuscisse ad evitarli.
Il Vademecum anti-incidenti in questione, per ora visibile sul flickr del sindaco Alemanno (nella foto), presto si potrà scaricare direttamente on line dal sito del Comune, della Provincia e della Prefettura di Roma, oppure ritirare una delle 200 mila copie stampate, direttamente nei commissariati di Polizia, nelle stazioni dei carabinieri e nelle sedi dell’Aci.
Ovviamente uno strumento del genere può essere prezioso, ma se sarà utile per avere strade più sicure, con meno incidenti, dipenderà anche molto da noi, che ogni tanto dimostriamo di ‘cadere dal pero’ per le cose più elementari. Sarebbe utile recuperarne una copia appena possibile, e magari leggerla prima di riporla in auto.
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In un periodo di profonda crisi, nel quale anche i professionisti tornano ad ingrossare le file di chi è in cerca di occupazione ‘retribuita’, entrare nel mondo del lavoro e in un mercato altamente competitivo e incancrenito, per un giovane diventa una prova ardua quanto sconfiggere un drago o mulini a vento sempre meno metaforici.
Nella speranza di rendere questo ‘rito di passaggio’ più consapevole e meno infruttuoso e spaventoso possibile, l’Assessorato alle Attività Produttive, al Lavoro e al Litorale del Comune di Roma e l’Osservatorio sul Mercato e le Condizioni di Lavoro, hanno promosso un opuscolo informativo al servizio di giovani in cerca di formazione, prima occupazione e progetti per il futuro.
“Enter”, come entrata nel mondo del lavoro e in un universo sconosciuto che è meglio affrontare con gli strumenti adatti, è una guida pratica che dispensa indicazioni e consigli pratici per scrivere un Curriculum vitae, affrontare un colloquio di lavoro, conoscere l’offerta formativa insieme ai tempi e i modi per l’iscrizione … il tutto accompagnato dal testimonial quindicenne a fumetti Ciccio Torcia alle prese con le stesse problematiche.
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Il latte di Roma, quello della Centrale per intenderci, che sfama e disseta una gran quantità di discendenti di Romolo e Remo, sembra giunto ad un nuovo bivio o nuovo passaggio di mani se preferite, almeno nelle intenzioni del Comune di Roma rientrato in possesso del bene, manifestate da Gianni Alemanno nel corso dell’assemblea di Coldiretti.
Dopo aver svenduto in fretta la società a multinazionali come Cirio (1998) e la ormai celeberrima Parmalat di Calisto Tanzi (1999), il comune costretto a risarcire la società Latte Sano, auspica una nuova privatizzazione della Centrale del latte, aperta questa volta al mondo degli allevatori.
Proposta che una nota della Flai-Cgil non ha tardato a definire “impercorribile” in difesa della proprietà Parmalat, mentre il Segretario nazionale della Flai-Cgil Antonio Mattioli, individuando il problema del settore lattiero-caseario nella mancanza di “un patto di filiera tra tutti i soggetti interessati sulla qualità del prodotto e sulla tutela delle produzioni e dell’occupazione”, ha invitato il sindaco ad occuparsene lasciando da parte interessi corporativi che esulano dal futuro produttivo ed occupazionale della Centrale … La vostra opinione in proposito, per il futuro della centrale del latte: meglio la Parmalat o i produttori?
Foto: Flickr
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Dopo tante battaglie, proteste, consiglieri rimasti ‘in mutande’ per attirare l’attenzione sulla mancanza di fondi, finalmente i soldi sono arrivati anche per l’amministrazione dei quartieri della Capitale.
Il più ‘fortunato’ è stato un Minisindaco di centrosinistra, Gianni Paris, alla guida del XV. Il dato fa scalpore perchè Paris è da sempre un oppositore in prima linea delle politiche capitoline, e proprio nei giorni scorsi aveva avuto una lite in pubblico con l’Assessore al Bilancio, Maurizio Leo.
Rispetto al 2007 le risorse destinate ai Municipi sono aumentate di 30 milioni per raggiungere la cifra di 243, 46 milioni. Il Municipio XV, appunto, ha visto un incremento di fondi del +11,16%.
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Aumentano l’Irpef, la tassa aeroportuale per tutti i passeggeri in partenza dagli scali romani e l’Ici per la seconda casa, solo se permenentemente sfitta. E forse arriva il pedaggio sulla Roma-Fiumicino. Sono queste le conseguenze della corsa ai 500 milioni che il Governo avrebbe dovuto corrispondere ogni anno a Roma e che ha avuto come protagonisti il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ed il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
La storia è nota. Per ripianare il debito della città, che Alemanno ribadisce essere stato “ereditato dalle gestioni precedenti” così come denunciavano, per l’appunto, anche le precedenti gestioni rispetto a quelle ancora prima, il Comune aveva chiesto al Governo 500 milioni all’anno. Ieri la doccia fredda. “I milioni sono 300 - ha detto Tremonti al sindaco, che pure ce l’aveva messa tutta - Se volete altri 200 milioni ecco cosa dovete fare”. E qui ecco la brutta notizia: le tasse aumentano.
Fino ad un euro in più a biglietto per gli aerei in partenza da Roma attraverso un’addizionale commissariale sui diritti di imbarco di passeggero. Un incremento dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) fino ad un limite massimo dello 0,4%. Il tutto dal 2011. Misure che al sindaco “non piaciano molto, non voglio farne un mistero - ha detto lo stesso Alemanno - ma che sono sacrifici nei limiti della sopportabilità”. Ma non è tutto: oltre alla tassa sui tursiti potrebbe salire anche l’Ici sulla seconda casa. Per saperne di più e per sapere di quanto salità per tutti voi l’Irpef continua a leggere.

