Dossier Farmacap: il deficit affossa le farmacie del Comune

I Radicali Roma presentano la prima delle inchieste di Opencampidoglio: le farmacie comunali di Roma

14 novembre 2014 - L'11 novembre scorso la trasmissione di RaiTre Agorà è andata in onda con un bel servizio sul sistema delle farmacie comunali romane, come denunciato dai Radicali Roma e dal prezioso lavoro di Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli.

La storia l'avevamo raccontata quasi un anno fa anche noi di 06blog, riportando ampiamente proprio il lavoro di Magi e Capriccioli, che sulle farmacie comunali hanno evidenziato sprechi ed inefficienze croniche, in un sistema fossilizzato su modelli antiquati e a tratti sembra anche illeciti.

Dossier Farmacap: il deficit affossa le farmacie del Comune

Presentando, e festeggiando, il nuovo strumento di trasparenza Opencampidoglio (portale che vi promette di dirvi tutto quello che volete sapere sull'amministrazione capitolina, ma anche qualcosa di più) i Radicali Roma propongono il primo dossier, di una lunga serie, atta a fare luce sulle 30 aziende possedute dal Comune.

Farmacap (più precisamente Azienda Farmasociosanitaria Capitolina - Farmacap) è una realtà pubblica nata a Roma con deliberazione del Consiglio Comunale n. 5 del 29 gennaio 1997, una norma che approva la trasformazione delle Farmacie Comunali da servizio in economia ad Azienda Speciale: oggi Farmacap gestisce le 43 farmacie comunali e i servizi di prevenzione socio - sanitaria a favore di categorie in sofferenza sanitaria o sociale.

Come sappiamo tutti l'attività commerciale comunemente chiamata "farmacia" è regolata da stringenti norme (sia sulla vicinanza fisica tra punti vendita sia sul numero di punti vendita per numero di abitanti, che a Roma è previsto in una ogni 3.300 residenti) e, non è un mistero, la professione di farmacista è decisamente un ottimo investimento, per chi (titolato a farlo) si trova nelle condizioni di rilevare una licenza o di ottenerne una nuova.

L'enorme deficit nel bilancio di Farmacap, dovuto secondo le fonti ufficiali ai crediti che la stessa azienda municipale vanta nei confronti della Regione Lazio (13 milioni di euro), sta però trasformando la municipalizzata in una sorta di pozzo nero nel quale gettare fondi pubblici, senza una vera rendicontazione di spesa e, sopratutto, senza un vero piano di risanamento che possa rendere la municipalizzata competitiva, in un mercato che è sopratutto privato.

Una ristrutturazione aziendale necessaria, dopo che dal 2011 i bilanci sono oggetto delle attenzioni dei revisori di Ernst&Young:

"Per quanto riguarda la perdita del 2011 stimata inizialmente a 1 milione e 400 mila euro si è giunti a 10 milioni dopo la Due Diligence svolta dalla società E&Y. La perdita del 2012 invece ammonta a quasi 5 milioni (4,7)."

scrivono i Radicali Roma. La municipalizzata è stata per questo in attesa, per tutto il 2013, di 15 milioni di euro a copertura del buco nel bilancio, in attesa che la Regione saldasse e che si attuasse il piano di ristrutturazione aziendale, che pure però contiene numerose anomalie. Su tutte la locazione degli esercizi, che il piano scrive essere sopratutto in aree territoriali con popolazione più disagiata: un'affermazione che, dimostrano i Radicali nel dossier, è più poco reale che altro, visto che le farmacie Farmacap sono così distribuite:

lo scrivono chiaro i Radicali nel dossier:

"[...] solo un minoranza si trova in quartieri marginali o periferici, e molte sono collocate in zone nelle quali sono presenti numerosissime farmacie private nel giro di poche centinaia di metri."

Altro capitolo è la questione affitti, esosi e (parrebbe) decisamente fuori mercato, in particolare per quelle poche farmacie che sono vero presidio in zone disagiate della città: si va dai casi di Torraccio di Torrenova (circa 108mila euro annui), a Selva Candida (circa 106mila euro), fino a Divisione Torrino (circa 172mila euro), che pagano cifre astronomiche (pagherebbero meno in corso Vittorio Emanuele, in pieno centro storico).

2 milioni di euro annui in affitti che Pantalone (il Comune di Roma, che tuttavia oramai è più un Pulcinella che altro) continua a pagare senza porsi minimamente la questione. L'allestimento e la ristrutturazione dei locali in affitto è un altro capitolo nero di questa storia: a dicembre 2011 il costo storico per le ristrutturazioni aveva raggiunto la cifra complessiva quasi 8 milioni di euro, anche in questo caso con punte particolarmente elevate nei locali più periferici (e, curiosamente, nei locali periferici con affitto più elevato), ma i dati si fermano proprio al 2011.

Come è stato possibile gestire Farmacap nella totale opacità, sia sui bilanci che sul piano di ristrutturazione aziendale? In parte la garanzia è stata data dalla mancanza di controllo, vista l'inesistenza di una Commissione di Vigilanza, prevista invece dal contratto di servizio.

La gravità del fatto non è data solo dall'atteggiamento omertoso di Farmacap, che pure si trova in difficoltà, ma anche e sopratutto dal fatto che l'azienda è una municipalizzata e, per questo motivo, andrebbe reso noto ogni singolo centesimo ed ogni singolo provvedimento che questa prende, non fosse altro perchè rappresenta un bene comune della cittadinanza romana. Niente di tutto questo, negli anni, è stato fatto (quanti di voi avevano anche solo conoscenza dell'esistenza di Farmacap?).

Una serie di problematiche denunciate, anche questa volta, da Riccardo Magi (il "pungolo radicale" in Campidoglio):

"Innanzitutto negli ultimi due anni si è creato un debito di oltre 15 milioni di euro, che ha reso necessario stanziare nel bilancio capitolino altrettanti milioni per riparare a queste perdite. Al contempo non sono stati approvati i bilanci del 2012, tanto che si è resa necessaria una due diligence da parte di Ernst&Young che ha messo alla luce non solo quella situazione debitoria che era, fino a quel momento, rimasta nascosta dalle scritture contabili, ma ha anche svelato una significativa riduzione delle rimanenze di magazzino, che erano dichiarate per circa 9 milioni e in realtà sono di almeno un terzo in meno. [...]
Altri sono gli aspetti critici: le spese pubbliche che si sostengono per l'affitto dei locali di questi esercizi pubblici. [...] Sempre altissime sono le spese che abbiamo riscontrato per gli allestimenti e la ristrutturazione di questi locali, che non sono patrimonio dell'azienda ma affittati da soggetti terzi."

Insomma, i Radicali mostrano come Farmacap non sia in realtà una società pubblica di servizi al cittadino, quanto più una spugna succhiadenari, un vero e proprio pozzo nero dove negli ultimi due anni l'opacità gestionale ha fatto da padrona incontrastata. Un vero e proprio "sperpero" di risorse pubbliche: oltre ai 15milioni per ripianare il buco di bilancio Farmacap ne chiede altri 15-20 per rilanciare l'azienda nel mercato in città in base al piano industriale presentato.

Via | Radicali Roma, Opencampidoglio

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