Per fortuna non 200, come sembrava nei giorni scorsi, ma purtroppo neanche 500 come andava dicendo Alemanno da oltre un anno. La scure di Tremonti è calata. La resa di Alemanno certificata, anche se per il sindaco si tratta comunque di una vittoria: Roma non avrà i 500 milioni all’anno di trasferimenti statali in quanto Capitale, come sempre detto, ma 300.
Questa volta non c’è più spazio per interpretazioni o trattative. I 500 milioni richiesti a gran voce da Alemanno per risanare il debito non arriveranno. “A Roma - ha spiegato il sindaco - arriveranno 300 milioni strutturali da adesso al 2046. Ma lo Stato troverà altri 200 milioni per Roma attraverso altre norme” come l’aumento della tasse aeroportuali ed il varo della tassa per i turisti di cui vi abbiamo già parlato. Per Alemanno, però, questa è una “vittoria” perché “in un momento in cui si taglia dappertutto avere risorse per Roma è una situazione totalmente in controtendenza: è l’unico esempio italiano di risorse in più che vengono assegnate e non tagliate”.
Resta il fatto che lo smacco c’è stato. Il trasferimento dei tanto sognati 500 milioni (che già l’anno scorso hanno tardato a materializzarsi ed alla fine sono arrivati sotto forma di caserme ed immobili) è stata la giustificazione rituale dello slittamento del bilancio comunale da dicembre a giungo (che non è stato ancora approvato). Un ritardo record che sta causando moltissimi disagi ai municipi che, senza risorse per la spesa corrente, non possono intervenire per riparare i problemi delle strade, delle scuole e nei servizi sociali… Alemanno ha sempre detto che una volta arrivati i 500 milioni trasferiti dallo Stato, che serviranno a “ripianare il debito ereditato dalle precedenti gestioni”, avrebbe potuto approvare il bilancio. Conseguenza di tutto ciò è che ora, con 200 milioni in meno ed il tempo che stringe, si pensa a tagliare tutto il possibile “tranne i servizi sociali” per il prossimo bilancio. Ed intanto la Lega Nord, dopo gli smacchi del Gp di Roma e della candidatura olimpica della Capitale, festeggia…
Foto: Flickr

Giro di vite in arrivo contro il fenomeno del cosiddetto Tavolino selvaggio. Con una nuova ordinanza il Comune stabilisce chiaramente che l’occupazione di suolo pubblico parziale o assoluto, da parte dei tavoli dei bar e dei ristoranti nel centro, sarà punito severamente fino alla chiusura del locale.
Di tavolino selvaggio ne abbiamo parlato giusto ieri sottolineando il dilagare del fenomeno. Neanche a farlo appots aed ecco il nuovo pacchetto di norme per i locali che, per la prima volta, da oggi in poi potranno essere sanzionati con la chiusura e multati una contravvenzione che va dai 200 euro ai 500 euro. Con la sospensione della concessione dell’Osp (Occupazione di suolo pubblico) fino a 15 giorni in caso di recidiva.
L’ordinanza avrà validità fino al 30 ottobre 2010 e si divide in due parti: quella che punisce chi fa un’occupazione di suolo parziale, ovvero supera l’area sul quale può piazzare i suoi tavolini, e quella che sanziona i trasgressori assoluti, ovvero chi mette tavolini fuori dal suo locale senza averne diritto alcuno. Buono il provvedimento, dunque, ma restano molti dubbi sulla reale possibilità di metterlo in vigore. I vigili in campo a vigilare sulla movida romana, infatti, sono pochi: 30 unità. Qui altre info. Ma se vuoi sapere subito tutte le entità delle sanzioni della nuova ordinanza continua a leggere.

Ora li chiamano caschi bianchi, ma noi, a Roma, siamo affezionati al termine, a metà tra il dialettale e il canzonatorio, ‘pizzardoni’. Temuti, qualche volta addirittura odiati, ma certo molto utili, anche perché nella Capitale sono troppo pochi, rispetto alle esigenze di una metropoli così grande. Ma la situazione sta per cambiare.
Entro la fine dell’anno, infatti, ne entreranno in servizio 370: i vincitori dell’ultimo concorso bandito dal Comune; altri 300, poi, ma forse anche di più, usciranno dalle graduatorie di un nuovo concorso, ma non arriveranno in strada prima di due anni. Così, in tutto, il comparto della polizia municipale inizierà a intravedere l’obiettivo degli 8200 uomini previsti.
I problemi, però, restano: i fondi sono pochi e non ci sono soldi per pagare gli straordinari, soprattutto nelle ore notturne: si pensi che una città come Roma di notte può permettersi appena il giro di 26 unità, alla faccia delle esigenze di decoro e sicurezza. Pattuglie che nelle notti del fine settimana, per le esigenze di controllo connesse con la movida, arrivano a 40-50.
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